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Fratelli d'Italia: 'Chiudere i punti nascita e' una scelta scellerata, le nostre colline si spopoleranno'

Data: 13/10/2017

Fratelli d'Italia: Chiudere i punti nascita è una scelta scellerata, le nostre colline si spopoleranno» 

CASTELNOVO MONTI Sul tema della soppressione dei punti nascite montanari interviene anche Alberto Bizzocchi, coordinatore di Fratelli d'Italia. "Assistiamo inerti al progressivo impoverimento dell'Appennino Reggiano, questa volta con la chiusura di reparti fondamentali per le gestanti locali e le famiglie delle stesse. Con questa decisione la Regione taglia vergognosamente corto e non tiene conto delle singole situazioni personali, dimostrando che esistono cittadini di "serie A" e di "serie B", le cui esigenze contano meno di chi invece abita in città ed è significativamente agevolato nella scelta dell'Ospedale in cui essere assistito. Come sottolineato dal consigliere regionale FdI Tommaso Foti nella sua interrogazione, la decisione ultima spetta alla Regione e dal Ministero è giunta un'indicazione non vincolante. Insistiamo inoltre sull'esigenza di conoscere tempi certi per quanto riguarda i sovvenzionamenti già promossi per potenziare le sale operatorie e i presidi di primo intervento dei tre Ospedali di Castelnovo, Pavullo nel Frignano e Borgo Val di Taro. Enti locali come la Fondazione Manodori investono con cifre considerevoli nei confronti dell'Appennino Reggiano, come nel caso del bando Welcom. Pretendiamo perciò di conoscere nel dettaglio come verranno impiegate queste risorse affinchè i cittadini possano usufruime direttamente. Occorre mettere in campo azioni tempestive al fine di arginare lo spopolamento delle nostre colline, già in grave difficoltà. Non si possono chiudere strade e impedire il passaggio dei veicoli in determinate zone. Non si possono chiudere i reparti degli Ospedali, vietando servizi indispensabili alla comunità. Vi è appena stata una grande proclamazione delle autorità in occasione dell'apertura della Bocco-Canala sulla strada statale 63 "del Valico del Cerreto" a Casina, un'infrastruttura imponente per la quale sono previste ulteriori varianti per 36 milioni di euro, ma c'è da chiedersi chi userà queste strade quando a destinazione non vi sarà rimasto più nulla da visitare e apprezzare"

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