Data: 27/10/2008
Numero: 5-00513
Soggetto: Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta:
28/08/2008
Per sapere - premesso che:
l'articolo 11 del decreto-legge n. 112 del 2008 (convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008) ha disposto che, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana, deve essere approvato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge (21 ottobre 2008), un piano nazionale di edilizia abitativa (cosiddetto «Piano casa»);
il citato articolo 11 del decreto-legge n. 112 del 2008 ha previsto che l'approvazione del piano con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, avviene previa delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) e d'intesa con la Conferenza Unificata, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
in attuazione del citato articolo 11 del decreto-legge n. 112 del 2008, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha predisposto uno schema di piano che è stato presentato in sede di Conferenza Unificata;
ad oggi, anche se la Conferenza Unificata non ha ancora raggiunto un'intesa, Governo e regioni hanno proceduto ad un intenso lavoro istruttorio e di approfondimento delle linee guida del piano;
pur non essendo prevista la discussione del piano da parte delle Commissioni parlamentari competenti, esso è stato fra i punti più ampiamente dibattuti in sede di esame, da parte della VIII Commissione, dei provvedimenti di bilancio per il 2009;
in questa sede, nel corso della seduta della VIII Commissione del 14 ottobre scorso, il sottosegretario Giachino ha illustrato alla Commissione stessa le linee generali di intervento del piano;
sulla base di quanto illustrato dal Governo e delle risultanze del percorso istruttorio condotto in sede di Conferenza Unificata, risulta agli interroganti che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dovrebbe, fra l'altro, prevedere le seguenti misure:
a) promozione di accordi di programma diretti alla realizzazione di programmi integrati di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana, caratterizzati, fra l'altro, da elevati livelli di sostenibilità ambientale ed energetica;
b) contribuzione statale massima del 30 per cento per gli alloggi realizzati, acquisiti o recuperati, da offrire a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto, con un contributo extra fino a un massimo di 10 mila euro per gli alloggi ad alto risparmio energetico, vale a dire per gli alloggi che garantiscano un rendimento energetico capace di limitare il fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadro di superficie utile, di almeno la metà dei valori indicati dal decreto legislativo n. 192 del 2005;
c) indicazione del parametro dell'efficienza energetica fra quelli da assumere a riferimento per la selezione degli interventi da finanziare con la concessione di contributi statali;
d) partecipazione preferenziale dell'istituendo fondo immobiliare nazionale a investimenti locali diretti alla realizzazione di interventi sostenibili anche dal punto di vista ambientale ed energetico;
e) istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un gruppo di lavoro, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, delle regioni e dei comuni, nonché di investitori ed esperti del settore immobiliare sociale, avente il compito di definire il piano delle attività necessarie all'avvio dell'istituendo fondo immobiliare nazionale -:
se le misure indicate in premessa siano effettivamente comprese fra quelle che il Governo si appresta ad adottare con l'emanazione del sopra richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e, in caso affermativo, se, all'interno del quadro di riferimento delineato dalle indicate misure, il Governo non ritenga di dover riservare comunque una particolare attenzione ai progetti di housing sociale caratterizzati da elevata sostenibilità ambientale ed energetica (con impiego di risorse naturali ed ecologiche e di tecnologie appropriate, compatibili ed adeguate alla normativa vigente, sia in termini di tempi di costruzione sia di prestazioni degli edifici), nonché da elevata sostenibilità economica (con prezzi di costruzione accessibili e certificazione del sistema e del percorso).
(5-00513)
Tommaso FOTI (PdL) illustra l'interrogazione in titolo, chiedendo se il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativo del cosiddetto «Piano casa», attualmente in fase di definizione, intenda riservare una particolare attenzione ai progetti di housing sociale caratterizzati da elevata sostenibilità ambientale ed energetica, nonché da elevata sostenibilità economica, con prezzi di costruzione accessibili e certificazione del sistema e del percorso.
Il sottosegretario Mario MANTOVANI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
In considerazione della forte emergenza abitativa che si riscontra in molte aree del Paese, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si è attivato per dare immediata attuazione al «Piano nazionale di edilizia abitativa» di cui all'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
In tal senso è stata predisposta una prima bozza del nuovo «Piano Casa» che dovrà essere approvato con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Cipe, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
I contenuti del Piano Casa che sono, nella sostanza, quelli indicati dall'interrogante sono stati oggetto di una prima informativa al Cipe, effettuata nel mese di settembre 2008 e sui quali dovrà essere avviato il procedimento di concertazione previsto che coinvolge le Regioni e gli enti locali.
Ciò posto, si evidenzia come il nuovo Piano casa preveda una particolare attenzione verso le tematiche della sostenibilità ambientale energetica ed eco-sostenibile in questo proseguendo nella direzione già intrapresa dal Ministero negli ultimi decenni attraverso interventi sperimentali e programmi innovativi in ambito urbano, quali da ultimo, i Contratti di quartiere.
Sotto questo aspetto, la bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo al Piano nazionale di edilizia abitativa dà attuazione a quanto previsto dall'articolo 11, comma 4, del decreto- legge 112/2008 in relazione alla realizzazione di programmi caratterizzati da elevati livelli di sostenibilità ambientale ed energetica.
In particolare, si prevede la possibilità di assegnare un finanziamento aggiuntivo, fino ad un massimo di 10 mila euro ad alloggio, in relazione a ciascun alloggio realizzato o recuperato, da offrire a canone sostenibile, che raggiunga un comportamento prestazionale, in termini di rendimento energetico, in grado di limitare il fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadro di superficie utile.
Il rendimento energetico dovrà essere tale da conseguire un indice di prestazione energetica inferiore di almeno il 50 per cento rispetto ai valori normalmente richiesti come riportati nell'allegato C, punto 1.1. del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, così come modificato dal decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 31.
Tommaso FOTI (PdL) si dichiara soddisfatto della risposta, che indica come il Governo intenda muoversi nella direzione indicata dalla sua interrogazione, evitando di procedere alla costruzione di nuovi edifici privi di criteri di sostenibilità energetica e ambientale, oltre che sprovvisti di qualsiasi parametro di effettiva utilizzabilità nel tempo. Auspica, peraltro, che il Governo sappia portare a compimento il percorso per la realizzazione di un «Piano casa» degno di questo nome, giudicando altresì opportuno che i rappresentanti del Ministero competente - non appena sarà sancita la prescritta intesa in sede di Conferenza unificata - riferiscano alla Commissione sugli elementi generali del citato DPCM attuativo.
