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Unioncamere riprogetta S.Damiano. Parietti: 'Ma prima voglio garanzie'

Data: 26/09/2017

Prove di squadra territoriale, ieri in Provincia, per dare un futuro civile e commerciale all'aeroporto militare declassato

A inizio incontro, ieri pomeriggio in Provincia, lo scenario sembrava fotocopia di quello di un anno fa in Confindustria, quando all'assessore regionale Raffaele Donini era stata ribadita l'importanza - geografica, strategica, vocazionale - dell'aeroporto di San Damiano ad uso civile e logistico. «Più logico investire a Piacenza rispetto ai 13 milioni garantiti da Bologna a Parma», era stato il monito partito unanime, al di là degli schieramenti politici, dai piacentini. Monito rimasto, però, senza risultato concreto, eccezion fatta per il via libera al doppio utilizzo arrivato da Roma in primavera. C'è un ok a dire, in sostanza, "potete fare - quasi - quello che volete", ma non ci sono fondi, finanziamenti, progetti. Ed è su queste lacune sostanziali che, proseguendo, l'incontro si è concentrato: alla fine, terminati gli interventi di sindaci, rappresentanti di categoria, consiglieri regionali, si è arrivati a una svolta. Dalla Provincia, che farà da coordinamento alla squadra per il futuro di San Damiano, partirà una lettera dove si metterà nero su bianco la volontà di realizzare un progetto concreto sulla struttura militare. Quando la lettera troverà, tra gli operatori politici ed economici del territorio, la più ampia condivisione possibile, questa sarà indirizzata alla Camera di Commercio, perché realizzi un progetto, uno studio di fattibilità, sul possibile utilizzo civile e commerciale di San Damiano. Le spese per il progetto e le analisi? Ha chiarito il presidente Alfredo Parietti che la Camera di Commercio è disposta ad accollarsele, purché- ci si guardi in faccia chiaramente, si proceda compatti e, soprattutto, si metta mano alla condizione "palude" delle strade limitrofe. Per fare un elenco, c'è il nodo irrisolto della tangenziale di San Polo (il parlamentare Marco Bergonzi del Pd ha ribadito che entro tre anni si avrà l'opera); c'è il nodo pericoloso di Case Nuove a San Giorgio (la Provincia, col presidente Francesco Rolleri, ha detto che si provvederà anche a questo problema); ci sono i timori legati alla presenza di altri aeroporti in regione (Rimini, Forlì, Bologna, Parma...) concorrenti e quasi tutti in flop. «Dobbiamo recuperare il tempo perduto, il territorio sta già pagando il trasferimento di tante famiglie», ha detto chiaro e tondo il sindaco di San Giorgio, Giancarlo Tagliaferri. «Solo amministrazioni miopi perderebbero l'opportunità di dare un futuro all'aeroporto, per evitare un'altra cattedrale nel deserto», ha aggiunto il sindaco di Podenzano, Alessandro Piva. «Mancano dati per riflettere, su logistica, utilizzo aeroportuale, sistema integrato», ha sottolineato Sergio Copelli, sindaco di Pontedellolio. «Ci vuole almeno un quadro di mercato». Roberto Reggi, direttore nazionale del Demanio, ha precisato che beni pubblici destinati a doppi utilizzi sono ormai prassi consolidata a livello nazionale. «Ci sono percorsi partecipati, per raccogliere i "desiderata" del territorio», ha chiarito. Per il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, tutti ci devono credere. Altrimenti si rischia una «inutile dispersione di energie». Possibile un'azione coordinata? «Sì ma non nascondiamoci dietro un dito», ha detto Claudio Bassanetti di Confindustria. «Vogliamo capire le sorti delle infrastrutture vicine. E ci vogliono investitori». La pensa così anche Parietti. 

«L'aeroporto può diventare quello di Milano Sud, funziona già meglio di Orio al Serio» 
LA VOCAZIONE LOGISTICA DI PIACENZA

I consiglieri regionali Tommaso Foti (Fd'I), Matteo Rancan (LN) e Katia Tarasconi (Pd), pur con diverse sfumature politiche, sono concordi nel dire che la Regione, se deve investire, lo debba fare a rigor di logica a Piacenza, capitale della logistica, e non a Parma. «L'aeroporto militare è già nazionale, non ha bisogno di chiederlo», ha chiarito Foti, anche se l'affermazione è stata presa con le pinze dal rappresentante della Regione presente nella sala di corso Garibaldi, Alfredo Brognara. «Quello di Piacenza dovrebbe candidarsi ad aeroporto sud di Milano», ha proposto Tarasconi, mentre Federico Scarpa (Cosil) lancia la proposta di un'alleanza con Parma. Le ipotesi saranno valutate nello studio di fattibilità della Camera di Commercio (si ricorda che c'era già uno studio, pur realizzato in tempi differenti, dell'allora presidente Gatti, sull'uso civile di San Damiano), il quale, se realizzato, sarà poi inoltrato all'Aeronautica. L'ex generale Lorenzo Rossi ha ricordato il valore dell'aeroporto piacentino: «Migliore di quello di Orio al Serio». Andrea Paparo di Confapindustria ha chiesto se la Provincia possa fare da coordinamento alle future iniziative.

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