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SICCITA'. EMILIA-ROMAGNA, LEGA-FDI ATTACCANO: FERMI DA 20 ANNI

Data: 20/06/2017

In attesa dello stato di emergenza (si attende una decisione del Consiglio dei ministri), in Regione le opposizioni attaccano la giunta Bonaccini sulla siccita'. Il motivo? Non sono stati fatti gli interventi infrastrutturali necessari per assicurare acqua agli agricoltori. "Le crisi idriche- fa notare il leghista Fabio Rainieri- sono fenomeni ormai costanti da due decenni, di qui la necessita' di affrontare la cronica diminuzione di acqua con soluzioni strutturali e non esclusivamente con misure emergenziali". I progetti per creare invasi in diverse zone dell'Emilia-Romagna sono stati bloccati "il piu' delle volte dall'intervento determinante della Regione per motivi economici e per discutibili ragioni di elevata incidenza ambientale, per lo piu' di natura ideologica". "Non e' sbagliato- gli fa eco sempre al question time Tommaso Foti di Fratelli d'Italia- dichiarare l'emergenza idrica, ma e' certo che non si puo' rispondere a chi chiede acqua di aspettare il ministro". A Rainieri l'assessore regionale all'Ambiente Paola Gazzolo ricorda che c'e' un gruppo di lavoro tecnico che analizzera' la compatibilita' ambientale ed economica di una possibile soluzione per quanto riguarda il fiume Enza. "Lo stesso problema e' sul tavolo da una ventina di anni- ribatte pero' Rainieri- appare evidente che le politiche portate avanti dal Pd non hanno avuto che l'esito di prendere in giro la gente, ma, ancora peggio, non sono state in grado di salvare l'agricoltura, tutelando i produttori".

Foti chiede invece lumi sull'acqua proveniente dalla Liguria in particolare per la parte occidentale della regione. Per quanto riguarda i rilasci dal Brugneto, Gazzolo ricorda che per il 2017 e' confermato "il rilascio di quattro milioni di metri cubi a favore del territorio piacentino, quindi un milione e mezzo in piu' dei 2,5 milioni stabiliti nel disciplinare di concessione. Oggi - aggiunge - stiamo affrontando l'emergenza puntando a mettere in campo le misure eccezionali necessarie che solo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte del consiglio dei ministri potra' rendere possibili e con lo stato di crisi decretato dal presidente Stefano Bonaccini e la successiva delibera regionale abbiamo assicurato la possibilita' di derogare agli attuali limiti di prelievo dell'acqua". Una volta tornati alla normalita', conclude Gazzolo, "sara' fondamentale verificare lo stato di attuazione delle pianificazioni provinciali per una strategia complessiva". Insoddisfatto Foti: "sono anni che sentiamo parlare di studi e sperimentazioni e non abbiamo piu' bisogno di risposte evasive o elusive: a problemi sistemici si danno risposte sistemiche". La questione riguarda una "modalita' di gestione dell'acqua che e' deprecabile sotto diversi aspetti. Quindi, ben venga lo stato di emergenza nazionale, ma non e' possibile che ogni anno dobbiamo affrontare lo stesso problema, che sarebbe risolvibile se affrontato strutturalmente".

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TommasoFoti
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