Camera

Aeroporto San Damiano: dismissione in vista?

Data: 28/06/2006
Numero: 5-00038
Soggetto: Ministro della difesa
Data Risposta: 25/01/2007

Per sapere - premesso che:

in sede di discussione dell'interrogazione n. 5-06830 presentata nella XIII Legislatura, riguardante l'aeroporto militare di San Damiano, in provincia di Piacenza, il sottosegretario alla Difesa Fabrizio Abbate affermava che «la base di Piacenza è stata riservata quale residuo polo aeronautico militare, sia nazionale che Nato» (bollettino delle commissioni del 14 ottobre 1999, pagina 31);

analoga risposta veniva resa dal Ministro della Difesa Sergio Mattarella all'atto di sindacato ispettivo n. 4-15347 presentato dall'interrogante in detta legislatura (nota del Gabinetto del Ministro, Ufficio Legislativo, prot. n. 356/C5/870-UL del 1o giugno 2000);

da articoli apparsi sulla stampa locale risulta che la base aeronautica piacentina di San Damiano è destinata ad essere smantellata nel corso dei prossimi anni;

come risulta da alcuni articoli pubblicati sui quotidiani locali, il generale comandante di squadra aerea Giulio Mainini, in un recente incontro a Piacenza ha affermato «entro il 2010 i Tornado della base di San Damiano potrebbero essere spostati all'aeroporto di Ghedi»;

in prospettiva quella di San Damiano sarebbe destinata a diventare una base di rischieramento e, quindi, diventare un aeroporto non operativo ma in grado di ricevere velivoli in caso di necessità -:

se le intenzioni del Ministero siano quelle rappresentate dal generale Mainini e, quindi, trovi conferma l'ipotesi di un trasferimento dei Tornado in altra base, ma non la chiusura della base di San Damiano;

se alla luce dei fatti esposti ritenga possibile, successivamente all'ipotizzato trasferimento dei Tornado, l'utilizzazione della base di San Damiano anche quale scalo civile limitato al trasporto delle merci, per la cui realizzazione si battono da anni la Camera di Commercio di Piacenza e le più rappresentative associazioni economiche di categoria.

(5-00038)

RISPOSTA DEL GOVERNO


l sottosegretario Marco VERZASCHI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

La specifica questione affrontata con l'interrogazione in esame si inquadra nell'ambito del processo di ristrutturazione in chiave riduttiva dello strumento militare, avviato da alcuni anni e tuttora in essere, in attuazione di una serie di provvedimenti normativi, finalizzati a meglio modulare l'organizzazione militare alle nuove esigenze, adeguandola, nel contempo, alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331.
Gli interventi operati nonché quelli di prevista attuazione, quindi, sono volti ad ottimizzare tutte le componenti delle Forze Armate, ossia quelle di vertice e delle aree operativa, territoriale, della formazione, nonché della logistica.
In sostanza, l'obiettivo perseguito è quello di realizzare soluzioni finalizzate ad un migliore rapporto costo/efficacia, attraverso la soppressione di strutture non più rispondenti alle attuali necessità, nonché la ridefinizione delle missioni di Comandi/Enti ed il loro accorpamento, in quanto possibile, in chiave interforze e, comunque, di non sovrapponibilità funzionale e territoriale.
Nel quadro di ridefinizione degli obiettivi della Difesa, dunque, rientra anche l'individuazione di una nuova struttura delle forze, più snella e flessibile e di un'ottimale razionalizzazione nell'ambito delle basi, anche a fronte dell'esiguità delle risorse finanziarie a disposizione, derivante dalla riduzione del bilancio della Difesa avvenuta nel periodo 2004-2006.
In tale contesto, pertanto, si inserisce l'esigenza di accentrare, in futuro, su un'unica base aerea la flotta dei velivoli Tornado, inclusi quindi quelli operanti presso il 50o Stormo.
Contestualmente, il sedime aeroportuale di San Damiano di Piacenza manterrà immutate tutte le sue potenzialità operative necessarie per fornire un adeguato supporto al rischieramento di Reparti/Gruppi di Volo e all'approntamento di forze proiettabili fuori area; e, inoltre, continuerà a garantire la funzione di aeroporto alternato per le attività di volo militare nell'area settentrionale del Paese.
Al momento si esclude, pertanto, l'ipotesi di chiusura dell'Aeroporto militare di San Damiano.
I relativi piani di trasformazione sono, attualmente, in fase di elaborazione e non si può escludere che essi possano anche subire slittamenti temporali.
Quanto all'ultimo quesito, si rileva che un'eventuale apertura dell'Aeroporto alle attività dell'aviazione civile, dovrà necessariamente essere subordinata ai requisiti e vincoli previsti dalle norme di legge che contemplano, tra l'altro, la preventiva valutazione di competenza del Ministero dei trasporti in coordinamento con quello della Difesa.
In conclusione, si assicura che qualsiasi decisione di natura ordinativa verrà opportunamente approfondita in tutti i suoi aspetti, ivi compresi quelli di carattere sociale, economico ed infrastrutturale, nonché quelli connessi alla presenza militare e civile nelle aree interessate, sempre nell'ottica di contemperare le primarie esigenze delle Forze Armate con gli interessi delle comunità locali eventualmente coinvolte.

Tommaso FOTI (AN) sottolinea come il Governo con la sua risposta abbia sostanzialmente manifestato l'intendimento di mantenere l'aeroporto di San Damiano come base di rischieramento. Poiché tale prospettiva, a suo avviso, farebbe venir meno l'obiettivo della razionalizzazione delle strutture, ritiene ragionevole mantenere l'intera struttura militare a San Damiano, anche perché un uso promiscuo militare-civile dell'aeroporto, non risulterebbe opportuno, considerato che tale struttura coinvolge interessi NATO. Ricorda peraltro che già in passato l'aeroporto di San Damiano fu chiuso e successivamente riaperto in considerazione della sua particolare posizione.


RISPOSTA DEL GOVERNO




Il sottosegretario Marco VERZASCHI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.



La specifica questione affrontata con l'interrogazione in esame si inquadra nell'ambito del processo di ristrutturazione in chiave riduttiva dello strumento militare, avviato da alcuni anni e tuttora in essere, in attuazione di una serie di provvedimenti normativi, finalizzati a meglio modulare l'organizzazione militare alle nuove esigenze, adeguandola, nel contempo, alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331.

Gli interventi operati nonché quelli di prevista attuazione, quindi, sono volti ad ottimizzare tutte le componenti delle Forze Armate, ossia quelle di vertice e delle aree operativa, territoriale, della formazione, nonché della logistica.

In sostanza, l'obiettivo perseguito è quello di realizzare soluzioni finalizzate ad un migliore rapporto costo/efficacia, attraverso la soppressione di strutture non più rispondenti alle attuali necessità, nonché la ridefinizione delle missioni di Comandi/Enti ed il loro accorpamento, in quanto possibile, in chiave interforze e, comunque, di non sovrapponibilità funzionale e territoriale.

Nel quadro di ridefinizione degli obiettivi della Difesa, dunque, rientra anche l'individuazione di una nuova struttura delle forze, più snella e flessibile e di un'ottimale razionalizzazione nell'ambito delle basi, anche a fronte dell'esiguità delle risorse finanziarie a disposizione, derivante dalla riduzione del bilancio della Difesa avvenuta nel periodo 2004-2006.

In tale contesto, pertanto, si inserisce l'esigenza di accentrare, in futuro, su un'unica base aerea la flotta dei velivoli Tornado, inclusi quindi quelli operanti presso il 50o Stormo.

Contestualmente, il sedime aeroportuale di San Damiano di Piacenza manterrà immutate tutte le sue potenzialità operative necessarie per fornire un adeguato supporto al rischieramento di Reparti/Gruppi di Volo e all'approntamento di forze proiettabili fuori area; e, inoltre, continuerà a garantire la funzione di aeroporto alternato per le attività di volo militare nell'area settentrionale del Paese.

Al momento si esclude, pertanto, l'ipotesi di chiusura dell'Aeroporto militare di San Damiano.

I relativi piani di trasformazione sono, attualmente, in fase di elaborazione e non si può escludere che essi possano anche subire slittamenti temporali.

Quanto all'ultimo quesito, si rileva che un'eventuale apertura dell'Aeroporto alle attività dell'aviazione civile, dovrà necessariamente essere subordinata ai requisiti e vincoli previsti dalle norme di legge che contemplano, tra l'altro, la preventiva valutazione di competenza del Ministero dei trasporti in coordinamento con quello della Difesa.

In conclusione, si assicura che qualsiasi decisione di natura ordinativa verrà opportunamente approfondita in tutti i suoi aspetti, ivi compresi quelli di carattere sociale, economico ed infrastrutturale, nonché quelli connessi alla presenza militare e civile nelle aree interessate, sempre nell'ottica di contemperare le primarie esigenze delle Forze Armate con gli interessi delle comunità locali eventualmente coinvolte.



Tommaso FOTI (AN) sottolinea come il Governo con la sua risposta abbia sostanzialmente manifestato l'intendimento di mantenere l'aeroporto di San Damiano come base di rischieramento. Poiché tale prospettiva, a suo avviso, farebbe venir meno l'obiettivo della razionalizzazione delle strutture, ritiene ragionevole mantenere l'intera struttura militare a San Damiano, anche perché un uso promiscuo militare-civile dell'aeroporto, non risulterebbe opportuno, considerato che tale struttura coinvolge interessi NATO. Ricorda peraltro che già in passato l'aeroporto di San Damiano fu chiuso e successivamente riaperto in considerazione della sua particolare posizione.

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