Rassegna Stampa

Piacenza ha sete ed e' scaduto il patto del Brugneto

Data: 20/02/2017

AGRICOLTORI PREOCCUPATI 
Piacenza ha sete ed è scaduto il patto del Brugneto 

• Anche gennaio è stato un mese asciutto e gli agricoltori non possono più aspettare. Il patto tra le regioni per il maggiore rilascio del Brugneto è scaduto e ancora non è stato rinnovato. Intanto Arpae rileva come in alcuni corsi d'acqua manchi il minimo deflusso vitale 

Risorse idriche, scaduto il patto del Brugneto: stagione critica 
Arpae: a febbraio in alcuni corsi d'acqua manca il minimo deflusso vitale. 
Crotti: «Non si può aspettare l'estate» 

• Gli agricoltori scalpitano, dicono di non poter aspettare più. Anche gennaio è stato un mese asciutto, senz'acqua, e il patto tra Regione Liguria e Emilia-Romagna, della durata sperimentale di tre anni, per un maggiore rilascio di acqua dalla diga del Brugneto è scaduto e, ancora, non è stato rinnovato. Arpae ha fornito, intanto, una mappatura aggiornata al 18 febbraio per la valutazione del rischio idrico: si vede subito come, addirittura, in alcuni corsi d'acqua non vi sia neppure il minimo deflusso vitale, in pieno inverno, necessario a garantire la 'vita' del fiume, dei torrenti. Piacenza resta a secco, così come le falde acquifere. E la preoccupazione è alle stelle, nei campi. Si rischiala rottura, tra Piacenza, Bologna e Genova. «Siamo in attesa» L'assessore regionale Paola Gazzolo spiega come siano in corso contatti frequenti con la Regione Liguria, perché l'accordo siglato tra le Regioni e la Società Mediterranea delle acque Spa continui a garantire, anche ora che è scaduto, un rilascio aggiuntivo di 1,5 milioni di metri cubi d'acqua dalla diga del Brugneto a favore della provincia di Piacenza. «Siamo in attesa, sappiamo che c'è una trattativa in corso, ma voci insistenti ci dicono anche che potrebbe esserci minore disponibilità da parte della Regione Liguria al rilascio di acqua», spiega il presidente di Coldiretti Piacenza, Marco Crotti. «Facciamo il possibile, attiviamo tutte le energie disponibili. Ma un risultato va raggiunto. Non possiamo ridurci ad affrontare la questione in estate, quando saremo ormai in piena emergenza. La diga del Brugneto ha livelli di acqua sufficienti per dare risposta al fabbisogno idrico dell'agricoltura piacentina». 

Faide acquifere a zero 
Crotti invita a raggiungere un accordo di sistema, e a farlo presto: «La questione deve uscire da un ragionamento di tipo emergenziale, è una criticità ormai consolidata. Siamo reduci da un anno siccitoso, le falde acquifere sono a zero. L'agricoltura è posti di lavoro, è occupazione, è nutrimento». Nei prossimi giorni, in Regione, il presidente del Consorzio di Bonifica, Fausto Zermani, chiederà chiarimenti sull'apparente stallo dell'iter autorizzativo della nuova traversa di Mirafiori, a Rivergaro, e sugli accordi per la diga del Brugneto: «Sulla traversa di Mirafiori siamo paradossalmente in attesa di una risposta da Contatti con la Liguria e la Società Mediterranea» dice l'assessore Gazzolo La politica deve prendere posizione sui temi idrici» replica Zermani. <<Non si può andare avanti così , la politica ora deve prendere una posizione, sui temi idrici del Piacentino». 

"Economia a rischio" 
Per Zermani, non è più giustificato alcun temporeggiamento: «Positivo che le organizzazioni di categoria prendano posizione nei confronti di questi tempi lunghi, immotivati. I problemi che stagnano sui tavoli condizionano l'economia di Piacenza», ha spiegato il presidente del Consorzio. «Sul Brugneto? Forse c'è stata l'illusione di un accordo politico ad oggi non concretizzabile, evidentemente. Troppa reticenza. Genova pensa che Piacenza voglia rubare l'acqua. Non è così . È questione di buon senso». 

Nuovi vincoli da Genova 
Zermani annuncia anche l'ultimo provvedimento dei genovesi: «E stato introdotto di recente un vincolo ambientale. L'acqua nella diga del Brugneto non può scendere al di sotto di certi livelli. Sinceramente mi sembra l'ennesimo escamotage per blindare ogni accordo futuro. Piacenza ha beneficiato del rilascio aggiuntivo di acqua in Trebbia. Lo abbiamo visto tutti, nelle ultime estati, a livello turistico. Che ne sarà di tutto questo?». 

La crisi del settore agricolo 
Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio,tra il 2015 ed il 2016 si è verificata una riduzione dell'1,6% delle imprese aventi sedi nei comuni collinari della nostra provincia, riduzione che si è fermata al -1,3% per la montagna e al - 0,4% per la pianura. Una spinta piuttosto significativa a questo trend è generata dalla scomparsa di aziende agricole. 

I DATI ALLARMANTI 
Piacenza a secco da quattro mesi 
Gennaio con il 75% di pioggia in meno 

Anche gennaio, secondo il dossier siccità elaborato da Arpae, è stato un mese anomalo sia per le temperature che per le precipitazioni. Anche in questo mese, come nel precedente, le precipitazioni riscontrate sono state decisamente inferiori alla norma (-75%); sulle province occidentali, piacentina e parmense, è il quarto mese consecutivo di piogge inferiori alla norma con conseguenze negative nella ricarica idrica dei terreni e delle falde. Un dialogo con la Regione Liguria, considerato il clima siccitoso, per il rilascio di acqua dalla diga del Brugneto, è dunque urgente: «Ho incontrato la presidentessa di Mediterranea delle Acque, Fabiola Mascardi», spiega il presidente di Co.Sil., Federico Scarpa. «Era invitata alla fiera BiLog. Nel colloquio è emerso come la Regione Liguria non abbia nulla in contrario a ragionare con l'Emilia-Romagna, ma riscontri da parte di Bologna un certo tentennamento nei contatti. In sostanza, la Liguria è pronta. Ora l'Emilia deve avviare tavoli costruttivi con l'assessore regionale all'ambiente della Liguria, Giacomo Raul Giampredone». Nel 2015, la Liguria aveva garantito il rilascio straordinario di 600 mila metri cubi d'acqua dalla diga del Brugneto, per tutelare le necessità ambientali del fiume Trebbia e rispondere ai bisogni irrigui dell'agricoltura piacentina. In quell'occasione, il presidente della Liguria Giovanni Toti aveva sottolineato come la collaborazione fra le Regioni fosse "un esempio dell'Italia che funziona". Ora si spera che il modello venga replicato: il protocollo sottoscritto nel 2013, ha garantito negli ultimi anni quattro milioni di metri cubi di acqua, dalla diga del Brugneto, per la Valtrebbia piacentina, nel periodo estivo. Una recente interrogazione del consigliere regionale Tommaso Foti di Fratelli d'Italia ha ricordato alla giunta che l'assemblea legislativa ha approvato all'unanimità, il 12 aprile 2016, una risoluzione dove si sollecitava la messa a punto del necessario accordo interregionale.

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