Numero: 5-04599
Soggetto: Ministro degli Affari Esteri
Data Risposta: 12/11/2005
Per sapere - premesso che:
il signor Antonino Trimboli, ricoverato dal 20 maggio 2005 nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale pubblico Santojanni di Buenos Aires, risulta essere deceduto il 30 giugno a seguito dell'interruzione del funzionamento del compressore che alimentava il respiratore artificiale cui era collegato;
a seguito del predetto guasto verificatosi all'interno della struttura ospedaliera in questione, alcuni degenti sarebbero deceduti ed altri avrebbero visto aggravarsi le proprie condizioni di salute;
appare grave il tentativo delle locali autorità di negare un rapporto causa-effetto tra l'incidente occorso all'interno della struttura sanitaria che interessa e la morte di Trimboli -:
se e quali urgenti iniziative intenda assumere affinché siano chiarite, senza reticenze di sorta, le cause che hanno determinato il decesso del connazionale Antonino Trimboli;
i motivi per i quali ai cittadini italiani residenti in Argentina sia possibile accedere all'ospedale italiano di Buenos Aires solamente a pagamento, il che impedisce a molti connazionali di potersi rivolgere a detta struttura.
(5-04599)
Il sottosegretario Giampaolo BETTAMIO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Con riferimento allo specifico caso oggetto dell'interrogazione in esame, desidero anzitutto sottolineare che il nostro Consolato Generale a Buenos Aires, non appena informato della triste vicenda di Antonino Trimboli, ha provveduto a fornire tutto il possibile sostegno alla consorte del connazionale, che ha ricevuto assistenza sanitaria, medica, ambulatoriale e farmaceutica gratuita presso l'Ospedale italiano. Tale azione non è stata svolta in precedenza perché prima del 30 giugno 2005, data del decesso del Signor Antonino Trimboli, quest'ultimo e la moglie non si erano mai rivolti agli Uffici del Consolato Generale.
In relazione alla questione più generale sollevata dall'On. interrogante in merito all'Ospedale italiano di Buenos Aires, vale la pena ricordare che quest'ultimo - nonostante il suo nome - è una struttura privata argentina, la quale opera nel settore sanitario locale non avendo come funzione primaria la cura dei cittadini italiani o di origine italiana. Si tratta infatti di una struttura ospedaliera di alto livello medico e tecnologico che - proprio in ragione del suo carattere di organismo non pubblico - offre assistenza nella maggioranza dei casi sulla base di un sistema di assicurazioni sanitarie private.
Tenuto conto di possibili particolari esigenze della collettività italiana, il nostro Consolato a Buenos Aires ha tuttavia promosso una convenzione con il citato ospedale per assicurare che l'assistenza medica gratuita o semi gratuita ai cittadini italiani indigenti possa essere erogata anche presso questa struttura. Va tuttavia ricordato che questa iniziativa è diretta a facilitare la fruizione dei qualificati servizi dell'Ospedale italiano di Buenos Aires non in senso generalizzato ma in presenza delle necessità dei membri bisognosi della nostra collettività locale.
È utile comunque evidenziare che a Buenos Aires operano efficacemente numerose strutture ospedaliere, sia pubbliche che private, per cui l'Ospedale italiano non rappresenta l'unica o la principale opzione per ricevere soddisfacenti prestazioni medico-sanitarie. Considerando la consistenza nella capitale argentina della comunità italiana - la più grande fra quelle all'estero, con 349.000 residenti - non è peraltro ipotizzabile che una sola struttura ospedaliera possa fungere da punto di riferimento per le necessità in questo campo di tutti i nostri connazionali.
Tommaso FOTI (AN) replicando, prende atto di quanto riferito dal sottosegretario e sollecita il Ministero degli Affari esteri a rendere noti tempestivamente i risultati degli accertamenti relativi alle cause del decesso del Signor Trimboli.
