Piu' burrascoso invece il dibattito sulla legge nel suo complesso, a partire dalla stessa sinistra che parla di "gestione lacunosa e non rispettosa dell'aula" da parte del Pd e della Giunta sul provvedimento, con "documenti arrivati in commissione solo alla fine" e scarsa trasparenza. "Voteremo per senso di responsabilita' verso i lavoratoriammonisce Igor Taruffi, capogruppo SI- ma questa e' l'ultima volta che soprassediamo a un atteggiamento del genere. Serve una sterzata, cosi' le leggi non si approvano". Stessa accusa arriva dal leghista Stefano Bargi, relatore di minoranza, che sottolinea come la Giunta abbia eluso la richiesta di un prospetto sugli effetti finanziari, patrimoniali e organizzativi del riordino. Anche Tommaso Foti (Fdi) parla di "provvedimento affrettato", fatto solo per "bypassare le gare d'appalto" e perche' "in ritardo rispetto al dettato della legge nazionale. La Regione si preoccupa di fare nuovi contenitori senza un'analisi dei vecchi, pur di arrivare all'affidamento in house". Il riordino "poteva essere l'occasione di un vero rilancio delle societa' e invece la Giunta ha compiuto un mero adempimento burocratico", dice invece Piccinini, che richiama anche la sanzione comminata dal giudice lavoro alla Regione per condotta antisindacale per non aver convocato Sgb al tavolo di trattativa, nonostante il protocollo siglato un anno fa. "Il confronto coi sindacati andra' avanti", assicura Petitti, che spiega l'urgenza di approvare il provvedimento a causa di necessita' legate alle fusioni e alla garanzia della continuita' occupazionale. "Non e' un semplice restyling o una mera esecuzione di una legge statalerivendica l'assessore- ma e' una scelta politica ben precisa".
(San/ Dire)
Inoltre, ha ribadito la "massima attenzione di Si al futuro occupazionale dei lavoratori delle società che nasceranno dal processo di fusione". Tommaso Foti (Fdi) ha criticato "la fretta con cui l'esecutivo regionale e il Pd hanno voluto arrivare all'approvazione del provvedimento". Una fretta, ha detto in Aula, che ha reso il progetto di legge in talune parti "confuso" e in altre addirittura "contraddittorio". "Una fretta - ha rimarcato il consigliere - che pare dettata unicamente dalla volontà di dotare al più presto la Regione di nuove società in house aderenti alle nuove normative in forza delle quali bypassare gli affidamenti di servizi tramite gare ed evidenze pubbliche". Giuseppe Boschini (Pd) in relazione alla fusione Cup 2000-Lepida ha evidenziato uno scenario importante per quanto riguarda l'amministrazione digitale e l'accessibilità ai servizi. Inoltre, ha sottolineato come la razionalizzazione delle società partecipate in house, "in considerazione delle importanti sinergie ed economie di scala che le due fusioni potranno assicurare, rappresenti un'importante occasione per qualificare le politiche regionali. Sul riordino delle società partecipate, infatti, cui nel tempo sono stati affidati servizi strategici, si gioca da parte della Regione - secondo il consigliere Dem - una partita importante in termini di sovranità e di indirizzi strategici". "Questo - ha concluso Boschini - impone un controllo rigoroso riguardo ai servizi offerti da tali società". Enrico Aimi (FI) è intervento per annunciare la non partecipazione al voto del gruppo forzista.
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