Rassegna Stampa

Rainieri (Lega): 'Pd colpevole'

Data: 18/10/2017

DIBATTITO IN ASSEMBLEA REGIONALE CARDINALI (PD): «VIGILEREMO SULLE PROMESSE FATTE» 
Rainieri (Lega): «Pd colpevole» 

Aula caldissima stamane in Assemblea legislativa sulla chiusura dei punti nascita di Castelnovo Monti (Re), Borgotaro e Pavullo (Mo). L'assessore Venturi ha risposto a quattro question time presentati da Gabriele Delmonte, Fabio Rainieri e Stefano Bargi (Lega Nord), Raffaella Sensoli (M5s), Yuri Torri (Sinistra italiana) e Alessandro Cardinali, Massimo lotti e Barbara Lori (Pd), accomunati da dure critiche alla scelta del ministero della Salute, del 4 ottobre scorso, di confermare la chiusura dei tre punti nascita, nonostante la richiesta di deroga avanzata dalla giunta. Nei banchi del pubblico numerosi cittadini, provenienti anche da Borgotaro, hanno contestato, sottolineando con applausi e fischi alcuni interventi. Per mantenere l'ordine dei lavori la presidente dell'assemblea legislativa, Simonetta Saliera, ha ventilato la possibilità di espellere il pubblico dall'aula, eventualità che ha riportato la calma. In coda ai question time la richiesta di Lega, Movimento 5 stelle e Fdi-An di inversione dei lavori con accorpamento ai question time della discussione sulle risoluzioni sempre sul futuro dei punti nascita- a cui aveva dato assenso anche Igor Taruffi di Sinistra italiana - ha provocato la reazione del capogruppo Pd Stefano Caliandro. Innescato dall'accusa di Tommaso Foti alla maggioranza di «avere la coda di paglia» visto che le risoluzioni erano state calendarizzate dai capigruppo quando non era ancora noto il parere ministeriale, il democratico ha acceso le polveri accusando le opposizioni di fare «demagogia in favore di telecamere» (molte le emittenti tv regionali in aula ndr). «Per ristabilire equilibrio e verità» ha sottolineato Caliandro, la capigruppo si è riunita l'11 mentre per il 25 ottobre è prevista una seduta di commissione ad hoc proprio con l'assessore Venturi. Dal centrodestra proteste e interventi a titolo personale da Tommaso Foti (Fdi-An) e da Fabio Rainieri (Lega Nord): «Macché favore di telecamere - ha tuonato il leghista eletto a Parma -. Dovete spiegare ai cittadini che oggi si sono fatti due ore di macchina e magari preso un giorno di ferie come si sono comportati coloro che hanno eletto nel loro territorio». Al momento del voto, con 22 no del Pd contro i 17 sì degli altri gruppi, la discussione delle risoluzioni in coda ai question time è stata bocciata. Nel dibattito sulle interrogazioni a risposta immediata Venturi aveva ribadito il suo rammarico per la situazione, legata al rispetto di standard di sicurezza stabiliti da un accordo Stato-Regioni del 2010. Venturi aveva poi confermato che in particolare per Borgotaro e Castelnovo Monti la quota di coloro che continuano a partorirvi è di un terzo delle donne in gravidanza, secondo dati dei primi otto mesi del 2017 che le proiezioni a fine anno confermano. L'assessore aveva confermato nel dettaglio gli investimenti già annunciati per i singoli ospedali e sottolineato che la decisione riguarda ospedali che non sono più in grado di garantire la «sicurezza delle madri». Dure tutte le repliche degli interroganti. Per Gabriele Delmonte (Lega Nord), consigliere del Reggiano, manca «un cronoprogramma» degli investimenti previsti per Castelnovo. Raffaella Sensoli (M5s) ha accusato la giunta di mascherare «tecnicamente» una decisione«politica». «I parametri di sicurezza si decidono sulla base dell'organizzazione sanitaria» che sono le Regioni a stabilire. E se ad esempio per Borgotaro, ha alzato i toni la pentastellata rivolta a Venturi, si investono 3,4 milioni «perché non li investite in sicurezza? La politica è la prima a non voler aiutare le donne che vogliono fare figli». Il consigliere parmense Alessandro Cardinali (Pd) ha parlato di «giornata difficile» perché non si è tenuto conto «dei numeri che quel territorio esprime» e in particolare della funzione di servizio che Borgotaro svolge per pazienti provenienti da Liguria e Toscana. «Voglio capire cosa succederà in quel punto nascita, vigileremo sugli incrementi infrastrutturali e di personale» confermati dalla giunta. ' Vigileremo attentamente sulle parole dette in quest'aula, perché ogni parola detta ha un valore e questo ospedale vuole continuare a dare un servizio ai cittadini che vogliono continuare a vivere in quei territori. Al futuro - ha concluso il consigliere Pd -, deve essere tarato sui prossimi 20 anni, non su domani». Amaro infine, sempre dalla maggioranza, il commento di Yuri Torri (Sinistra italiana). La deroga al contrario riguarda «un intero territorio, quello a sud della via Emilia che resta privo di punti nascita ed è la zona più difficile dove vivere. Siamo di fronte a una sconfitta della politica e della logica. Nessun governo, né tecnico, né di centrodestra, né di centrosinistra ha mai affrontato la questione. Si è parlato solo di numeri e non si è tenuto conto di proposte ragionevoli avanzate da professionisti assieme ai comitati di cittadini». A fine dibattito Rainieri (Lega) ha dichiarato: «La responsabilità di questa brutta vicenda è indubbiamente del Pd. A più riprese i suoi esponenti avevano promesso ai montanari della Valtaro così come a quelli dell'Appennino reggiano e modenese, il mantenimento dei servizi sanitari in montagna compresi, specificamente, i punti nascita. Ma nonostante abbiano sindaci del territorio, giunta regionale e governo nazionale non sono stati capaci mantenere fede all'impegno»

UNA DELEGAZIONE NELL'AULA DELL'ASSEMBLEA LA PROTESTA DEI BORGOTARESI 
Anche diversi cittadini di Borgotaro hanno assistito ieri alla seduta dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna: tra gli argomenti all'ordine del giorno c'era appunto la chiusura del Punto nascita nell'ospedale del capoluogo della Valtaro. I borgotaresi hanno seguito con interesse l'intervento dell'assessore Venturi, che ha rassicurato sul futuro del nosocomio, e le critiche sulla decisione presa dei consiglieri di maggioranza e di minoranza.

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