L'esponente di Fdi ne parla in alternativa alla Lusignani. La Regione: «Dalla scelta della sede dipendono i costi». Il Pd: «Tocca al sindaco»
«L'area dell'Opera Pia Alberoni
potrebbe essere ugualmente idonea»
per farci il nuovo ospedale. Parola
di Tommaso Foti (Fdi), che la
possibile alternativa alla caserma
Lusignani l'ha evocata ieri in consiglio
regionale dove era in esame la
sua interrogazione per l'appunto
sulla questione del nuovo ospedale
che la Regione si è impegnata a finanziare
(200-230 milioni).
Della grande area che l'Opera Pia
possiede alla periferia meridionale
della città, tra la Madonnina e la Farnesiana,
è stata "Libertà" a parlare
nell'edizione di domenica 24 settembre,
riferendo di accreditate indiscrezioni
che la danno come ipotesi
che l'amministrazione comunale
del sindaco Patrizia Barbieri sta
seriamente valutando in alternativa
alla Lusignani. Dello scetticismo
che un nuovo ospedale nella caserma
di Sant'Antonio - soluzione che
il protocollo d'intesa siglato lo scorso
febbraio tra Difesa, Regione,
Agenzia del Demanio, Azienda Usl e Comune indica come prioritaria -
da tempo solleva nel centrodestra il
sindaco ha dato voce a più riprese
in questi giorni. E nel sollecitare
l'Ausl a far conoscere gli esiti del tavolo
tecnico da alcuni mesi al lavoro
per verificare la fattibilità del progetto
Lusignani (oltreché dell'ipotesi
di sede alla Pertite, la subordinata
pure contemplata dal protocollo
d'intesa, ma politicamente impraticabile
nella sostanza), il sindaco
ha fatto capire che immaginare soluzioni
differenti non è un delitto La pista che, in tale ottica, porta
all'area dell'Opera Pia Alberoni ha
trovato una sponda robusta ieri in
consiglio regionale. E' vero che Foti
l'argomento l'ha introdotto con
una premessa all'insegna della cautela
(«Dato che se ne è parlato...»), e
d'altra parte si è speso in riferimenti
ulteriori, come i costi di quell'area,
che «sono quelli del terreno agricolo
quindi, più o meno, costi di mercato
che tutti conoscono». «In questo
caso si fa un bando da parte
dell'Ausl per vedere se ci sono dei soggetti disponibili», ha aggiunto
Foti nell'auspicare, in ogni caso, che
la «gestione della partita» del nuovo
ospedale sia in mano alla Regione
anziché alla direzione Ausl.
L'esponente di Fdi si è detto soddisfatto
della risposta che l'assessore
regionale alla Salute, Sergio Venturi,
ha dato alla sua interrogazione:
«Siamo ancora nella fase di studio
di pre-fattibilità, al momento non è
stata effettuata alcuna quantificazione
dei costi di realizzazione
dell'opera e neanche le sue modalità
di finanziamento», ha spiegato
Venturi secondo il quale la scelta
dell'area influirà nella determinazione
del quadro economico-finanziario
di un'opera considerata comunque
necessaria. «Mi auguro che
le determinazioni finali vengano assunte
di concerto tra tutte le istituzioni
interessate a cominciare da Regione
e Comune», ha chiarito l'assessore,
le cui parole, secondo Foti,
hanno suonato da smentita a quanto
dichiarato in questi giorni dal direttore
generale dell'Ausl Luca Baldino.
Che la responsabilità di individuare
l'area per il nuovo ospedale spetti
anzitutto al Comune è la convinzione
di Katia Tarasconi e Gian Luigi
Molinari che esortano il sindaco
Barbieri a «trovare una soluzione»,
a «tirare le fila in breve tempo». «Così
ha fatto il sindaco di Cesena, tirandosi
addosso molte critiche, ma lo
ha fatto perché era convinto che
quella fosse una decisione giusta per
la sua comunità e oggi raccoglie i
frutti di quella scelta", affermano i
due consiglieri regionale del Pd. E
concludono: «Se si darà troppo spazio
a tatticismi politici, facendo prevalere
il timore di assumersi la responsabilità
delle decisioni, territori
più coesi e più determinati sorpasseranno
Piacenza nel sostenere
questo investimento. E sarà l'ennesima
occasione persa».
Libertà
