Rassegna Stampa

Foti: 'Chiude l'area critica'. L'Ausl: 'Cambia solo nome'.

Data: 03/11/2017

Interrogazione del consigliere regionale sull'ospedale di Fiorenzuola. Il direttore sanitario rassicura: «I letti rimangono»

Preoccupazioni si sono diffuse a Fiorenzuola per la riorganizzazione interna del reparto di Medicina. A sollevarle il capogruppo in Regione di An Fratelli d'Italia Tommaso Foti che denuncia: «Verrà chiusa l'area critica, senza che si sia nel frattempo attivata l'area subintensiva, promessa entro la fine del 2017». Il direttore sanitario Ausl Guido Pedrazzini rassicura: «Tutto rimane come prima: rimangono e anzi vengono migliorate le tecnologie per gli 8 letti monitorati nel reparto Medicina di Fiorenzuola. Cambia solo il nome: li chiamiamo letti di monitoraggio intensivo». Non pare però pensarla così Foti che ha presentato un'interrogazione in Regione in cui scrive: «È dei giorni scorsi la decisione - assunta senza una preventiva adeguata informazione di personale e utenti - di chiudere la sezione "area critica", senza che nel contempo si sia provveduto ad attivare l'area medica subintensiva. È l'ennesimo segnale di ridimensionamento della struttura ospedaliera della Valdarda». Foti condivide «il grande sconcerto nel personale medico e paramedico». Il direttore Pedrazzini, da noi interpellato, chiarisce: «L'area critica rimane: si tratta di letti monitorati nell'ambito organizzativo della medicina interna. L'incomprensione potrebbe essere nata da una lettera inviata nei giorni scorsi per la riorganizzazione interna del reparto con cui la Medicina passa da 41 a 37 posti letto, di cui 8 sono a monitoraggio intensivo (quelli che chiamavamo area critica); la Lungodegenza cresce da 18 posti letto a 24 e si posiziona in uno dei bracci del reparto. Nei fatti l'area critica, dove c'è un'assistenza infermieristica più intensa, rimane. Abbiamo anzi previsto che entro fine anno saranno introdotte strumentazioni tecniche ancor più performanti». Per quanto riguarda la sub-intensiva, Pedrazzini spiega: «Quando diverranno definitivi i passaggi sull'unità spinale, si tratterà di realizzare una porta per fare da filtro ai posti letto di sub-intensiva. Si tratta solo di una diversa sistemazione logistica, per rispondere agli standard di accreditamento». Foti torna alla carica: «Con numerosi atti di sindacato ispettivo promossi in Regione, ho evidenziato la necessità che, in attesa della conclusione dei lavori (?!) del cosiddetto "blocco B", dovesse essere mantenuto immutato il funzionamento dei reparti già attivi nel blocco A, per non disperdere l'utenza verso altri plessi ospedalieri. Per il blocco A - prosegue - viene propagandata la realizzazione di un'area chirurgica e di sale operatorie, oltre all'ampliamento del Pronto Soccorso, per un investimento di 1,9 milioni, che la Regione si è impegnata a coprire, ma che non è ancora stanziato. Quando avverrà?»

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