Rassegna Stampa

Nuovo ospedale, sponda di Foti sull'area dell'Opera Pia

Data: 04/10/2017

L'esponente di Fdi ne parla in alternativa alla Lusignani. La Regione: «Dalla scelta della sede dipendono i costi». Il Pd: «Tocca al sindaco»

 «L'area dell'Opera Pia Alberoni potrebbe essere ugualmente idonea» per farci il nuovo ospedale. Parola di Tommaso Foti (Fdi), che la possibile alternativa alla caserma Lusignani l'ha evocata ieri in consiglio regionale dove era in esame la sua interrogazione per l'appunto sulla questione del nuovo ospedale che la Regione si è impegnata a finanziare (200-230 milioni). Della grande area che l'Opera Pia possiede alla periferia meridionale della città, tra la Madonnina e la Farnesiana, è stata "Libertà" a parlare nell'edizione di domenica 24 settembre, riferendo di accreditate indiscrezioni che la danno come ipotesi che l'amministrazione comunale del sindaco Patrizia Barbieri sta seriamente valutando in alternativa alla Lusignani. Dello scetticismo che un nuovo ospedale nella caserma di Sant'Antonio - soluzione che il protocollo d'intesa siglato lo scorso febbraio tra Difesa, Regione, Agenzia del Demanio, Azienda Usl e Comune indica come prioritaria - da tempo solleva nel centrodestra il sindaco ha dato voce a più riprese in questi giorni. E nel sollecitare l'Ausl a far conoscere gli esiti del tavolo tecnico da alcuni mesi al lavoro per verificare la fattibilità del progetto Lusignani (oltreché dell'ipotesi di sede alla Pertite, la subordinata pure contemplata dal protocollo d'intesa, ma politicamente impraticabile nella sostanza), il sindaco ha fatto capire che immaginare soluzioni differenti non è un delitto La pista che, in tale ottica, porta all'area dell'Opera Pia Alberoni ha trovato una sponda robusta ieri in consiglio regionale. E' vero che Foti l'argomento l'ha introdotto con una premessa all'insegna della cautela («Dato che se ne è parlato...»), e d'altra parte si è speso in riferimenti ulteriori, come i costi di quell'area, che «sono quelli del terreno agricolo quindi, più o meno, costi di mercato che tutti conoscono». «In questo caso si fa un bando da parte dell'Ausl per vedere se ci sono dei soggetti disponibili», ha aggiunto Foti nell'auspicare, in ogni caso, che la «gestione della partita» del nuovo ospedale sia in mano alla Regione anziché alla direzione Ausl. L'esponente di Fdi si è detto soddisfatto della risposta che l'assessore regionale alla Salute, Sergio Venturi, ha dato alla sua interrogazione: «Siamo ancora nella fase di studio di pre-fattibilità, al momento non è stata effettuata alcuna quantificazione dei costi di realizzazione dell'opera e neanche le sue modalità di finanziamento», ha spiegato Venturi secondo il quale la scelta dell'area influirà nella determinazione del quadro economico-finanziario di un'opera considerata comunque necessaria. «Mi auguro che le determinazioni finali vengano assunte di concerto tra tutte le istituzioni interessate a cominciare da Regione e Comune», ha chiarito l'assessore, le cui parole, secondo Foti, hanno suonato da smentita a quanto dichiarato in questi giorni dal direttore generale dell'Ausl Luca Baldino. Che la responsabilità di individuare l'area per il nuovo ospedale spetti anzitutto al Comune è la convinzione di Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari che esortano il sindaco Barbieri a «trovare una soluzione», a «tirare le fila in breve tempo». «Così ha fatto il sindaco di Cesena, tirandosi addosso molte critiche, ma lo ha fatto perché era convinto che quella fosse una decisione giusta per la sua comunità e oggi raccoglie i frutti di quella scelta", affermano i due consiglieri regionale del Pd. E concludono: «Se si darà troppo spazio a tatticismi politici, facendo prevalere il timore di assumersi la responsabilità delle decisioni, territori più coesi e più determinati sorpasseranno Piacenza nel sostenere questo investimento. E sarà l'ennesima occasione persa».

Libertà  

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl