Camera

Accordo sulle autonomie di Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia; le nuove prerogative non danneggino le altre regioni

Data: 09/01/2019
Numero: 3-00416 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE
Data Risposta: 09/01/2019

Per sapere – premesso che: 

il 15 febbraio 2019 è previsto l'incontro tra il Governo e le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna volto a formalizzare l'intesa in merito alla maggiore autonomia da concedere alle stesse regioni, sulla base di un modello di regionalismo differenziato; 

l'incontro si propone il completamento del percorso formalmente avviato in data 28 febbraio 2018 con la firma di tre accordi preliminari all'intesa per la concessione di « ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia », ai sensi dell'articolo 116, comma terzo, della Costituzione; 

in base all'accordo previsto alle tre regioni sarà riconosciuta ampia autonomia in materia di politiche attive del lavoro, di istruzione, di salute, di mobilità, di rispetto alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e nei rapporti internazionali con l'Unione europea; 

l'accordo, inoltre, potrebbe prevedere che tali regioni possano trattenere sui propri territori fino al 90 per cento dei residui fiscali, come richiesto dal Veneto; 

tale ipotesi rischia di risolversi in un grave danno per le regioni economicamente più deboli perché andrebbe a sottrarre risorse al fondo di perequazione, minando il principio solidaristico posto a base dell'unità nazionale; 

la formalizzazione dell'intesa comporterà la formazione di una commissione Stato-regione che determinerà « le modalità per l'attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie »; 

stante il divario già esistente tra le regioni meridionali e quelle settentrionali d'Italia, la formalizzazione delle intese e l'assegnazione delle risorse, in particolar modo di quelle a valere sui fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese, rischiano di determinare ulteriori pesanti squilibri a danno del Sud Italia –: 

quali siano i contenuti dell'intesa che sarà sottoposta alle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nell'incontro del 15 febbraio 2019 e quali iniziative intenda assumere per scongiurare il rischio che l'autonomia concessa danneggi le altre regioni e, in particolare, l'erogazione dei servizi essenziali ai cittadini ivi residenti.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, BUCALO, FERRO, GEMMATO, VARCHI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. La deputata Bucalo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00416 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, signor Presidente. Onorevole Ministro, il prossimo 15 febbraio è previsto l'incontro tra il Governo e le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia- Romagna in merito alla maggiore autonomia da concedere alle stesse sulla base di un modello di regionalismo differenziato. In base a questo accordo alle tre regioni sarà riconosciuta piena autonomia in molte materie - lavoro, istruzione, salute, mobilità - e, inoltre, potrebbe prevedere che tali regioni possano trattenere fino al 90 per cento dei residui fiscali, così come richiesto dal Veneto; tale ipotesi rischia di risolversi in un grave danno per le regioni economicamente più deboli perché andrebbe a sottrarre risorse al Fondo di perequazione. Quindi, si chiede quali siano i contenuti dell'intesa che sarà sottoposta alle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e soprattutto quali iniziative intenda assumere per scongiurare il rischio che quell'autonomia concessa danneggi le altre regioni e, in particolare, soprattutto l'erogazione di quelli che sono i servizi essenziali ai cittadini ivi residenti. 

PRESIDENTE. La Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Erika Stefani, ha facoltà di rispondere. 

ERIKA STEFANI, Ministra per gli Affari regionali e le autonomie. Ringrazio anche qui i colleghi e faccio presente che molte delle considerazioni che sono necessarie in risposta alla vostra interrogazione derivano anche da quanto ho appena riferito in relazione all'interrogazione dei colleghi Conte e Fornaro per quanto riguarda l'impianto relativo, in particolare, alle risorse. È certo che qui siamo di fronte a una previsione costituzionale alla quale si vuole dare esecuzione che, quindi, consente alle regioni di fare richieste, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, di attribuzione di ulteriori e particolari forme di autonomia. L'attribuzione verrà fatta previa intesa sottoscritta fra il presidente della regione e il Presidente del Consiglio e sarà poi attribuita effettivamente con una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta. È stato dato avvio ad un'istruttoria che è veramente molto complessa e che è cominciata nel momento in cui io mi sono insediata, ma che parte già da un lavoro svolto dal precedente Governo con la stipula delle pre-intese. Oggi siamo in una fase, che io mi auguro, possa essere proprio una fase finale. Però, è ancora in divenire, vi è un processo in divenire e, pertanto, a mio avviso, rendere pubbliche le minute della trattativa forse potrebbe anche far venir meno la serietà stessa della trattativa, perché, è ovvio, alla conclusione vi sarà un prodotto fatto e confezionato. Il processo, come detto, è ancora in corso. Per quanto riguarda, invece, la parte relativa alle preoccupazioni sull'incidenza che potrebbe avere il riconoscimento dell'autonomia nei confronti di tutto quello che è l'assetto dello Stato, io qui mi sento forte di poter dire e garantire - perché altrimenti saremmo di fronte sicuramente ad un atto inconsulto - che non vi sarà nessun tipo di problematica e di effetto svantaggioso nei confronti delle altre regioni. Come dicevo, l'attribuzione delle competenze verrà fatta sulla base di quello che è il costo storico, cioè quello che è il costo che attualmente lo Stato sostiene per l'esercizio di quella funzione all'interno della regione; quindi, è come se il saldo generale restasse sempre pari. Vi è poi un momento di superamento che arriverà sui fabbisogni standard, che si applicheranno, però, su tutto lo Stato. Il processo dei fabbisogni standard è già in corso, vi sono già dei lavori, c'è già una commissione nata sulla scorta, insomma, della legge n. 42 sul federalismo fiscale. Io mi richiamo poi per le altre considerazioni a quanto appena risposto alla precedente interrogazione (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). 

PRESIDENTE. La deputata Bucalo ha facoltà di replicare. 

CARMELA BUCALO (FDI). Signora Ministro, la sua risposta non mi rassicura per niente perché sono molto preoccupata che concedere una maggiore autonomia a queste regioni rappresenti un'arma a doppio taglio. Infatti, non vorrei che un'importante fetta di quelle coperture finanziarie che finora sono state previste nel contratto di Governo arrivassero - e, quindi, parlo della flat tax e del reddito di cittadinanza - da un drastico abbattimento di quelli che sono i fondi perequativi, fondi che già sono stati tagliati dagli ultimi Governi a scapito di tutte le regioni del Sud. Forse non vi siete accorti che il Sud è agonizzante, agonizzante per i continui tagli subiti in tutti questi anni. Le nostre scuole, le nostre università chiudono, i nostri giovani vanno via, le nostre eccellenze vanno via. E, allora, quello che era un sogno, attuare il tempo pieno al Sud, resterà veramente un sogno perché non ci sono le strutture. Oppure, resterà un sogno formare degli organici tali da permettere che finalmente migliaia di docenti, dopo anni di sacrifici, ritornino alla propria terra e ai propri familiari. Oppure, resterà un sogno anche l'alta velocità al Sud o le infrastrutture moderne e i nostri grandi porti resteranno sacrificati per i porti del Nord. Concludo. Signor Ministro, allora si avrà - e ne sono convinta - un'Italia ancora di più spaccata, ancora di più tra un Nord sempre più ricco, capace di poter dare servizi efficienti ai propri cittadini, e un Sud sempre più con la politica del tozzo di pane (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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