Interrogazione del consigliere regionale sull'ospedale di Fiorenzuola. Il direttore sanitario rassicura: «I letti rimangono»
Preoccupazioni si sono diffuse
a Fiorenzuola per la riorganizzazione
interna del reparto di
Medicina. A sollevarle il capogruppo
in Regione di An Fratelli
d'Italia Tommaso Foti che denuncia:
«Verrà chiusa l'area critica,
senza che si sia nel frattempo
attivata l'area subintensiva, promessa
entro la fine del 2017». Il
direttore sanitario Ausl Guido Pedrazzini
rassicura: «Tutto rimane
come prima: rimangono e anzi
vengono migliorate le tecnologie
per gli 8 letti monitorati nel reparto
Medicina di Fiorenzuola.
Cambia solo il nome: li chiamiamo
letti di monitoraggio intensivo».
Non pare però pensarla così Foti
che ha presentato un'interrogazione
in Regione in cui scrive:
«È dei giorni scorsi la decisione -
assunta senza una preventiva
adeguata informazione di personale
e utenti - di chiudere la sezione
"area critica", senza che nel contempo si sia provveduto ad
attivare l'area medica subintensiva.
È l'ennesimo segnale di ridimensionamento
della struttura
ospedaliera della Valdarda».
Foti condivide «il grande sconcerto
nel personale medico e paramedico».
Il direttore Pedrazzini, da noi interpellato,
chiarisce: «L'area critica
rimane: si tratta di letti monitorati
nell'ambito organizzativo
della medicina interna. L'incomprensione
potrebbe essere
nata da una lettera inviata nei
giorni scorsi per la riorganizzazione
interna del reparto con cui
la Medicina passa da 41 a 37 posti
letto, di cui 8 sono a monitoraggio
intensivo (quelli che chiamavamo
area critica); la Lungodegenza
cresce da 18 posti letto
a 24 e si posiziona in uno dei
bracci del reparto. Nei fatti l'area
critica, dove c'è un'assistenza infermieristica
più intensa, rimane.
Abbiamo anzi previsto che
entro fine anno saranno introdotte
strumentazioni tecniche ancor
più performanti». Per quanto
riguarda la sub-intensiva, Pedrazzini spiega: «Quando diverranno
definitivi i passaggi
sull'unità spinale, si tratterà di
realizzare una porta per fare da
filtro ai posti letto di sub-intensiva.
Si tratta solo di una diversa sistemazione
logistica, per rispondere
agli standard di accreditamento».
Foti torna alla carica: «Con numerosi
atti di sindacato ispettivo
promossi in Regione, ho evidenziato
la necessità che, in attesa
della conclusione dei lavori (?!) del cosiddetto "blocco B", dovesse
essere mantenuto immutato il
funzionamento dei reparti già attivi
nel blocco A, per non disperdere
l'utenza verso altri plessi
ospedalieri. Per il blocco A - prosegue
- viene propagandata la
realizzazione di un'area chirurgica
e di sale operatorie, oltre
all'ampliamento del Pronto Soccorso,
per un investimento di 1,9
milioni, che la Regione si è impegnata
a coprire, ma che non è ancora
stanziato. Quando avverrà?»
Libertà
