Camera

Rilancio del meridione, aumentare gli investimenti infrastrutturali per potere valorizzare le risorse del territorio

Data: 12/02/2019
Numero: 3-00516 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER IL SUD
Data Risposta: 13/02/2019

Per sapere – premesso che: 

dal convegno « Rapporto Sud – Emergenze e opportunità per far ripartire il Mezzogiorno », tenutosi il 27 settembre 2018 a Reggio Calabria, sono emersi dati preoccupanti; 

negli ultimi 10 anni, l'area del Mezzogiorno, che copre il 40 per cento dell'intero territorio italiano e in cui vive il 35 per cento della popolazione, ha visto ridursi progressivamente la capacità di spesa e di investimento, sempre più debole rispetto a quella del Centro-Nord; 

secondo i dati Eurostat del 2016, infatti, la rete autostradale del Mezzogiorno si estende per 2.149 chilometri e rappresenta circa il 31 per cento di quella nazionale. Una dimensione che, posta in rapporto alla superficie territoriale, appare sensibilmente inferiore a quella necessaria; 

analoga è la situazione ferroviaria: « l'Italia nel 2016 dispone – secondo i dati Eurostat – di 16.788 chilometri di rete ferroviaria, distribuita per 7.533 chilometri nel Nord, 3.457 nel Centro ed i restanti 5.730 nel Mezzogiorno »; 

la chiave di volta per poter ribaltare il divario tra Nord e Sud risiede nella competitività, da realizzarsi attraverso una progettazione integrata e in grado di valorizzare le risorse di cui il territorio è ricco e, in questa ottica di integrazione e di sviluppo economico, sono le infrastrutture a presentare il fondamento per lo sviluppo; 

la Ministra interrogata, in recenti dichiarazioni, ha sottolineato la necessità di superare e « disincagliare » il Mezzogiorno da una condizione di affanno strutturale; 

la stessa Ministra aveva promesso misure specifiche per il Sud e, in particolare, ha sostenuto che « per quanto attiene alle mie specifiche competenze dirette, il caposaldo resta l'introduzione del 34 per cento degli investimenti ordinari da destinare al Sud », atteso che, attualmente, la percentuale di stanziamenti ordinari in conto capitale non supera il 29 per cento; 

la misura che lega gli investimenti alla popolazione di riferimento (criterio che porta la quota per il Mezzogiorno al 34 per cento) era stata già prevista con la legge di bilancio per il 2017 ma « non attuata »; 

ad oggi nulla di tutto questo è stato realizzato: appare indispensabile ed urgente disegnare nuove e più efficaci azioni che consentano al Mezzogiorno di intraprendere un percorso di sviluppo, autonomo e responsabile, in grado di valorizzare i tanti elementi positivi comunque presenti in questi territori –: 

quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare per consentire un adeguato sviluppo infrastrutturale al Sud, destinando quindi alle regioni meridionali il 50 per cento delle risorse destinate agli investimenti pubblici nazionali in luogo del 34 per cento attualmente previsto.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. La deputata Lucaselli ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00516 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, dal convegno "Rapporto SUD - Emergenze e opportunità per far ripartire l'Italia dal Mezzogiorno", che si è tenuto lo scorso 27 settembre a Reggio Calabria, sono emersi dati davvero preoccupanti. Negli ultimi dieci anni l'area del Mezzogiorno, che copre il 40 per cento del territorio nazionale e in cui vive il 35 per cento della popolazione, ha visto ridursi progressivamente la capacità di spesa e di investimento sempre più debole rispetto a quella del centro-nord. Secondo i dati Eurostat del 2016, la rete autostradale del Mezzogiorno si estende per 2.149 chilometri e rappresenta il 31 per cento di quella nazionale. È una dimensione che, posta in rapporto alla superficie territoriale, appare sensibilmente inferiore a quella necessaria. Analoga è la situazione della linea ferroviaria. L'Italia nel 2016, sempre secondo i dati Eurostat, dispone di 16.788 chilometri di rete ferroviaria, distribuita per 7.533 chilometri nel nord, 33.457 nel centro e i restanti 5.700 nel Mezzogiorno. La chiave di volta per poter ribaltare il divario tra Nord e Sud risiede nella competitività da realizzarsi attraverso la progettazione integrata e in grado di valorizzare le risorse di cui quel territorio è ricco… 

PRESIDENTE. Concluda. 

YLENJA LUCASELLI (FDI). …e in quest'ottica di integrazione chiediamo di capire quali siano le percentuali da destinare alle regioni meridionali affinché queste possano considerare lo sviluppo infrastrutturale. 

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud, Barbara Lezzi, ha facoltà di rispondere. 

BARBARA LEZZI, Ministra per il Sud. Grazie, onorevole, e grazie Presidente. Onorevole, io sono pienamente d'accordo con lei quando parla di competitività delle regioni del Mezzogiorno e proprio per questa ragione, come ho avuto occasione di dirvi nella risposta precedente, ho attivato un monitoraggio continuo sul Fondo sviluppo e coesione che, come ricordo e come saprete tutti, per l'80 per cento è destinato proprio alle regioni del Mezzogiorno. Sono moltissime le infrastrutture programmate e anche già finanziate ma che purtroppo sono assolutamente ferme. Il coraggio che fino adesso non c'è stato, cioè quello, come dicevo prima, di mettere in campo anche delle azioni sanzionatorie a carico sia degli enti - RFI, ANAS - sia di tutti coloro che sono responsabili dei ritardi è la chiave di volta che vorrò utilizzare questa volta per cercare di accelerare l'utilizzo di queste risorse. Qui la scommessa di questo Governo non è dare ulteriori risorse ma spendere quelle che purtroppo giacciono inutilizzate. Sto, infatti, avviando anche un monitoraggio ed eventualmente una riprogrammazione di queste risorse e, nel momento in cui ci dovessero essere delle amministrazioni che per negligenza non vanno avanti, a questo punto non resterà altro che riprogrammarle, magari sullo stesso progetto, ma accelerandone l'attuazione. Lei parlava del 34 per cento. Io voglio sottolineare che abbiamo rafforzato quella norma che, seppure già in vigore, non era attuata e questa volta verrà prevista la sua attuazione direttamente nel Documento di economia e finanza. Tra l'altro, è anche estesa proprio ad ANAS e RFI, perché abbiamo una particolare attenzione sulle infrastrutture che penalizzano non soltanto la mobilità del singolo e del semplice cittadino, ma soprattutto il trasporto di merci e, quindi, penalizzano moltissimo le nostre imprese; tant'è che con i nuovi fondi che sono stati erogati a carico del Fondo sviluppo e coesione, che sono 4 miliardi nei prossimi cinque anni, ho chiesto a tutte le regioni che stanno istituendo le ZES di indicarmi le infrastrutture serventi rispetto alle ZES, proprio per mettere in campo, qualora non fossero già programmate, delle infrastrutture ad hoc per agevolare e accelerare, appunto, l'insediamento di nuovi insediamenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno, che si avvantaggeranno anche di una decontribuzione generosa per i nuovi assunti che arriverà al 100 per cento per il prossimo biennio e che, inoltre, potranno anche ottenere parte del reddito di cittadinanza se verrà assunto un eventuale beneficiario. Quindi, le imprese che vorranno aprire una nuova unità produttiva al Sud avranno per iniziare sicuramente un buon vantaggio, ma quello che è importante è questa fase di accelerazione delle infrastrutture di cui noi tutti sappiamo - e ce lo ripetiamo da anni - che è carente nel Sud, ma finalmente abbiamo messo mano a una struttura, insieme anche a Investitalia che è la cabina di regia sugli investimenti presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. 

PRESIDENTE. Concluda. 

BARBARA LEZZI, Ministra per il Sud. Inoltre, voglio sottolineare un altro aspetto. L'Agenzia per la coesione territoriale adesso per norma dovrà stare più accanto agli enti locali nella progettazione. Inoltre, è stata siglata anche la convenzione per l'area di sistema con Invitalia, che sosterrà tutti gli enti locali nella progettazione lì dove mancano le risorse umane (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). 

PRESIDENTE. La deputata Lucaselli ha facoltà di replicare. 

YLENJA LUCASELLI (FDI). Ministro, noi apprezziamo la sincerità della sua risposta che, però, non possiamo ritenere soddisfacente. E non possiamo ritenerla soddisfacente perché questo Governo ha fortemente voluto un Ministero per il Sud e, dopo otto mesi di attività di Governo, oggi parliamo ancora di monitoraggio. Obiettivamente, mi pare che questo non sia passare dalle parole ai fatti, ma sia rimanere semplicemente nell'alveo delle parole. Devo dire che in quelle regioni del Sud dove si spera di poter ottenere un risultato elettorale, probabilmente positivo attraverso il reddito di cittadinanza, noi, invece, ci aspetteremmo degli investimenti qui e ora e non nel futuro, dopo e chissà quando. Perché è soltanto attraverso gli investimenti e le infrastrutture che si aiutano non solo i singoli cittadini, ma, come lei diceva, le imprese, e si aiutano soprattutto i nostri giovani a rimanere in quei territori e a non dover essere costretti ad andare altrove. Pertanto, io rinnovo il ringraziamento per la risposta, per la quale, però, non ci riteniamo soddisfatti, e spero davvero che il Ministero per il Sud inizi a lavorare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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