Le categorie economiche piacentine sono pronte per fare gioco di squadra, «Purché questo non sia l'ennesimo carrozzone»
● Si chiama "Destinazione Emilia",
riunisce 87 comuni tra Piacenza,
Parma e Reggio Emilia e ha come
obiettivo quello di attirare turisti
nei tre territori; ieri mattina, il
nuovo organismo si è presentato ufficialmente
in Provincia, alla presenza
dei rappresentanti delle categorie
economiche, culturali, sociali
del territorio. Perché "Destinazione
Emilia", presentata dal presidente
della Provincia Francesco
Rolleri (vicepresidente dell'area vasta
turistica), ha bisogno ora soprattutto
di gambe per camminare.
Il mercato del mondo
«Se si ragiona in termini di unione
tra tre province dobbiamo riuscire
a puntare almeno al mercato internazionale»,
ha sottolineato il sindaco
Massimo Castelli (Anci e Unione
montana Valli Trebbia e Luretta).
Se si parla di "Emilia", ne possono
beneficiare - questo l'auspicio -
anche i territori non strettamente a
vocazione turistica, ad esempio
Gossolengo, come ricordato dall'assessore
Elisabetta Rapetti. Il consigliere
provinciale Sergio Bursi ha
evidenziato un deficit strutturale
tutto piacentino: «Il nostro è un turismo
ancora molto legato agli affari,
"mordi e fuggi"», ha detto.
Prime prove di alleanza
Per Elisabetta Virtuani, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei
Colli Piacentini - ieri in rappresentanza
anche della Strada del Po e dei
sapori della Bassa Piacentina - l'area
vasta turistica era necessaria, oltre
che nei fatti già realtà: «Lavoriamo
da tempo con Parma e Reggio Emilia
e ci presenteremo uniti nei prossimi
bandi», ha sottolineato.
Il brand mancato
«Piacenza ha bisogno di coordinamento
in questo settore», hanno aggiunto
Alfredo Parietti e Giovanni
Struzzola, presidente e direttore di
Unione Commercianti. «Il turismo
è riuscito a sopravvivere alla crisi. A
testimonianza di quanto costituisca
una risorsa economica. Abbiamo
visto nascere e morire diverse strutture, perché è mancato un
brand».
Mentalità da cambiare
Nicola Maserati, presidente di Confesercenti,
invita ad avere una visione
chiara e condivisa, per cogliere
quella che ritiene un'opportunità:
«Una squadra ordinata, così immagino
la "Destinazione". Siamo pronti
a collaborare, ma un cambiamento
di mentalità è necessario», ha
detto. «Le risorse vadano tutte nella
stessa direzione, non ripetiamo
gli errori del passato», è l'invito di
Marco Crotti, presidente di Coldiretti
e rappresentante del Gal del
Ducato. «Ci vuole una regia». Giuseppe
Cavalli amministratore unico
di Piacenza Expo si candida come
braccio opearativo: «Ma dobbiamo
credere in noi stessi».
Destinazione forzata?
Giro di interventi conclusivi: per Katia
Tarasconi, consigliere regionale
del Pd, «Siamo poco bravi a venderci
e a farci riconoscere». Per il collega
Tommaso Foti, in quota Fratelli
d'Italia, la destinazione è stata «forzata»,
perché «Piacenza è la porta
di Milano». «Non voglio fare lo sfasciacarrozze,
ma nemmeno salire
sull'ennesimo carrozzone», ha concluso
il consigliere. Replica Giovanni
Cattanei, vicesindaco di Castelsangiovanni:
«Anch'io penso che
Piacenza dovrebbe unirsi alla Lombardia
ma ci sono difficoltà oggettive
e oggi è in Emilia. Facciamo i
conti con quello che c'è».
Libertà
