Rassegna Stampa

Cinque Stelle e Fratelli d'Italia l'inedito asse per Budrio

Data: 16/06/2017

Le scelte dei partiti 
Cinque Stelle e Fratelli d'Italia l'inedito asse per Budrio 

Pronti a votare il civico Mazzanti al ballottaggio contro il dem Pierini 

CONVERGENZE parallele a Budrio, il centrodestra e gli elettori del Movimento 5 Stelle pronti a convergere sul civico Maurizio Mazzanti in vista del ballottaggio del 25 giugno. Mentre nel Pd si litiga sull'analisi del voto al primo turno che ha consegnato al sindaco uscente, Giulio Pierini, il 44,64% dei voti, in termini assoluti 3.790 preferenze. Mazzanti segue col 36,13% ma in "soldoni" si tratta di 700 voti di scarto e il candidato del centrodestra al primo turno ne ha raccolti 1.250. Ieri il capogruppo dei democratici in Regione, Stefano Caliandro, ha risposto al sindaco Virginio Merola che aveva commentato il risultato di Pierini come frutto del «calo della partecipazione». L'astensionismo secondo il sindaco del capoluogo avrebbe punito soprattutto il Pd perché «in queste terre c'è un elettorato di sinistra che non riesce a riconoscersi appieno nel Pd». Per Caliandro però le cose non stanno cosi, ma "l'astensione l'hanno pagata tutti". «Il dato del Pd a Budrio è tra i più alti d'Italia—ha detto ieri Caliandro —c'è una coalizione che supera uno steccato ma non si riesce a vincere al primo turno. Non possiamo essere felici ma è un risultato incoraggiante, perché Pierini è otto punti avanti e non è una distanza facilmente abbordabile». Mazzanti però conta di farcela, numeri alla mano. Al primo turno è già riuscito a raccogliere la gran parte dell'elettorato "storico" del Movimento 5 Stelle, che a questo giro non ha presentato una sua lista. L'ex capogruppo M5S in consiglio comunale, Antonio Giacon, ha detto esplicitamente di essere «grato a Mazzanti, che rappresenta l'unica vera alternativa credibile agli appetiti del Pd». Al secondo turno a maggior ragione Mazzanti, che ha preso quasi la somma esatta dei voti che nel 2012 al primo turno andarono a lui (1.308) e a Giacon (1.983) incarana l'alternativa al Pd. Ieri poi c'è stato un colloquio telefonico con il candidato del centro destra che al primo turno è arrivato terzo con il 14,72%, Tiziano Quaglia. «Non farò accordi con i partiti e tantomeno apparentamenti formali — spiegava ieri Mazzanti al termine del colloquio — ma tra i nostri programmi c'è una buona compatibilità. Per questo chiedo agli elettori di centrodestra, che saranno l'ago della bilancia, il loro voto». Mercoledi aveva già rotto gli indugi Tommaso Foti di Fratelli d'Italia, dicendo chiaramente: «Se votassi a Budrio, sceglierei Mazzanti». Ora Pierini si trova a fronteggiare questa "saldatura" tra centrodestra e Movimento 5 Stelle che, prima di arrivare in parlamento, avrà i prossimi ballottaggi come banco di prova.

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