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Ricolfi: 'Ecco perche' oggi va ripensato l'egualitarismo'

Data: 27/01/2018

DISEGUAGLIANZE IN CALO PER IL SOCIOLOGO, IL PROBLEMA È LA QUALITÀ DELL'ISTRUZIONE

«Ci dicono che assistiamo oggi a un aumento esponenziale delle diseguaglianze sociali e che esse bloccano la crescita, ma è falso. Questi e altri schemi di analisi proposti in passato dai sociologi, nel XXI secolo non reggono più. Va ripensato l'egualitarismo». Ne è convinto Luca Ricolfi, sociologo e docente all'università di Torino, che ha svolto la sua riflessione controcorrente ieri mattina a Palazzo Galli, in una sala Panini strapiena per la seconda edizione del "Festival della cultura della libertà" nella cui organizzazione sono impegnati Banca di Piacenza, Il Foglio quotidiano, Confedilizia, European Students for Liberty e e Liberali Piacentini "Luigi Einaudi". Due giorni di confronti che quest'anno hanno come filo conduttore il tema: "Nuove frontiere, nuove sfide".

«No alla servitù volontaria» 
Un appuntamento destinato a proseguire a cadenza annuale, come ha annunciato nell'intervento di apertura Corrado Sforza Fogliani, avvocato e saggista, ideatore e "anima" della manifestazione. La sua riflessione ha preso spunto da un passo del discorso d'insediamento del presidente della Repubblica Luigi Einaudi pronunciato 70 anni  fa alle Camere riunite in seduta comune e ha posto l'accento sulla necessità di mantenere l'indipendenza dai «condizionamenti del pensiero unico internazionale e del politicamente corretto» e di mantenere la propria «dignità» contro ogni forma di «servitù volontaria». Il prossimo appuntamento, ha annunciato ringraziando i volontari ieri mobilitati, è già stato fissato per il 26 e 27 gennaio 2019. Nella fase introduttiva ha portato il saluto il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri (presenti anche la collega di Castelsangiovanni Lucia Fontana, il consigliere regionale Tommaso Foti e il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi) evidenziando come la libertà dell'individuo sia un valore guida per chi amministra e ha aggiungendo che l'iniziativa «dimostra l'amore per la città di Piacenza e i suoi valori».

«Un regresso spirituale» 
Introdotto dal giornalista Emanuele Galba, Luca Ricolfi ha inteso, statistiche alla mano, sgombrare il campo da una convinzione diffusa secondo cui si starebbe assistendo a un drammatico aumento delle diseguaglianze. «Da circa vent'anni - ha detto il sociologo - il grado di diseguaglianza nel mondo non sta aumentando. Anzi, se escludiamo Cina e India, la situazione è stazionaria, la "curva" è piatta». In realtà, ha osservato, occorre fare i conti con una realtà molto diversa rispetto agli anni del dopoguerra segnati dalla tendenza all'ascesa sociale in conseguenza della progressiva diminuzione del lavoro manuale. Per Ricolfi oggi a produrre diseguaglianze concorre soprattutto la qualità dell'istruzione. Al progresso materiale - è la sua convinzione di fondo - si accompagna un regresso spirituale in senso lato che riguarda i campi dell'etica, della cultura e dell'arte. «Dal '68 ad oggi abbiamo avuto un tracollo della qualità dell'istruzione. Con la scuola di massa c'è stata una democraticizzazione, ma oggi si certificano competenze che non ci sono. E la qualità dell'istruzione scolastica penalizza soprattutto per i giovani dei ceti subordinati che non possono contare sulle risorse dei genitori». Il risultato, per Ricolfi, è che si riduce la mobilità sociale. Da qui un attacco alle politiche della sinistra nel campo dell'istruzione, che Ricolfi accusa di avere «combinato il più grande guaio che i ceti subordinati potessero immaginare».

«No ai pensieri unici» 
In questo procedere controcorrente e nell'abbattere «pensieri unici», «questioni di buon senso per cui siamo tenuti a pensarla allo stesso mondo al di là di sensibilità e pensieri diversi», si è distinto in mattinata anche Claudio Cerasa, giornalista e direttore del "Foglio". Una delle "fake news" da contrastare? «Il pessimismo. Si tende a pensare che le cose vadano sempre peggio, a trasformare piccoli problemi in allarmi» e invece, secondo lui, la constatazione da cui partire è che «viviamo in una fase storica di prosperità e di benessere, da secoli si va sempre in meglio». Un'altra tendenza da combattere per il direttore del "Foglio" è anche quella del sentimento anticasta, del ribellismo contro gli esperti: «Sembra essere diventato un valore essere contro i competenti. Così viene promossa a tutti i livelli l'incompetenza, l'inesperienza. Questo atteggiamento non sta valendo solo in Italia, ma nel mondo: si tende a premiare chi va contro qualcuno. Il Movimento 5 Stelle ha incanalato il dissenso contro la casta». Da qui il suo appello a costruire percorsi virtuosi «per combattere pessimismo, catastrofismo e disfattismo».

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