Camera

Console onorario della Repubblica della Guinea Bissau nella Repubblica italiana

Data: 02/11/2004
Numero: 5-03643
Soggetto: Al Ministro degli affari esteri
Data Risposta: 09/02/2005

Per sapere - premesso che:
il Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica della Guinea Bissau ebbe a nominare in data 31 gennaio 1986, Luciano Zilocchi (nato a Piacenza l'11 dicembre 1934) Console onorario della Repubblica della Guinea Bissau nella Repubblica italiana;
la sede del detto Consolato venne fissata nella città di Piacenza ove, fino al 30 gennaio 1989, Luciano Zilocchi svolse le funzioni di Console onorario della Guinea Bissau, unitamente a quelle di incaricato d'affari;
in data 30 gennaio 1989 Luciano Zilocchi venne arrestato e tradotto nel carcere di Piacenza, a seguito di mandato di cattura emesso nei suoi confronti dall'Ufficio Istruzioni del Tribunale di Massa Carrara, con l'accusa di aver tentato di vendere 8 aerei Mirage della ditta francese Dessault Breguet alla Guinea Bissau;
successivamente, nel febbraio 1990, Luciano Zilocchi ottenne lo stralcio della propria posizione e il giudice istruttore del Tribunale di Massa Carrara, riconosciuta l'infondatezza delle accuse, lo prosciolse con formula piena («perché il fatto non sussiste»);
a seguito della detta sentenza di proscioglimento il Governo della Guinea Bissau, che in precedenza aveva sospeso Luciano Zilocchi dalle funzioni di Console onorario, lo reintegrò nelle funzioni prima ricoperte e chiese alle competenti autorità italiane, per il tramite del proprio Ministero degli affari esteri, la riconferma dell'incarico;
attualmente in Italia non esiste alcuna rappresentanza diplomatica della Guinea-Bissau, essendo l'ambasciata di competenza ubicata a Lisbona -:
quali siano i motivi per i quali, a tutt'oggi, gli organi burocratici del Ministero degli affari esteri non riconoscano a Luciano Zilocchi l'incarico di Console onorario della Guinea Bissau per il Nord Italia, tant'è che allo stesso è stato intimato dalle Autorità di Pubblica Sicurezza di non utilizzare detto titolo in ragione delle comunicazioni alla stessa partecipate dal Ministero degli esteri (telex n. MID4020/C del 9 maggio 1997).
(5-03643)

Tommaso FOTI (AN) illustra l'interrogazione in titolo.


RISPOSTA DEL GOVERNO


Il sottosegretario Margherita BONIVER risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

Come ricordato dall'Interrogante, la Questura di Piacenza, in data 30 gennaio 1989, eseguiva un mandato di cattura emesso dal Giudice Istruttore del Tribunale di Massa Carrara nei confronti del Signor Zilocchi, Console onorario della Guinea Bissau. I reati contestati erano quelli previsti dagli articoli 110, 416-bis, 612 cpv del Codice Penale e dall'articolo 1 della legge 895 del 2 ottobre 1967.
Il Ministero degli esteri della Guinea Bissau, informata dell'azione penale instaurata nei confronti del Signor Zilocchi, tramite la nostra Rappresentanza in Conakry, chiedeva formalmente che il Governo italiano adottasse provvedimenti nei confronti dell'ex Console Onorario Zilocchi, asserendo che lo stesso continuava «ad agire abusivamente per conto della Guinea Bissau nonostante la revoca del suo incarico e l'annullamento del passaporto diplomatico». Le Autorità di quel Paese procedevano, in effetti, a revocare l'incarico allo stesso, specificando di non attribuire alcun valore agli atti compiuti dal Signor Zilocchi, che dovevano essere considerati alla stregua di atti privati.
Alla luce di tali sviluppi il Ministero degli affari esteri procedeva a dare comunicazione di cessazione dalle funzioni al Ministero dell'interno, alla Prefettura ed alla Questura di Piacenza. Poiché il Signor Zilocchi continuava a qualificarsi Console Onorario, il Ministero degli affari esteri invitava la Prefettura di Piacenza, che provvedeva con la dovuta sollecitudine, a convocare l'interessato per esortano a non usare il titolo revocato, allo scopo di evitare complicazioni tra i due Governi.
A seguito dell'assoluzione dall'imputazione dei reati ascritti al Signor Zilocchi, il Ministero degli affari esteri della Guinea Bissau, in data 29 dicembre 1993, avanzava una nuova proposta di nomina del signor Zilocchi e, successivamente, nel maggio 1994, chiedeva l'estensione della competenza del Consolato Onorario in Piacenza a tutto il territorio nazionale.
La Farnesina dava pertanto avvio ad una nuova procedura con la richiesta dei pareri di rito a tutti gli organismi istituzionalmente competenti: in tale quadro, a prescindere dall'esito positivo della già illustrata vicenda giudiziaria, non risultavano elementi univoci sull'opportunità della nomina. Sempre secondo la stessa Autorità, risultava altresì che il signor Zilocchi avrebbe riattivato senza alcun autorizzazione gli uffici consolari a Piacenza, dove, oltre all'attività commerciale, avrebbe esercitato le funzioni consolari onorarie, ivi compreso il rilascio di visti.
Il Signor Zilocchi, inoltre, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Piacenza, ha continuato ad esercitare non meglio specificate attività di rappresentanza della Guinea Bissau, qualificandosi, pur in assenza di una Rappresentanza Diplomatica di tale Paese in Italia e quindi senza alcun titolo legittimo come «Incaricato d'Affari».
A fronte di tali circostanze il Ministero degli affari esteri italiano ha comunicato nel marzo 1996 all'Ambasciata della Guinea in Lisbona (accreditata anche in Italia), la decisione ufficiale di non concedere l'assenso alla nomina del Signor Zilocchi. Successivamente, nel maggio dello stesso anno, sempre per via diplomatica, si invitava
l'Ambasciata della Guinea Bissau in Lisbona a ribadire al Signor Zilocchi il mancato assenso alla sua nomina, invitandolo a non usare carta intestata con la dicitura Console Onorario della Guinea Bissau in Italia.
Si fa presente, tuttavia, che a quanto risulta agli atti del Ministero degli affari esteri, lo stesso Signor Zilocchi avrebbe comunque continuato ad esercitare tali funzioni, compiendo nel corso degli anni una serie di attività, tra cui, in particolare, il rilascio di passaporti e l'emissione di visti, che hanno determinato - come segnalato dalla competenti Prefetture di Pavia e Piacenza - l'avvio di vari procedimenti penali, tra i quali, quelli per i reati di uso di atto falso (articolo 498 c.p.), di usurpazione di funzione pubblica (articolo 347 c.p.) e sostituzione di persona (articolo 494 c.p.).

Tommaso FOTI (AN), replicando, si dichiara del tutto insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, e censura decisamente la lentezza delle procedure giudiziarie finalizzate alla ricostruzione dei fatti di cui è accusato il Signor Luciano Zilocchi. Stigmatizza l'assurdità del coinvolgimento incolpevole di quest'ultimo in una vicenda assolutamente infondata, in merito alla quale la magistratura non avrebbe condotto un accertamento serio e tempestivo. Sollecita inoltre una riflessione anche sul comportamento di alcuni uffici del Ministero degli Affari esteri, che di fatto impediscono al Signor Zilocchi di essere reintegrato nelle sue funzioni di Console onorario della Repubblica di Guinea Bissau in Italia ed esprime forti perplessità sull'ultima parte della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che equipara il comportamento tenuto dal Signor Zilocchi in relazione all'esercizio di funzioni di fatto, prima della sua formale reintegrazione nell'incarico di console onorario, alla stregua di un comportamento penalmente rilevante.



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TommasoFoti
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