Rassegna Stampa

Dove si va? 'In... Emilia!' La squadra di tre province tra si' e no

Data: 24/10/2017

Le categorie economiche piacentine sono pronte per fare gioco di squadra, «Purché questo non sia l'ennesimo carrozzone»

● Si chiama "Destinazione Emilia", riunisce 87 comuni tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia e ha come obiettivo quello di attirare turisti nei tre territori; ieri mattina, il nuovo organismo si è presentato ufficialmente in Provincia, alla presenza dei rappresentanti delle categorie economiche, culturali, sociali del territorio. Perché "Destinazione Emilia", presentata dal presidente della Provincia Francesco Rolleri (vicepresidente dell'area vasta turistica), ha bisogno ora soprattutto di gambe per camminare.

Il mercato del mondo 
«Se si ragiona in termini di unione tra tre province dobbiamo riuscire a puntare almeno al mercato internazionale», ha sottolineato il sindaco Massimo Castelli (Anci e Unione montana Valli Trebbia e Luretta). Se si parla di "Emilia", ne possono beneficiare - questo l'auspicio - anche i territori non strettamente a vocazione turistica, ad esempio Gossolengo, come ricordato dall'assessore Elisabetta Rapetti. Il consigliere provinciale Sergio Bursi ha evidenziato un deficit strutturale tutto piacentino: «Il nostro è un turismo ancora molto legato agli affari, "mordi e fuggi"», ha detto.  

Prime prove di alleanza 
Per Elisabetta Virtuani, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini - ieri in rappresentanza anche della Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina - l'area vasta turistica era necessaria, oltre che nei fatti già realtà: «Lavoriamo da tempo con Parma e Reggio Emilia e ci presenteremo uniti nei prossimi bandi», ha sottolineato.

Il brand mancato 
«Piacenza ha bisogno di coordinamento in questo settore», hanno aggiunto Alfredo Parietti e Giovanni Struzzola, presidente e direttore di Unione Commercianti. «Il turismo è riuscito a sopravvivere alla crisi. A testimonianza di quanto costituisca una risorsa economica. Abbiamo visto nascere e morire diverse strutture, perché è mancato un brand».

Mentalità da cambiare 
Nicola Maserati, presidente di Confesercenti, invita ad avere una visione chiara e condivisa, per cogliere quella che ritiene un'opportunità: «Una squadra ordinata, così immagino la "Destinazione". Siamo pronti a collaborare, ma un cambiamento di mentalità è necessario», ha detto. «Le risorse vadano tutte nella stessa direzione, non ripetiamo gli errori del passato», è l'invito di Marco Crotti, presidente di Coldiretti e rappresentante del Gal del Ducato. «Ci vuole una regia». Giuseppe Cavalli amministratore unico di Piacenza Expo si candida come braccio opearativo: «Ma dobbiamo credere in noi stessi». 

Destinazione forzata? 
Giro di interventi conclusivi: per Katia Tarasconi, consigliere regionale del Pd, «Siamo poco bravi a venderci e a farci riconoscere». Per il collega Tommaso Foti, in quota Fratelli d'Italia, la destinazione è stata «forzata», perché «Piacenza è la porta di Milano». «Non voglio fare lo sfasciacarrozze, ma nemmeno salire sull'ennesimo carrozzone», ha concluso il consigliere. Replica Giovanni Cattanei, vicesindaco di Castelsangiovanni: «Anch'io penso che Piacenza dovrebbe unirsi alla Lombardia ma ci sono difficoltà oggettive e oggi è in Emilia. Facciamo i conti con quello che c'è».

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