CORSA CONTRO IL TEMPO PER RAGGIUNGERE I PIÙ FRAGILI. «STATO DI EMERGENZA»
L'assenza di luce non solo è andata
avanti, raggiungendo e superando
le 27 ore di interruzione del
servizio, ma è diventata anche assenza
di acqua, in alta collina e addirittura
nei paesi di pianura come
Rivergaro. Una slavina ha rigettato
tutta la sua forza sulla strada a Samboneto
di Zerba. Le auto sono transitate
solo sotto scorta della polizia
municipale o accodandosi alle corriere
nel lungo slalom tra i rami rimasti
sulla provinciale di Valnure
dopo Pontedellolio. Strade principali
riaperte ma ancora tante, troppe,
frazioni isolate, come Croce e
Rettagliata a Ottone, o Lisore a Cerignale:
qui le strade di accesso non
esistono più. A Costa Chiappona,
comune di Gazzola (dove si alimenta
la distribuzione principale del
paese), i tralicci della luce sono distrutti.
Ci vorranno giorni per la riparazione,
mentre ieri è scattata la
corsa contro il tempo, notte compresa,
per raggiungere i più soli e
fragili, e non lasciare indietro nessuno.
La giornata è stata quella della
stanchezza, dei "grazie" commossi
a chi ha lavorato senza tregua,
dell'esasperazione, del senso
di impotenza («Gli alberi cadevano
come foglie, ogni pochi minuti»,
è la testimonianza di un soccorritore)
e della rabbia impossibile da
far passare, se si resta per due giorni
al buio, al freddo. Le chiamate,
arrivate anche in redazione, vanno
avanti fino alle 19: «Ci avevano detto
che il guasto sarebbe stato riparato...Abbiamo
80 anni, abitiamo
vicino al cimitero di Castellarquato.
Fa tanto freddo, non c'è luce», è
l'ultima chiamata. Poco prima, un
altro "sos" era stato lanciato da Coli.
«Ci sentiamo abbandonati». Eppure,
paradossalmente, Enel all'incontro
d'urgenza alle 13 in Prefettura
aveva garantito che, ormai, la
fase di emergenza era quasi superata.
In realtà Gropparello restava
immobile, nel ghiaccio; così anche
tutta la zona compresa tra Cerignale
e Ottone, oltre, appunto, a Castellarquato
e Lugagnano, ma anche
Morfasso e l'alta Valnure. La stima
è di almeno 15mila persone rimaste al buio - senza riscaldamento -
per ore, un tempo lunghissimo in
pieno dicembre.
Anziani soli al freddo
Alan Candeli, della Protezione civile
di Pontedellolio, non ha chiuso
occhio. Come lui, tutti coloro che
sono intervenuti nell'emergenza
del gelo, rischiando la propria stessa
pelle: «Abbiamo cercato di liberare
la strada per Castione, per
Montesanto. Toglievamo una pianta
e ne venivano giù altre cinque.
Abbiamo raggiunto una persona a
Riglio. I familiari, saltate tutte le linee,
non riuscivano più a contattarla.
L'abbiamo trovata al buio, senza
riscaldamento, e portata nella
nostra sede di Protezione civile, fino
all'arrivo della figlia».
C'è chi si è trovato tra due piante
crollate, una davanti e una dietro
l'auto. E ancora ieri: «Siamo andati
a Ca del Papa, a Pontedellolio, perché
i residenti sono completamente
isolati», precisa Candeli.
Cortocircuiti
Sempre ieri, proseguendo nel "bollettino
di guerra", Renzo Ertola, operaio
del comune di Zerba, si è trovato
faccia a faccia con una slavina
a Samboneto: «Ci sono delle "conche"
di ghiaccio. Quando si staccano
è un disastro, viene giù tutto...».
Da Coli: «Siamo senza elettricità da
ormai più di un giorno. Qui stanno
girando solo i poveri operai comunali...»,
sottolinea Gabriella Mazza. Le segnalazioni arrivano anche dalla
pianura: tutta la zona est di Rottofreno
è finita al buio per colpa di
un cortocircuito durato circa 18 ore.
Nella giornata di ieri era circolata la
voce che la mancanza di fornitura
elettrica a Rottofreno fosse stata
causata da un furto di cavi elettrici
ad opera dei soliti ladri di rame. Notizia
archiviata nel novero delle fake-news.
Tante quelle circolate, ad
alimentare il clima di confusione
generale.
Mezzi di soccorso
La rete Emergenza Urgenza di Piacenza
ha potenziato i mezzi disponibili
sul territorio. Spiega il coordinatore
del 118 di Piacenza Stefano
Nani: «Abbiamo attivato un coordinamento
locale con Anpas e
Croce Rossa e teniamo aggiornata
la centrale operativa 118 di Area Vasta
Emilia Nord. In rete con il volontariato,
abbiamo potenziato i mezzi
di soccorso». L'Ausl ha raddoppiato
la dotazione presente all'ospedale
di Bobbio; anche al Punto di
primo intervento di Farini, in collaborazione
con Croce rossa, è stata
messa a disposizione una seconda
ambulanza. Altri tre mezzi Anpas
sono in allerta a Pontedellolio e un
altro a Ferriere. La Croce Rossa ha
messo a disposizione anche un'ambulanza
a Ottone e a Marsaglia.
In Regione
I consiglieri regionali del Pd Gian
Luigi Molinari e Katia Tarasconi
hanno chiesto ieri alla Regione che
si attivi per il riconoscimento dello
stato di emergenza. Richiesta avanzata
anche da tanti sindaci. «I comuni
da soli non possono farcela,
questo sembra un bollettino di
guerra». Anche il consigliere Tommaso
Foti di Fratelli d'Italia ha chiesto
in un'interrogazione alla Regione
di attivarsi per il riconoscimento.
Il consigliere regionale della Lega
Nord Matteo Rancan ha presentato
inoltre un'interpellanza all'Assemblea
legislativa per conoscere
eventuali interventi della Regione:
«È necessaria una inversione di rotta
anche per quanto riguarda la gestione
delle dighe, che devono trattenere
l'acqua in inverno per rilasciarla
in estate», ha detto il consigliere.
Libertà
