La sconfitta a 5 Stelle "Aboliamo il limite dei due mandati"
Dopo il voto Bugani propone di cambiare le regole
Pd in affanno verso i ballottaggi, Budrio è a rischio
La destra ritrova slancio
Il Pd soffre ai ballottaggi
I 5 Stelle stanno a guardare
Il voto in regione allarma i dem. Calvano: "Saranno partite vere"
Fi in festa, Bignami: "Uniti si vince, capito?".
Palmizio: "Bei colpi"
IL centrodestra canta vittoria, il Pd soffre, il Movimento 5 Stelle sparisce, almeno dai secondi turni. Tutto in una Emilia Romagna sempre meno affezionata al voto, con una affluenza al 55, 5%, inferiore di cinque punti a quella nazionale e di dieci rispetto alle amministrative precedenti. Dei sei Comuni al voto con più di 15mila abitanti, soltanto Comacchio elegge il suo sindaco al primo turno. La spunta Marco Fabbri, l'ex grillino che arriva al 50,88%, seguito dalla candidata di centrodestra Maura Tomasi, al 24, 04%. Non c'è il Movimento 5 Stelle, e scompare anche il Pd, che a Comacchio non presenta nemmeno il suo simbolo, mentre le liste di sinistra non vanno oltre il 10%. Altrove è ovunque ballottaggio. Anche a Budrio, dove ci si attendeva la vittoria al primo turno del dem Giulio Pierini. E invece, ha ammesso ieri il segretario regionale Pd Paolo Calvano, «saranno partite vere ovunque». Pierini si è fermato infatti al 44,64%, seguito dal civico puro Maurizio Mazzanti, al 36,13%: entrambi se la giocheranno il 25 giugno in attesa di capire come si muoverà il centrodestra, terzo classificato col leghista Tiziano Quaglia, al 14,72. Ballottaggio anche negli altri Comuni. A Riccione arriva prima Renata Tosi, sindaca uscente di centrodestra, col 36,07%, seguita dal Pd con Sabrina Vescovi, al 34,22%. Stesso quadro di Vignola, dove il leghista Simone Pelloni, al 34,05%, se la vedrà con la democratica Paola Covili, al 31,61%. Infine ci sono Parma e Piacenza. A Parma l'ex grillino Pizzarotti (col 34,78%) annulla di fatto il candidato ufficiale del Movimento, Daniele Ghirarduzzi, che supera di poco il 3%, ma dovrà affrontare al secondo turno un Paolo Scarpa, candidato Pd, che arriva al 32,73%. Va meno bene il candidato dem di Piacenza Paolo Rizzi, al ballottaggio al 28,19% contro l' aspirante sindaco di centrodestra Patrizia Barbieri, al 34,78%. In questo quadro non sorprende che il giorno dopo a sorridere di più sia il coordinatore di Forza Italia Massimo Palmizio, che conti alla mano tira le somme: «Sui venti Comuni che andavano al voto il centrodestra governava solo in 4, e oggi governa in 7 e va al ballottaggio in tre. Un ottimo risultato di squadra, se andiamo insieme vinciamo». Toni cui fa eco anche Galeazzo Bignami: «Se siamo uniti si vince. Lo capiranno a Roma e Milano?». Meno trionfalistici i toni del segretario Pd Calvano: «Siamo consapevoli che sarà una partita complicata e vogliamo giocarcela fino in fondo nelle prossime due settimane». Tuttavia, aggiunge, «se c'è una costante in questi risultati è la presenza di un candidato del centrosinistra o del Pd. In tutti quei ballottaggi c'è la possibilità di vincere». In particolare, Calvano sogna la «rimonta» a Parma, la piazza dove il Pd ha avuto la performance più sorprendente. Dichiarazioni che suscitano l'ironia del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Tommaso Foti: «Calvano è soddisfatto perché va ai ballottaggi, ma una volta loro vincevano al primo turno. Qualcosa è cambiato».
I NUMERI
L'AFFLUENZA
La media, in Emilia Romagna, è stata del 55,5% degli aventi diritti al voto: 5% in meno rispetto alla media nazionale e 1096 in meno sulle amministrative precedenti
DESTRA E SINISTRA Tolta Parma, il secondo turno vedrà quasi ovunque la sfida tra il candidato di centrodestra e di centrosinistra. Piacenza, Vignola, Riccione e Budrio i centri principali
I CINQUE STELLE Ridotti ai minimi termini a Parma dall'ex grillino Pizzarotti, spariti a Comacchio per mano dell'altro ex Marco Fabbri, non centrano neppure un ballottaggio
Repubblica Bologna
