Rassegna Stampa

CETA. 'UCCIDE MADE IN ITALY', MA PD EMILIA-R.: NO, FERMA COPIONI

Data: 28/09/2017

L'offensiva anti-Ceta e' partita con Yuri Torri (Si): "Il trattato e' carente sul tema delle produzioni intensive, sulla tutela dei lavoratori, privatizza la gestione delle controversie affidandone la soluzione a una giustizia sovraordinata all'Unione europea. Il consiglio regionale delle Marche ha pronunciato un no unanime al Ceta". Di qui l'invito a 'copiare' il parlamentino marchigiano. Per il consigliere piacentino della Lega Matteo Rancan la questione e' semplice: "Il Ceta mette a rischio l'agricoltura e i prodotti locali. Manca un riferimento al principio di precauzione quanto alla salute" dei consumatori, "visto che i prodotti non saranno controllati una volta arrivati in Europa". In piu', da piacentino, Rancan ha sottolineato che tre salumi Dop di quella provincia non sono stati riconosciuti dal trattato. Tommaso Foti (Fdi) che ha tirato in ballo l"'imbarazzo" del ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, alle prese con la spaccatura nel mondo di riferimento della sinistra che lo sostenne in Lombardia, "a partire dalla Cgil", contraria all'adozione del Ceta in Italia. Un accordo che "spacca il mondo della produzione e quello sindacale", ha fatto notare Foti ricordando il favore al trattato di Confagricoltura e la contrarieta' di Coldiretti e che di fatto fara' venire meno 250 su 291 marchi Dop e Igp italiani. "Non sara' impedito al Canada di commercializzare produzioni tipo Parmigianino- ha esemplificato il consigliere- e' stata fatta una trattativa al ribasso sui fitofarmaci; in generale perche' adottare una certificazione di filiera per poi venire esclusi dal mercato canadese?".

(Mac/ Dire)

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