Camera

Cuba: Bruno Sbalbi

Data: 15/09/2004
Numero: 5-03442
Soggetto: MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
Data Risposta: 09/02/2005

Per sapere - premesso che:

l'imprenditore piacentino Bruno Sbalbi è stato coinvolto, il 12 agosto 2004, a San Tomas, nella provincia cubana del Camaguey, in un incidente stradale nel quale ha perso la vita un motociclista cubano;
lo Sbalbi è imputato, in ragione del summenzionato incidente stradale, di omicidio colposo e non può lasciare Cuba;
le condizioni di salute dello Sbalbi sono del tutto precarie e sarebbe auspicabile che lo stesso potesse raggiungere l'Italia, dietro pagamento di una congrua cauzione, diversamente lo Sbalbi si troverà costretto a soggiornare nell'isola fino a che non sarà celebrato il processo, la qual cosa potrebbe richiedere un'attesa di diversi, mesi -:
se e quali urgenti iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere in ordine alla vicenda sopra rappresentata.(5-03442)

Tommaso FOTI (AN) illustra l'interrogazione in titolo.

RISPOSTA DEL GOVERNO


Il sottosegretario Margherita BONIVER risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

Desidero anzitutto sottolineare che la vicenda del signor Bruno Sbalbi è stata seguita dalla nostra Ambasciata all'Avana e dal Ministero degli esteri sin dallo scorso agosto, quando siamo stati informati dell'arresto del connazionale, coinvolto in un incidente stradale in località Las Tunas, a seguito del quale ha perso la vita un motociclista.
Il signor Sbalbi, posto in libertà condizionale dietro cauzione, non è stato autorizzato a lasciare Cuba sino alla celebrazione del processo. Egli ha quindi preso contatto con l'Ambasciata, confermando le notizie fornite dalle Autorità cubane sulla dinamica dell'incidente e segnalando di aver dato mandato a un avvocato locale di difenderlo.
L'Ambasciata ha seguito con attenzione, in contatto con le Autorità cubane, la vicenda giudiziaria del signor Sbalbi, inviando un proprio addetto consolare presso il Tribunale Provinciale Popolare di Las Tunas affinché presenziasse all'udienza del 18 ottobre 2004, a seguito della quale il nostro connazionale è stato condannato per omicidio colposo ad un anno di reclusione e posto in libertà condizionale. Il signor Sbalbi ha presentato direttamente alle competenti autorità locali una istanza di trasferimento in Italia in base all'Accordo italo-cubano del 27 luglio 2000 oltre ad una istanza di espulsione. Analoga richiesta è stata formalmente inoltrata alle Autorità cubane competenti dalla nostra Ambasciata a L'Avana.
La nostra Rappresentanza Diplomatica continua ad occuparsi attivamente del caso, fornendo al signor Sbalbi ogni possibile assistenza, in attesa che le Autorità cubane si pronuncino in merito alle istanze presentate dal connazionale.

Tommaso FOTI (AN), replicando, nel dichiararsi soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, ribadisce la gravità dei fatti che sono all'origine dell'interrogazione. In particolare, mettendo in rilievo il fatto che il Signor Sbalbi si trova ormai da otto mesi detenuto a Cuba, lontano dalla sua famiglia e dalla sua attività imprenditoriale, lamenta l'estrema lentezza dei tempi del processo relativo all'accertamento dei fatti che sono all'origine della sua imputazione, nonché della valutazione dell'istanza di trasferimento in Italia e di espulsione avanzata dal cittadino italiano. Sollecita pertanto l'Ambasciata d'Italia a Cuba a seguire costantemente l'evolversi della situazione, per accelerare i tempi del trasferimento in Italia dell'imprenditore italiano, anche in considerazione delle circostanze poco chiare in cui si è verificato l'episodio di cui è accusato il Signor Sbalbi, che non escluderebbero l'eventualità di un concorso di colpa nell'incidente che ha causato la morte del cittadino cubano.




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TommasoFoti
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