Numero: 5-04082
Soggetto: Ministro degli Affari Esteri
Data Risposta: 22/04/2005
Per sapere - premesso che:
l'imprenditore piacentino Bruno Sbalbi coinvolto il 12 agosto 2004 in località Las Tunas, nella provincia cubana del Camaguey, in un incidente stradale nel quale perse la vita un motociclista cubano, è stato condannato dalla Corte d'Appello di quel Paese ad un anno di carcere senza condizionale, essendo stato ritenuto colpevole di omicidio colposo;
il signor Sbalbi aveva in precedenza presentato direttamente alle competenti autorità locali una istanza di trasferimento in Italia in base all'Accordo italo-cubano del 27 luglio 2000, oltre ad una istanza di espulsione;
analoga richiesta risulta formalmente inoltrata alle Autorità cubane competenti dalla nostra Ambasciata a L'Avana;
si evidenzia, come, ormai da otto mesi, lo Sbalbi sia impossibilitato a lasciare Cuba, nonostante lo stato di precaria salute in cui versa e l'impossibilità materiale a seguire l'attività imprenditoriale attiva in Italia -:
se e quali urgenti iniziative intenda assumere affinché siano accolte le richieste di trasferimento in Italia e/o espulsione da Cuba del signor Sbalbi, e ciò anche in considerazione delle circostanze poco chiare in cui si è verificato l'episodio per il quale è stato condannato. (5-04082)
Il sottosegretario Margherita BONIVER risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la vicenda del Signor Bruno Sbalbi viene seguita con attenzione dall'Ambasciata d'Italia all'Avana e dal MAE sin dallo scorso agosto, quando si è appreso dell'arresto del connazionale a seguito di un incidente stradale in località Las Tunas nel quale ha perso la vita un motociclista. Il Signor Sbalbi - tratto in arresto per gli esiti mortali dell'incidente - è stato successivamente posto in libertà condizionale dietro cauzione.
Egli, peraltro consapevole delle conseguenze del tragico incidente, ha ricevuto piena assistenza consolare in relazione all'episodio: va rilevato che le Autorità cubane attribuiscono grande rilievo alla celebrazione di processi che coinvolgono uno straniero in caso di decesso di un cittadino cubano e che le norme di quel Paese prevedono una pena che va da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 10 anni per il reato di omicidio colposo.
In occasione dell'udienza processuale a carico del Sig. Sbalbi, per omicidio e danni arrecati a terzi a causa dell'incidente stradale, tenutasi il giorno 18 ottobre 2004 nella città di Las Tunas, l'Ambasciata ha provveduto a fornire assistenza inviando un addetto consolare. Nel corso del processo, svoltosi presso il Tribunale Provinciale Popolare, il connazionale è stato quindi assistito dal funzionario consolare della nostra Ambasciata. L'avvocato difensore, Carlos Perez, ha sostenuto in quel foro la non intenzionalità dell'omicidio causato essenzialmente dalla scarsa e poca visibilità della segnaletica che imponeva all'accusato di dare la precedenza all'incrocio dove l'incidente si è verificato; altro fattore non imputabile al signor Sbalbi è stato il mancato uso del casco obbligatorio da parte della vittima. Sottolineando le non buone condizioni di salute del nostro connazionale è stato inoltre evidenziato che quest'ultimo, ammettendo la sua colpa, fin dal primo momento ha dimostrato di collaborare fattivamente con la giustizia cubana.
La richiesta da parte dell'avvocato difensore alla Corte è stata quella di applicare la «Pena sussidiaria» che prevede nelle varie forme una condanna senza detenzione carceraria. La Corte in data 5 novembre ha quindi emesso la sentenza di condanna a 12 mesi di privazione di libertà.
Desidero ricordare che il Sig. Sbalbi, pur se condannato, attualmente si trova in libertà senza alcuna limitazione di movimento all'interno del Paese anche se, in virtù del provvedimento di condanna, non può lasciare Cuba. Una volta divenuta definitiva la sentenza, egli ha proposto per il tramite dell'Ambasciata, istanza di espulsione alle Autorità cubane che dovranno esprimersi circa l'ammissibilità della richiesta, che può essere approvata unicamente dal Ministro della Giustizia personalmente. La nostra rappresentanza diplomatica sta attivamente sostenendo la richiesta che il connazionale ha inoltrato per l'applicazione dell'Accordo italo-cubano per l'esecuzione delle condanne penali, sollecitando il rispetto dei termini dell'Accordo stesso.
L'Ambasciata - che fin dall'inizio del caso ha attivato gli appropriati canali con le Autorità cubane per favorire una positiva soluzione della vicenda giudiziaria del signor Sbalbi - continua a seguire l'evolversi della situazione rinnovando gli sforzi per una conclusione a breve in linea con le aspettative del connazionale.
Tommaso FOTI (AN) nel dichiararsi soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, dà atto al Governo di aver seguito con attenzione la vicenda del signor Sbalbi. Auspica pertanto che la richiesta del cittadino italiano di espulsione dal territorio di Cuba per rientrare quanto prima in Italia possa essere accolta al più presto.
