Numero: 5-06621
Soggetto: Al Ministro della difesa.
Data Risposta: 06/06/2012
Per sapere - premesso che:
il 1o giugno 1936 venne costituito il 50o stormo d'assalto sull'aeroporto di Ciampino Sud e il 1o dicembre 1940, in considerazione dei meriti acquisiti, la bandiera del 50o stormo venne decorata della medaglia d'argento al valore militare. A seguito degli avvenimenti bellici il 50o stormo venne sciolto il 12 settembre 1943;
il 1o aprile 1967, con foglio d'ordine del Ministero della difesa, venne ricostituito il 50o stormo caccia bombardieri sull'aeroporto di San Damiano (in provincia di Piacenza) e alle sue dipendenze venne posto il 155o gruppo caccia bombardieri;
il 10 ottobre 1991 venne consegnata la bandiera di guerra al 50o stormo, alla presenza del Presidente della Repubblica pro tempore, Francesco Cossiga;
nell'ambito del processo di ristrutturazione - recentemente ipotizzato - in chiave riduttiva dello strumento militare, rientrerebbe anche la razionalizzazione delle basi oggi utilizzate dalla aeronautica militare;
detta razionalizzazione, secondo notizie diffusesi negli ultimi giorni, comporterebbe l'esigenza di accentrare su un'unica base aerea (quella di Ghedi, in provincia di Brescia) la flotta dei velivoli tornado, inclusi quindi quelli operanti presso il 50o stormo;
se dette voci trovassero concreta attuazione nei fatti, con il predetto trasferimento, verrebbe meno per il 50o stormo detta qualifica, sicché la base di San Damiano - che oggi lo ospita - verrebbe ad essere classificata come comando aeroporto, con servizi ridotti al minimo, soggetto a possibile chiusura -:
se e quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato in ordine alla questione sopra rappresentata.
(5-06621)
Il sottosegretario Filippo MILONE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
1. PRECEDENTI E SITUAZIONE
a) L'interrogazione (c./pag.) affronta la questione connessa al processo di revisione dello strumento militare, relativa all'ipotesi di accentramento della flotta dei velivoli TORNADO, inclusi quelli operanti presso il 50o Stormo di Piacenza, sull'unica Base di Ghedi.
b) Più in particolare, l'Onorevole interrogante pone in evidenza che, ove tale ipotesi trovasse concretizzazione, il predetto 50o Stormo di Piacenza sarebbe soggetto a chiusura.
c) Il progetto di revisione complessiva dello strumento militare, come noto, dopo essere stato ampiamente illustrato, nei suoi lineamenti generali, dal Ministro Di Paola, in alcune ravvicinate circostanze ed in diverse sedi istituzionali (All. «1»), è ora contemplato da un apposito disegno di legge delega attualmente all'esame della 4a Commissione Difesa del Senato (All. «2»).
d) Vale la pena rammentare in proposito che il Ministro DI PAOLA ha più volte sottolineato che lo strumento militare nell'attuale configurazione non è più coerente e sostenibile a fronte delle risorse assegnate. In particolare, il sussistente sbilanciamento della ripartizione delle risorse tra i settori della Funzione Difesa porterebbe ad una progressiva riduzione delle attuali capacità operative dello strumento. Ne consegue la necessità di avviare, con urgenza, tale ulteriore processo di revisione dello strumento militare, che, eliminando ridondanze ed inefficienze, consenta di correggere lo sbilanciamento delle attuali componenti strutturali di spesa, e di ottenere la sostenibilità finanziaria e di salvaguardare le capacità operative dello strumento stesso.
2. QUESITI E RISPOSTE
L'interrogante chiede di sapere:
Quesito
se e quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato in ordine alla questione sopra rappresentata.
Risposta:
In via preliminare, si fa osservare che nell'ambito di tale processo di revisione dello strumento, anche l'Aeronautica, ferma restando l'esigenza di preservare le capacità operative ritenute irrinunciabili, è chiamata a rivedere i propri assetti, nell'ottica dell'indispensabile perseguimento della sostenibilità finanziaria.
Tale ulteriore revisione si pone, dunque, in linea di continuità con il processo di trasformazione che l'Aeronautica Militare ha già avviato da tempo attraverso la:
adozione di diversi provvedimenti di riorganizzazione/soppressione (ai sensi del decreto legislativo n. 464 del 1997 e successive modifiche ed integrazioni), tesi tra l'altro, ove possibile, a concentrare i Reparti Operativi/Enti/Distaccamenti nel minor numero dei sedimi distribuiti sul territorio nazionale;
razionalizzazione di determinate aree/settori, in base a specifici documenti di pianificazione (Progetto di riordino della Forza armata).
In tale contesto, sulla base delle capacità operative definite indispensabili, la Forza armata ha provveduto al dimensionamento del relativo supporto, della tipologia, della consistenza degli assetti, del numero dei Reparti e delle ore di volo necessarie a sostenere l'obiettivo capacitivo prefissato, nonché per svolgere adeguatamente gli impegni assunti nei contesti NATO e UE.
� dunque in tale quadro che occorre inserire l'attività di ulteriore accentramento di Enti, anche di diversa natura, che la Forza armata sta conducendo e continuerà a svolgere nell'ottica della sostenibilità finanziaria.
Tale obiettivo unitamente alla drastica riduzione degli assetti operativi infatti, rende inevitabile un'ulteriore contrazione dei Reparti, tra i quali anche (e non solo) il 50o Stormo, la cui chiusura è prevista entro il 2015.
La programmata riduzione della flotta Tornado - distribuita attualmente su 2 aeroporti principali tra cui il 50o Stormo e coinvolta da un contestuale aggiornamento avionico e di cellula - ha reso il suo integrale accentramento sotto un unico polo (6o Stormo di Ghedi) una necessità ineludibile, proprio nell'ottica di ottenere inderogabili economie di scala in ambito manutentivo, logistico ed operativo.
In tale contesto, la pianificazione di Forza armata è stata orientata definendo specifici criteri per il basing dei propri assetti, al fine di continuare ad assolvere gli attuali compiti istituzionali, tra cui - come anzidetto - quelli derivanti dagli impegni assunti in ambito internazionale.
Tommaso FOTI (PdL), replicando, auspica che sul tema della revisione dello strumento militare, il cui disegno di legge di delega è attualmente all'esame del Senato, si possa opportunamente svolgere una proficua riflessione in varie sedi. L'attuale situazione, infatti, fa rilevare numerose problematicità. In primo luogo, osserva che l'Aeronautica militare è, tra le Forze armate, quella che risulta maggiormente interessata dai processi di ristrutturazione e ridimensionamento. Con specifico riguardo, invece, alla base di San Damiano in provincia di Piacenza, ritiene che sia contraddittorio rispetto alle esigenze di risparmio, prevedere l'operatività con funzioni ridotte di una struttura che funziona a pieno regime ed in modo efficace. Formula, pertanto, l'auspicio che si possa trovare una soluzione differente e più ponderata sulla vicenda oggetto dell'interrogazione, chiedendo espressamente al rappresentante del Governo di soprassedere al trasferimento del 50o Stormo caccia bombardieri o di rinviarne la decisione in attesa degli opportuni approfondimenti.
