Camera

Odg al DDL bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 - Contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscali internazionali

Data: 29/12/2021
Numero: 9/3424/310 / Ordine del giorno
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 30/12/2021

Disegno di legge: S. 2448 – Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (Approvato dal Senato) (A.C. 3424)

La Camera, 

premesso che: 

nella relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2020 si legge « I risultati finanziari derivanti dall'ordinaria attività di accertamento e controllo sostanziale conseguiti dall'Agenzia delle entrate continuano ad essere del tutto incoerenti con la dimensione dei fenomeni evasivi registrati in Italia », e, più oltre, « al di là della straordinarietà della situazione del 2020, in linea generale deve ancora una volta rilevarsi come gli strumenti e le modalità operative di gestione del rapporto con i contribuenti di cui attualmente dispone l'Amministrazione fiscale non siano in grado di determinare una significativa riduzione dei livelli di evasione che caratterizzano il settore dell'Iva e dell'imposizione sui redditi »; 

a fronte di sette valutazioni, va evidenziato che in questi ultimi anni risultano in aumento i dati relativi al contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscali internazionali: in questo scenario, un'importanza crescente riveste l'evasione da parte di persone fisiche o di imprese straniere che, dopo aver aperto una partiva IVA e dopo aver lavorato qualche mese, scompaiono « nel nulla », senza assolvere gli obblighi dei versamenti delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali; 

il metodo utilizzato viene sintetizzato nell'espressione « apri e chiudi », poiché l'attività economica viene ufficialmente cessata entro tre anni dall'apertura, precludendo così alle autorità preposte di eseguire i controlli fiscali, posto che il titolare della stessa fa perdere le proprie tracce. Il tutto in violazione dell'articolo 53 della Costituzione: il fine sociale dell'attività economica viene infatti del tutto a mancare; 

per arginare la diffusione del sopra evidenziato fenomeno, si sono prospettate varie soluzioni, tra le quali quella di prevedere l'obbligo di prestazione, da parte delle società e dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, di una garanzia fideiussoria, bancaria o assicurativa, in favore dell'Agenzia delle entrate. Tale fideiussione, il cui valore non dovrebbe essere inferiore a 20.000 euro, ha lo scopo, infatti, di garantire gli eventuali versamenti di imposte e di contributi dovuti nell'esercizio dell'attività e viene restituita all'atto della cessazione dell'attività, dopo che siano stati eseguiti tutti i versamenti dovuti, 

impegna il Governo 

a volere riferire alle Commissioni parlamentari competenti, entro sei mesi dall'approvazione della legge in esame, in ordine alla natura e alle dimensioni del fenomeno cosiddetto « apri e chiudi » in premessa richiamato, indicando i provvedimenti, eventualmente anche di carattere normativo, che intenda assumere per il vincente contrasto dello stesso. 

Ordine del giorno sottoscritto dai parlamentari: Foti, Meloni, Lollobrigida, Zucconi, Caiata, De Toma, Mollicone.

Nella seduta della Camera del 30 dicembre 2021 l'Ordine del giorno è stato modificato così come di seguito

La Camera, 

premesso che: 

nella relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2020 si legge « I risultati finanziari derivanti dall'ordinaria attività di accertamento e controllo sostanziale conseguiti dall'Agenzia delle entrate continuano ad essere del tutto incoerenti con la dimensione dei fenomeni evasivi registrati in Italia », e, più oltre, « al di là della straordinarietà della situazione del 2020, in linea generale deve ancora una volta rilevarsi come gli strumenti e le modalità operative di gestione del rapporto con i contribuenti di cui attualmente dispone l'Amministrazione fiscale non siano in grado di determinare una significativa riduzione dei livelli di evasione che caratterizzano il settore dell'Iva e dell'imposizione sui redditi »; 

a fronte di sette valutazioni, va evidenziato che in questi ultimi anni risultano in aumento i dati relativi al contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscali internazionali: in questo scenario, un'importanza crescente riveste l'evasione da parte di persone fisiche o di imprese straniere che, dopo aver aperto una partiva IVA e dopo aver lavorato qualche mese, scompaiono « nel nulla », senza assolvere gli obblighi dei versamenti delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali; 

il metodo utilizzato viene sintetizzato nell'espressione « apri e chiudi », poiché l'attività economica viene ufficialmente cessata entro tre anni dall'apertura, precludendo così alle autorità preposte di eseguire i controlli fiscali, posto che il titolare della stessa fa perdere le proprie tracce. Il tutto in violazione dell'articolo 53 della Costituzione: il fine sociale dell'attività economica viene infatti del tutto a mancare; 

per arginare la diffusione del sopra evidenziato fenomeno, si sono prospettate varie soluzioni, tra le quali quella di prevedere l'obbligo di prestazione, da parte delle società e dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, di una garanzia fideiussoria, bancaria o assicurativa, in favore dell'Agenzia delle entrate. Tale fideiussione, il cui valore non dovrebbe essere inferiore a 20.000 euro, ha lo scopo, infatti, di garantire gli eventuali versamenti di imposte e di contributi dovuti nell'esercizio dell'attività e viene restituita all'atto della cessazione dell'attività, dopo che siano stati eseguiti tutti i versamenti dovuti, 

impegna il Governo 

a valutare l'opportunità di volere riferire alle Commissioni parlamentari competenti, entro sei mesi dall'approvazione della legge in esame, in ordine alla natura e alle dimensioni del fenomeno cosiddetto « apri e chiudi » in premessa richiamato, indicando i provvedimenti, eventualmente anche di carattere normativo, che intenda assumere per il vincente contrasto dello stesso.

Nella seduta della Camera del 30 dicembre 2021, stante la riformulazione, il Governo ha espresso parere favorevole sull'Ordine del giorno

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TommasoFoti
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