DISEGUAGLIANZE IN CALO PER IL SOCIOLOGO, IL PROBLEMA È LA QUALITÀ DELL'ISTRUZIONE
«Ci dicono che assistiamo oggi a
un aumento esponenziale delle diseguaglianze
sociali e che esse bloccano
la crescita, ma è falso. Questi
e altri schemi di analisi proposti in
passato dai sociologi, nel XXI secolo
non reggono più. Va ripensato
l'egualitarismo». Ne è convinto Luca
Ricolfi, sociologo e docente
all'università di Torino, che ha svolto
la sua riflessione controcorrente
ieri mattina a Palazzo Galli, in una
sala Panini strapiena per la seconda
edizione del "Festival della cultura
della libertà" nella cui organizzazione
sono impegnati Banca di
Piacenza, Il Foglio quotidiano, Confedilizia,
European Students for Liberty
e e Liberali Piacentini "Luigi
Einaudi". Due giorni di confronti
che quest'anno hanno come filo
conduttore il tema: "Nuove frontiere,
nuove sfide".
«No alla servitù volontaria»
Un appuntamento destinato a proseguire
a cadenza annuale, come
ha annunciato nell'intervento di
apertura Corrado Sforza Fogliani,
avvocato e saggista, ideatore e "anima"
della manifestazione. La sua
riflessione ha preso spunto da un
passo del discorso d'insediamento
del presidente della Repubblica
Luigi Einaudi pronunciato 70 anni fa alle Camere riunite in seduta comune
e ha posto l'accento sulla necessità
di mantenere l'indipendenza
dai «condizionamenti del pensiero
unico internazionale e del politicamente
corretto» e di mantenere
la propria «dignità» contro ogni
forma di «servitù volontaria». Il
prossimo appuntamento, ha annunciato
ringraziando i volontari
ieri mobilitati, è già stato fissato per
il 26 e 27 gennaio 2019. Nella fase
introduttiva ha portato il saluto il
sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri
(presenti anche la collega di
Castelsangiovanni Lucia Fontana, il consigliere regionale Tommaso
Foti e il direttore dell'Agenzia del
Demanio Roberto Reggi) evidenziando
come la libertà dell'individuo
sia un valore guida per chi amministra
e ha aggiungendo che l'iniziativa
«dimostra l'amore per la città
di Piacenza e i suoi valori».
«Un regresso spirituale»
Introdotto dal giornalista Emanuele
Galba, Luca Ricolfi ha inteso, statistiche
alla mano, sgombrare il
campo da una convinzione diffusa
secondo cui si starebbe assistendo
a un drammatico aumento delle diseguaglianze.
«Da circa vent'anni -
ha detto il sociologo - il grado di diseguaglianza
nel mondo non sta
aumentando. Anzi, se escludiamo
Cina e India, la situazione è stazionaria,
la "curva" è piatta». In realtà,
ha osservato, occorre fare i conti
con una realtà molto diversa rispetto
agli anni del dopoguerra segnati
dalla tendenza all'ascesa sociale
in conseguenza della progressiva
diminuzione del lavoro manuale.
Per Ricolfi oggi a produrre diseguaglianze
concorre soprattutto la qualità
dell'istruzione. Al progresso materiale
- è la sua convinzione di fondo
- si accompagna un regresso spirituale
in senso lato che riguarda i
campi dell'etica, della cultura e
dell'arte. «Dal '68 ad oggi abbiamo
avuto un tracollo della qualità dell'istruzione. Con la scuola di
massa c'è stata una democraticizzazione,
ma oggi si certificano competenze
che non ci sono. E la qualità
dell'istruzione scolastica penalizza
soprattutto per i giovani dei ceti
subordinati che non possono
contare sulle risorse dei genitori».
Il risultato, per Ricolfi, è che si riduce
la mobilità sociale. Da qui un attacco
alle politiche della sinistra nel
campo dell'istruzione, che Ricolfi
accusa di avere «combinato il più
grande guaio che i ceti subordinati
potessero immaginare».
«No ai pensieri unici»
In questo procedere controcorrente
e nell'abbattere «pensieri unici»,
«questioni di buon senso per cui
siamo tenuti a pensarla allo stesso
mondo al di là di sensibilità e pensieri
diversi», si è distinto in mattinata
anche Claudio Cerasa, giornalista
e direttore del "Foglio". Una delle
"fake news" da contrastare? «Il
pessimismo. Si tende a pensare che
le cose vadano sempre peggio, a
trasformare piccoli problemi in allarmi»
e invece, secondo lui, la constatazione
da cui partire è che «viviamo
in una fase storica di prosperità
e di benessere, da secoli si va
sempre in meglio». Un'altra tendenza
da combattere per il direttore
del "Foglio" è anche quella del
sentimento anticasta, del ribellismo
contro gli esperti: «Sembra essere
diventato un valore essere contro i
competenti. Così viene promossa
a tutti i livelli l'incompetenza, l'inesperienza.
Questo atteggiamento
non sta valendo solo in Italia, ma
nel mondo: si tende a premiare chi
va contro qualcuno. Il Movimento
5 Stelle ha incanalato il dissenso
contro la casta». Da qui il suo appello
a costruire percorsi virtuosi
«per combattere pessimismo, catastrofismo
e disfattismo».
Libertà
