E' Tommaso Foti (Fdi-An) ad aprire le contestazioni del centro destra: "E' dal 1992 che ci sono modi alternativi per ottenere la cittadinanza rispetto allo Ius sanguinis. Non si capisce perché oggi si vogliano introdurre, con la scusa dei minori, queste norme che per i minori non sono. L'automatismo che si vuole introdurre per l'ottenimento della cittadinanza italiana desta curiosità proprio rispetto alle norme transitorie, che di fatto riguardano solo gli adulti e non i bambini". "Probabilmente avete intenzione - ha detto Foti rivolgendosi al Pd - di perdere altri 100.000 voti. Il problema dell'integrazione non si risolve dando in mano un foglietto e dicendo a una persona: 'Sei un cittadino italiano'. Approvate questa norma e fare un ulteriore regalo al centrodestra. Sappiate che quando saremo al governo sarà la prima legge a essere abrogata".
Concetti rimarcati anche da Enrico Aimi di Forza Italia: "Il nostro Paese ogni anno concede 200.000 cittadinanze e quindi non c'è alcun bisogno di approvare lo Ius soli. Se passasse il progetto di legge attireremmo sull'Italia altra disperazione. Dietro a questo progetto di legge c'è il business delle Ong e dei 35 euro al giorno concessi a richiedenti asilo, quando questo Governo non è riuscito a trovare 200 milioni da destinare alle forze dell'ordine". Una discussione a cui ha deciso di prendere parte anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha contestato a Fabbri l'uso del termine 'pagliacciata' ."Il consigliere - ha detto - defmisce una pagliacciata un provvedimento che le destre di Gran Bretagna, Irlanda e Germania hanno già approvato da tempo. A nostro parere questa è una legge di civiltà. Perché il concedere la cittadinanza dovrebbe distruggere il tessuto sociale?" Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha risposto a Foti, illustrando i motivi del sostegno al provvedimento: "La legge del '92 è un cinico percorso ad ostacoli. Non possiamo chiudere gli occhi davanti ai minori nati in Italia".
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