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WELFARE. NUOVO OK REGIONE, VARO REDDITO SOCIALE PIU' VICINO

Data: 21/03/2017

Secondo il leghista Daniele Marchetti, infatti, si tratta di uno "strumento inadeguato" che aiuta "prevalentemente i cittadini stranieri. Era meglio investire questi 35 milioni di euro di fondi regionali in un modo diverso". Per Tommaso Foti (Fdi) il provvedimento "finira' per sottrarre risorse all'economia. Nei prossimi anni avremo ben 360 milioni di risorse pubbliche, tra regionali e statali, destinate a sostenere questa misura", che secondo Foti "non aiuta davvero chi e' rimasto indietro ma chi e' arrivato per ultimo". Parole che non vanno giu' alla vicepresidente Elisabetta Gualmini. "Dispiace che la capacita' di elaborazione di una parte dell'opposizione si limiti a considerarla solo come una mancia per gli stranieri-attacca Gualmini- per la qualita' dei consiglieri, mi aspetterei un ragionamento piu' articolato". Anche i 5 stelle continuano a essere scettici sulla validita' della misura. "Adesso comincia il vero banco di prova- afferma Giulia Gibertoni- e' una misura che tende verso l'assistenzialismo, un sussidio, non una risposta alle emergenze". Secondo il capogruppo Si, Igor Taruffi, si tratta invece di "un provvedimento concreto per rispondere ai bisogni delle persone in difficolta', circa 45.000 in Emilia-Romagna". Per il capogruppo Pd Stefano Caliandro e' "il primo passo di una lunga marcia". Con il reddito di cittadinanza, aggiunge Gualmini, "avremmo corso davvero il rischio di assistenzialismo". La vicepresidente assicura poi che la misura "resta in piedi anche se spariscono le risorse regionali" e si dice disposta a valutare una modifica dei requisiti dopo il primo anno di sperimentazione. "Ma dobbiamo partire con la testa sulle spalle- afferma Gualminise non inventiamo mai nulla, non cambieremo mai nulla e anche una regione come l'Emilia-Romagna rimane cristallizzata". 

(San/ Dire)

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