Rassegna Stampa

Piu' di 15mila senza luce, frazioni e vie ancora isolate

Data: 13/12/2017

CORSA CONTRO IL TEMPO PER RAGGIUNGERE I PIÙ FRAGILI. «STATO DI EMERGENZA»

L'assenza di luce non solo è andata avanti, raggiungendo e superando le 27 ore di interruzione del servizio, ma è diventata anche assenza di acqua, in alta collina e addirittura nei paesi di pianura come Rivergaro. Una slavina ha rigettato tutta la sua forza sulla strada a Samboneto di Zerba. Le auto sono transitate solo sotto scorta della polizia municipale o accodandosi alle corriere nel lungo slalom tra i rami rimasti sulla provinciale di Valnure dopo Pontedellolio. Strade principali riaperte ma ancora tante, troppe, frazioni isolate, come Croce e Rettagliata a Ottone, o Lisore a Cerignale: qui le strade di accesso non esistono più. A Costa Chiappona, comune di Gazzola (dove si alimenta la distribuzione principale del paese), i tralicci della luce sono distrutti. Ci vorranno giorni per la riparazione, mentre ieri è scattata la corsa contro il tempo, notte compresa, per raggiungere i più soli e fragili, e non lasciare indietro nessuno. La giornata è stata quella della stanchezza, dei "grazie" commossi a chi ha lavorato senza tregua, dell'esasperazione, del senso di impotenza («Gli alberi cadevano come foglie, ogni pochi minuti», è la testimonianza di un soccorritore) e della rabbia impossibile da far passare, se si resta per due giorni al buio, al freddo. Le chiamate, arrivate anche in redazione, vanno avanti fino alle 19: «Ci avevano detto che il guasto sarebbe stato riparato...Abbiamo 80 anni, abitiamo vicino al cimitero di Castellarquato. Fa tanto freddo, non c'è luce», è l'ultima chiamata. Poco prima, un altro "sos" era stato lanciato da Coli. «Ci sentiamo abbandonati». Eppure, paradossalmente, Enel all'incontro d'urgenza alle 13 in Prefettura aveva garantito che, ormai, la fase di emergenza era quasi superata. In realtà Gropparello restava immobile, nel ghiaccio; così anche tutta la zona compresa tra Cerignale e Ottone, oltre, appunto, a Castellarquato e Lugagnano, ma anche Morfasso e l'alta Valnure. La stima è di almeno 15mila persone rimaste al buio - senza riscaldamento - per ore, un tempo lunghissimo in pieno dicembre.

Anziani soli al freddo 
Alan Candeli, della Protezione civile di Pontedellolio, non ha chiuso occhio. Come lui, tutti coloro che sono intervenuti nell'emergenza del gelo, rischiando la propria stessa pelle: «Abbiamo cercato di liberare la strada per Castione, per Montesanto. Toglievamo una pianta e ne venivano giù altre cinque. Abbiamo raggiunto una persona a Riglio. I familiari, saltate tutte le linee, non riuscivano più a contattarla. L'abbiamo trovata al buio, senza riscaldamento, e portata nella nostra sede di Protezione civile, fino all'arrivo della figlia». C'è chi si è trovato tra due piante crollate, una davanti e una dietro l'auto. E ancora ieri: «Siamo andati a Ca del Papa, a Pontedellolio, perché i residenti sono completamente isolati», precisa Candeli.  

Cortocircuiti 
Sempre ieri, proseguendo nel "bollettino di guerra", Renzo Ertola, operaio del comune di Zerba, si è trovato faccia a faccia con una slavina a Samboneto: «Ci sono delle "conche" di ghiaccio. Quando si staccano è un disastro, viene giù tutto...». Da Coli: «Siamo senza elettricità da ormai più di un giorno. Qui stanno girando solo i poveri operai comunali...», sottolinea Gabriella Mazza.  Le segnalazioni arrivano anche dalla pianura: tutta la zona est di Rottofreno è finita al buio per colpa di un cortocircuito durato circa 18 ore. Nella giornata di ieri era circolata la voce che la mancanza di fornitura elettrica a Rottofreno fosse stata causata da un furto di cavi elettrici ad opera dei soliti ladri di rame. Notizia archiviata nel novero delle fake-news. Tante quelle circolate, ad alimentare il clima di confusione generale.

Mezzi di soccorso 
La rete Emergenza Urgenza di Piacenza ha potenziato i mezzi disponibili sul territorio. Spiega il coordinatore del 118 di Piacenza Stefano Nani: «Abbiamo attivato un coordinamento locale con Anpas e Croce Rossa e teniamo aggiornata la centrale operativa 118 di Area Vasta Emilia Nord. In rete con il volontariato, abbiamo potenziato i mezzi di soccorso». L'Ausl ha raddoppiato la dotazione presente all'ospedale di Bobbio; anche al Punto di primo intervento di Farini, in collaborazione con Croce rossa, è stata messa a disposizione una seconda ambulanza. Altri tre mezzi Anpas sono in allerta a Pontedellolio e un altro a Ferriere. La Croce Rossa ha messo a disposizione anche un'ambulanza a Ottone e a Marsaglia. 

In Regione 
I consiglieri regionali del Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi hanno chiesto ieri alla Regione che si attivi per il riconoscimento dello stato di emergenza. Richiesta avanzata anche da tanti sindaci. «I comuni da soli non possono farcela, questo sembra un bollettino di guerra». Anche il consigliere Tommaso Foti di Fratelli d'Italia ha chiesto in un'interrogazione alla Regione di attivarsi per il riconoscimento. Il consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan ha presentato inoltre un'interpellanza all'Assemblea legislativa per conoscere eventuali interventi della Regione: «È necessaria una inversione di rotta anche per quanto riguarda la gestione delle dighe, che devono trattenere l'acqua in inverno per rilasciarla in estate», ha detto il consigliere.

Libertà


facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl