Data: 03/06/2010
Numero: 5-02987
Soggetto: Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta:
29/06/2010
Per sapere - premesso che:
il provveditorato interregionale OO.PP. per l'Emilia Romagna e le Marche, giusto il contratto n. 4523 di repertorio del 22 marzo 2006, affidava all'ATI VITECO s.c.a.rl. di L'Aquila i lavori di costruzione della nuova caserma dei vigili del fuoco, ubicata in Strada Valnure a Piacenza, e ciò a seguito della rescissione del precedente contratto stipulato;
la data di consegna dei lavori (di importo pari a 4.597.429,74 euro) decorre dall'ottobre del 2006, mentre la data contrattuale di ultimazione dei lavori veniva fissata per il mese di ottobre del 2008;
sono passati oltre 20 mesi dalla detta data, ma i lavori non risultano affatto ultimati, con prevedibile ulteriore lievitazione dei costi;
in particolare, oggi l'edificio è esposto alle intemperie e la facciata appare già scrostata;
l'inaugurazione della nuova caserma appare sempre più un miraggio, tenuto conto che l'iter per la sua realizzazione ha avuto inizio nell'anno 2000 -:
quale fosse l'importo contrattuale dei lavori oggetto della prima aggiudicazione dell'opera;
quali siano i motivi per cui a tutt'oggi i lavori di costruzione della struttura risultino sospesi, tant'è che non appare fuori luogo definire quello in questione un cantiere «fantasma»;
se e quali varianti in corso d'opera siano state approvate e quali siano i costi relativi alla realizzazione delle stesse;
se risponda al vero la notizia secondo cui per l'ultimazione dell'opera occorre reperire ancora 3 o 4 milioni di euro, anche per renderla pienamente fruibile, atteso che la realizzazione del castello di manovra, indispensabile per le esercitazioni, risulta allo stato stralciata e così pure la palestra;
se intenda disporre un'accurata indagine interna per verificare che nell'appalto dell'opera che qui interessa non vi sia stata alcuna negligenza da parte dei responsabili dei competenti uffici;
quando riprenderanno i lavori in questione, quando ne sia prevista la conclusione e quale si prevede possa essere il costo complessivo finale della struttura che qui interessa.
(5-02987)
Il sottosegretario Mario MANTOVANI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Con Convenzione stipulata in data 31 luglio 2001 tra il Ministero dei lavori pubblici - Provveditorato regionale alle OO.PP. per l'Emilia Romagna e il Ministero dell'interno - Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi sono state affidate al predetto Provveditorato le funzioni di stazione appaltante (espletamento delle gare d'appalto, direzione dei lavori e collaudo dell'opera) per la costruzione della nuova sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Piacenza.
Il Contratto d'appalto n. 4369 di rep. del 16 novembre 2002 mediante il quale i lavori in questione erano stati affidati all'A.T.I. Presimp s.r.l.-MAGI. s.r.l. è stato rescisso con decreto ministeriale n. 11/SEDI del 23 marzo 2005 del Ministero dell'interno.
Stante l'inidoneità del secondo classificato nella gara d'appalto dei lavori di che trattasi, per mancanza dei requisiti accertata dall'Ufficio Contratti del Provveditorato, si è reso necessario il riappalto dei lavori medesimi.
Pertanto si è dovuto procedere ad un aggiornamento del progetto, che è stato esaminato dal C.T.A di questo Istituto in data 21 luglio 2005 con voto n. 30/BO. Il C.T.A. ha espresso parere favorevole all'approvazione del nuovo progetto con alcune prescrizioni e raccomandazioni cui il medesimo ha dovuto essere adeguato.
Si precisa che, stante l'impossibilità di superare l'importo di finanziamento originariamente previsto per l'opera, come segnalato dal Ministero dell'interno con nota n. 2322 SEDI/86435 del 6 settembre 2005, si è concordato l'eventuale stralcio di alcune lavorazioni.
Va osservato, in particolare, che contrariamente a quanto asserito nell'interrogazione, il castello di manovra non risulta essere mai stato stralciato.
Si è quindi potuto procedere al riappalto dei lavori sopra menzionati, che con Contratto n. 4523 di rep. del 22 marzo 2006, approvato con decreto ministeriale n. 47 SEDI/86435 del 26 luglio 2006 dal Ministero dell'interno, sono stati affidati all'A.T.I. «Vittorini Emidio Costruzioni s.r.l. - C.O.A.F. s.r.l. - Tecnoclima s.r.l.» per l'importo complessivo di euro 4.597.429,74, di cui euro 423.922,00, per oneri di sicurezza.
Durante l'esecuzione dei lavori, il Responsabile del Procedimento ha trasmesso, in data 15 maggio 2008, una perizia di variante e suppletiva con aumento della spesa complessiva e un aumento dell'importo contrattuale pari ad euro 78.306,58; l'Atto Aggiuntivo finalizzato a recepire tale perizia di variante non è stato stipulato poiché l'impresa non ha prodotto i documenti necessari.
Con nota n. 0010530 dell'8 agosto 2008, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali Area Sedi di Servizio ha rappresentato la necessità «di effettuare alcuni interventi per aggiornare l'opera in costruzione alle nuove linee guida sulla progettazione e ai requisiti che le sedi dei vigili del fuoco devono possedere a livello nazionale, tese a migliorare la funzionalità e la durabilità, anche nel rispetto di recenti dispositivi di legge, con specifico riguardo al contenimento dei costi di gestione dell'opera stessa»; al fine di predisporre idonea variante per la necessità sopra rappresenta, la decreto-legge ha disposto la sospensione dei lavori in data 4 settembre 2008.
Nel corso della predisposizione di questa seconda perizia di variante è insorto un contenzioso con la ditta appaltatrice, la quale con raccomandata del 20 ottobre 2008 ha contestato un grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali, facendo riferimento ai ritardi nell'esecuzione dei pagamenti dei primi 4 acconti lavori e al mancato incasso del 5o e 6o acconto lavori.
Il Provveditorato, con provveditoriale n. 8570 del 21 novembre 2008, richiamando il regime di convenzione che regola l'intervento e il finanziamento integrale del medesimo da parte del Ministero dell'interno, cui spettano pertanto gli adempimenti di pagamento, ha replicato osservando che il ritardo nei pagamenti è stato causato dalla perenzione amministrativa dei fondi.
Ma l'impresa, con raccomandata del 30 gennaio 2009, rilevando che il Provveditorato non aveva sanato gli inadempimenti contestati con la precedente raccomandata, ha significato che il contratto d'appalto era da intendersi risoluto di diritto e sostenendo questa posizione, ha di fatto abbandonato il cantiere.
Tant'è che quando il Provveditorato, con nota n. 1417 del 26 febbraio 2009, ha replicato che il ritardo nei pagamenti non è previsto dalle norme che regolano i lavori pubblici come causa di risoluzione del contratto da parte dell'appaltatore, opponendosi alla risoluzione e rilevando che il ritardo nei pagamenti degli acconti, è compensato, si sensi dell'articolo 30 del C.G.A., con il riconoscimento degli interessi legali e di mora, l'impresa, con raccomandata del 13 marzo 2009 ha ribadito il proprio diritto di avvalersi della diffida ad adempiere e, in difetto di adempimento, di ritenere risoluto il contratto, invocando altresì le condizioni previste dall'articolo 133 del Nuovo Codice degli Appalti.
Sull'ipotesi prevista dal primo comma del suddetto articolo 133, quando l'ammontare del credito dell'appaltatore raggiunga il quarto dell'importo netto contrattuale, il Provveditorato, con nota n. 2462 del 7 aprile 2009, ha comunicato che, secondo quanto riferito dal Ministero dell'interno per le vie brevi, si stava definendo la procedura di reiscrizione in bilancio dell'importo relativo al V s.a.l. (euro 655.582,58), per cui a breve sarebbe stato emesso il titolo di spesa del corrispettivo. Inoltre, dietro parere dell'Avvocatura reso con fax del 31 marzo 2009, ha osservato che detto comma dell'articolo 133, laddove prevede la facoltà dell'appaltatore di opporre l'eccezione di inadempimento, non lo legittima a una dichiarazione unilaterale di risoluzione del contratto, dovendo a questo scopo promuoversi il deferimento all'autorità competente a dirimere le controversie.
Dopo che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con nota n. 14281 del 14 maggio 2009, ha inviato un ulteriore progetto di variante, assentendo la copertura finanziaria di euro 800.000,00 e ottenendo il parere favorevole del C.T.A. del Provveditorato con voto n. 13/BO del 19 maggio 2009, l'impresa ancora una volta non ha prodotto i documenti necessari alla stipula dell'Atto Aggiuntivo finalizzato a recepire tale variante, non condividendone i contenuti.
E quando, con nota n. 386 del 12 giugno 2009, il R.U.P., cessate le motivazioni che avevano determinato la sospensione, ha comunicato all'impresa l'intenzione di riprendere i lavori il successivo 19 giugno 2009, quest'ultima non si è presentata in cantiere per la ripresa, contestando e ribadendo il proprio diritto di avvalersi della diffida ad adempiere e, in difetto di adempimento, di ritenere risoluto il contratto, in base alle condizioni previste dall'articolo 133 del Nuovo Codice degli Appalti.
La diffida da parte della ditta appaltatrice è proseguita in un Atto di citazione in data 17 settembre 2009 contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell'interno.
In esito a tale Atto di citazione, il Provveditorato ha reso all'Avvocatura Distrettuale dello Stato competente la propria memoria difensiva con nota n. 8292 del 14 dicembre 2009, integrata con nota n. 285 del 19 gennaio 2010.
Si sono quindi svolti presso il Provveditorato, in data 15 dicembre 2009 e 19 febbraio 2010, degli incontri con l'impresa al fine di cercare una soluzione per il componimento bonario del contenzioso insorto. L'impresa ha subordinato la ripresa dei lavori e la firma dell'Atto Aggiuntivo ad una transazione che compensi almeno in parte le divergenze lamentate tra ipotesi progettuali e lavorazioni eseguite e da eseguire, non completamente colmate, secondo l'impresa, con le varianti, che risarcisca degli oneri conseguenti al prolungato fermo di cantiere e che compensi dell'esposizione bancaria derivante dai forti ritardi nel pagamento del corrispettivo.
Il Provveditorato ha quindi interpellato il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con nota n. 1899 del 25 marzo 2010, circa l'opportunità del raggiungimento di un accordo, rappresentando che la struttura, già ammalorata dal prolungato fermo di cantiere, è soggetta a degrado sempre più ampio ed è nel mirino di interrogazioni e critiche da parte di politici e della stampa locale.
Con nota n. DCRISLOG-Area V-0007788 del 25 marzo 2010 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha assentito la fattibilità della composizione bonaria della controversia, previa acquisizione del parere dell'Avvocatura dello Stato.
Il Provveditorato ha pertanto sottoposto, con nota n. 2067 del 31 marzo 2010, la questione all'Avvocatura Distrettuale dello Stato competente, la quale, con nota n. 14411 del 6 aprile 2010, ha condiviso l'opportunità di addivenire ad una soluzione transattiva della vicenda, manifestando le problematiche della difesa rispetto alle richieste risarcitorie contenute nell'Atto di citazione.
Nel frattempo il C.T.A. di questo Istituto ha esaminato il 16 febbraio 2010 la 3a perizia di variante e suppletiva, con aumento dell'importo contrattuale pari ad euro 701.427,14, rendendo con voto n. 06/BO parere favorevole all'approvazione, con alcune prescrizioni.
Si è svolto quindi in data 21 aprile 2010 presso il Provveditorato un nuovo incontro con l'impresa e gli esponenti del Dipartimento dei Vigili del Fuoco durante il quale le amministrazioni citate si sono confrontate con l'impresa per addivenire ad un componimento bonario ipotizzando un accordo di 650.000,00 euro a tacitazione di tutte le pretese vantate dall'impresa e con l'impegno da parte di questa a riprendere immediatamente l'esecuzione dei lavori, compreso il ripristino degli stessi a regola d'arte.
La transazione, coinvolta anche l'Avvocatura dello Stato e l'Ufficio Legale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, è in via di conclusione, pertanto i lavori dovrebbero riprendere a breve, con un tempo residuo di esecuzione previsto in 395 giorni.
Il costo complessivo dell'opera, considerate le varianti e la transazione, ammonterà a complessivi euro 7.600.000,00 euro circa.
Tommaso FOTI (PdL) replicando, si dichiara soddisfatto di una risposta che prefigura una positiva soluzione della vicenda rappresentata nel proprio atto di sindacato ispettivo. Nel segnalare, peraltro, con una certa preoccupazione gli elementi, correttamente rappresentati dal Governo, che hanno determinato l'allungamento dei tempi e la lievitazione dei costi, richiama il Governo a mantenere alta l'attenzione sul puntuale rispetto dei tempi programmati per il completamento dell'opera.
