Data: 24/02/2009
Numero: 5-01053
Soggetto: Al Ministro per i beni e le attività culturali.
Data Risposta:
21/04/2009
Per sapere - premesso che:
a fronte di una specifica richiesta rivoltagli sui motivi per cui il lastricato antico di Piazza Cavalli a Piacenza fosse stato sostituito, il direttore della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, architetto Luciano Serchia, ha risposto «È stata una scelta dell'Amministrazione» (La Cronaca del 18 febbraio 2009);
la risposta fornita appare volutamente vaga in quanto non risulta specificata quale «amministrazione» si sia pronunciata in tal senso -:
quale «amministrazione» abbia effettuato la detta scelta di sostituire il lastricato antico di Piazza Cavalli.
(5-01053)
Il sottosegretario Francesco Maria GIRO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Mi riferisco alla richiesta dell'Onorevole Foti, volta a conoscere quale Amministrazione abbia effettuato la scelta di sostituire il lastricato antico di Piazza Cavalli a Piacenza. A tal proposito, nel rappresentare anzitutto che la Piazza in argomento è sottoposta a tutela, diretta ed indiretta, in virtù delle disposizioni del Codice dei Beni Culturali, preciso che l'architetto Luciano Serchia, funzionario delegato presso la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Parma e Piacenza, nell'articolo pubblicato il 18 febbraio 2009 da «La Cronaca» faceva riferimento all'Amministrazione Comunale di Piacenza, unico Ente proprietario di Piazza Cavalli e titolato alla programmazione di interventi su tale immobile.
Per quanto riguarda le varie fasi e gli aspetti tecnici dei predetti lavori di sostituzione del lastricato antico, rappresento che:
su richiesta del Comune di Piacenza, la citata Soprintendenza, previa attenta valutazione del progetto di manutenzione straordinaria della superficie lapidea della Piazza presentato da quell'Amministrazione Comunale, in data 15 febbraio 2008, ha autorizzato i lavori stabilendo che «....per le lastre, che verranno sostituite con nuovo materiale identico a quello in situ, si dovrà provvedere ad invecchiamento del materiale attraverso un trattamento superficiale adeguato»;
per rassicurare le associazioni culturali e i cittadini che avevano espresso dubbi e perplessità sull'intervento in argomento, i funzionari della Soprintendenza, oltre a precisare in più occasioni che si trattava di un intervento parziale di sostituzione delle lastre (circa il 10 per cento della superficie totale), hanno provveduto ad effettuare, in accordo con l'Amministrazione comunale, visite didattiche al cantiere per spiegare a tutti gli interessati le procedure seguite nel corso della manutenzione straordinaria del lastricato pavimentale della piazza;
il predetto funzionario della Soprintendenza, ha partecipato ad un Consiglio Comunale e ad un dibattito pubblico, relazionando sull'argomento e descrivendo le fasi dell'intervento.
Posso pertanto affermare che l'intervento in argomento è da ritenere compatibile con i canoni conservativi della disciplina di restauro, assolutamente adeguato sotto il profilo tecnico e scientifico nonché rispettoso delle caratteristiche monumentali e delle prescrizioni contenute nei provvedimenti di tutela diretta ed indiretta emanati dal Ministero per la salvaguardia del luogo.
Tommaso FOTI (PdL), replicando, si dichiara solo parzialmente soddisfatto della risposta ricevuta, rilevando innanzitutto che la piazza non è un bene immobile come invece erroneamente affermato dalla risposta in merito, probabilmente per uno «svarione» degli uffici del Ministero. Sottolinea inoltre che l'intervento è stato definito «maldestro» dalla popolazione locale e che occorrerebbe valutarne quindi l'opportunità. Prende atto, in ogni caso, del fatto che nella risposta si chiarisce chi sia il soggetto che ha autorizzato l'opera.
