Prove di squadra territoriale, ieri in Provincia, per dare un futuro civile e commerciale all'aeroporto militare declassato
A inizio incontro, ieri pomeriggio
in Provincia, lo scenario sembrava
fotocopia di quello di un anno
fa in Confindustria, quando
all'assessore regionale Raffaele Donini
era stata ribadita l'importanza
- geografica, strategica, vocazionale
- dell'aeroporto di San Damiano
ad uso civile e logistico. «Più logico
investire a Piacenza rispetto ai 13
milioni garantiti da Bologna a Parma»,
era stato il monito partito unanime,
al di là degli schieramenti politici,
dai piacentini. Monito rimasto,
però, senza risultato concreto,
eccezion fatta per il via libera al doppio
utilizzo arrivato da Roma in primavera.
C'è un ok a dire, in sostanza,
"potete fare - quasi - quello che
volete", ma non ci sono fondi, finanziamenti,
progetti. Ed è su queste
lacune sostanziali che, proseguendo,
l'incontro si è concentrato: alla
fine, terminati gli interventi di sindaci,
rappresentanti di categoria,
consiglieri regionali, si è arrivati a
una svolta. Dalla Provincia, che farà
da coordinamento alla squadra
per il futuro di San Damiano, partirà
una lettera dove si metterà nero
su bianco la volontà di realizzare un
progetto concreto sulla struttura
militare. Quando la lettera troverà,
tra gli operatori politici ed economici
del territorio, la più ampia condivisione possibile, questa sarà indirizzata
alla Camera di Commercio,
perché realizzi un progetto, uno
studio di fattibilità, sul possibile utilizzo
civile e commerciale di San
Damiano.
Le spese per il progetto e le analisi?
Ha chiarito il presidente Alfredo Parietti
che la Camera di Commercio
è disposta ad accollarsele, purché-
ci si guardi in faccia chiaramente, si
proceda compatti e, soprattutto, si
metta mano alla condizione "palude"
delle strade limitrofe.
Per fare un elenco, c'è il nodo irrisolto
della tangenziale di San Polo
(il parlamentare Marco Bergonzi
del Pd ha ribadito che entro tre anni
si avrà l'opera); c'è il nodo pericoloso
di Case Nuove a San Giorgio
(la Provincia, col presidente Francesco
Rolleri, ha detto che si provvederà
anche a questo problema);
ci sono i timori legati alla presenza
di altri aeroporti in regione (Rimini,
Forlì, Bologna, Parma...) concorrenti
e quasi tutti in flop.
«Dobbiamo recuperare il tempo
perduto, il territorio sta già pagando
il trasferimento di tante famiglie»,
ha detto chiaro e tondo il sindaco
di San Giorgio, Giancarlo Tagliaferri.
«Solo amministrazioni
miopi perderebbero l'opportunità
di dare un futuro all'aeroporto, per
evitare un'altra cattedrale nel deserto»,
ha aggiunto il sindaco di Podenzano,
Alessandro Piva. «Mancano
dati per riflettere, su logistica, utilizzo aeroportuale, sistema integrato»,
ha sottolineato Sergio Copelli,
sindaco di Pontedellolio. «Ci vuole
almeno un quadro di mercato». Roberto
Reggi, direttore nazionale del
Demanio, ha precisato che beni
pubblici destinati a doppi utilizzi
sono ormai prassi consolidata a livello
nazionale. «Ci sono percorsi
partecipati, per raccogliere i "desiderata"
del territorio», ha chiarito.
Per il sindaco di Piacenza, Patrizia
Barbieri, tutti ci devono credere. Altrimenti
si rischia una «inutile dispersione
di energie».
Possibile un'azione coordinata? «Sì
ma non nascondiamoci dietro un
dito», ha detto Claudio Bassanetti
di Confindustria. «Vogliamo capire
le sorti delle infrastrutture vicine.
E ci vogliono investitori». La pensa
così anche Parietti.
«L'aeroporto può diventare quello di Milano
Sud, funziona già meglio di Orio al Serio»
LA VOCAZIONE LOGISTICA DI PIACENZA
I consiglieri regionali Tommaso
Foti (Fd'I), Matteo Rancan (LN) e Katia
Tarasconi (Pd), pur con diverse
sfumature politiche, sono concordi
nel dire che la Regione, se deve investire,
lo debba fare a rigor di logica
a Piacenza, capitale della logistica,
e non a Parma.
«L'aeroporto militare è già nazionale,
non ha bisogno di chiederlo», ha
chiarito Foti, anche se l'affermazione
è stata presa con le pinze dal rappresentante
della Regione presente
nella sala di corso Garibaldi, Alfredo Brognara. «Quello di Piacenza dovrebbe
candidarsi ad aeroporto sud
di Milano», ha proposto Tarasconi,
mentre Federico Scarpa (Cosil) lancia
la proposta di un'alleanza con
Parma. Le ipotesi saranno valutate
nello studio di fattibilità della Camera
di Commercio (si ricorda che
c'era già uno studio, pur realizzato
in tempi differenti, dell'allora presidente
Gatti, sull'uso civile di San Damiano),
il quale, se realizzato, sarà
poi inoltrato all'Aeronautica. L'ex generale
Lorenzo Rossi ha ricordato il valore dell'aeroporto piacentino:
«Migliore di quello di Orio al Serio».
Andrea Paparo di Confapindustria
ha chiesto se la Provincia possa fare
da coordinamento alle future iniziative.
Libertà
