"Dopo due interrogazioni rivolte alla Giunta dell'Emilia-Romagna guidata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, a cui l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, ha risposto in modo carente e assolutamente non esaustivo, non mi è rimasta altra via che presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Ravenna per capire se le modalità con cui si sono svolti due concorsi e una procedura di mobilità esterna, in seguito alla riorganizzazione dell'Unità operativa di oncologia del presidio ospedaliero di Ravenna-Faenza-Lugo, siano regolari o si possano intravvedere eventuali profili d'illiceità". E' quanto afferma Tommaso Foti, presidente del Gruppo consiliare di Fratelli d'Italia e neoeletto alla Camera dei Deputati, specificando le motivazioni della presentazione dell'esposto. "Emerge, infatti - spiega Foti - l'ipotesi di eventuali irregolarità nella singolare circostanza che vede l'attuale direttore dell'unità operativa di oncologia del nosocomio ravennate, chiamato a questo incarico nel febbraio 2016 dopo aver ricoperto il ruolo di direttore dell'unità operativa di oncoematologia dell'Ausl 6 di Livorno, dal 2010 al 2016, essere nominato componente e presidente della commissione che ha esaminato i candidati che hanno risposto ai bandi concorsuali e di mobilità. Dove sta l'inghippo? Nel fatto che, non appena ricevuto l'incarico dirigenziale nell'ospedale ravennate, il professionista ha proceduto a un piano di riorganizzazione che ha previsto il reclutamento di personale con caratteristiche particolari e che i medici che hanno risposto ai bandi e li hanno vinti erano componenti negli anni 2010/2016 dell'equipe e del gruppo di ricerca guidati dallo stesso direttore, nel suo precedente incarico dirigenziale nell'Ausl livornese".
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