Numero: 5-04503
Soggetto: Ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, di Giustizia
Data Risposta: 11/01/2006
Per sapere, premesso che:
il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Piacenza, nella seduta del 27 Novembre 1975, deliberava di addivenire alla costituzione della denominata "Fondazione per interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza", assegnando alla stessa un patrimonio di lire cinquecentomilioni, così come risulta dall'atto costitutivo del 12/7/1976 (atto notaio Dr. Alberto Vullo, repertorio n. 42099, fascicolo n.3856);
lo scopo della predetta Fondazione era quello di intervenire organicamente nei settori sociali per favorire l'assistenza e l'elevazione civica e morale della popolazione, dei giovani, e dei lavoratori in particolare residenti nel territorio costituente l'ambito operativo della Cassa di Risparmio di Piacenza;
gli interventi della Fondazione che qui interessa erano circoscritti all'acquisizione o alla costruzione e all'attrezzatura di complessi immobiliari da offrire in gestione ad altri enti o associazioni specializzate nel campo di intervento;
con Decreto del Presidente della Repubblica 18 febbraio 1981, registrato alla Corte dei Conti il 6 gennaio 1982, registro n.1 Lavori Pubblici, foglio 33, sulla proposta del Ministro dei Lavori Pubblici, venne riconosciuta la personalità giuridica ed approvato lo statuto della "Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza", con sede in Piacenza, presso la Cassa di Risparmio (Gazzetta Ufficiale 11 febbraio 1982, numero 41, pagina 1007);
con Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 1984, registrato alla Corte dei Conti il 4 gennaio 1985, registro n.1 Lavori Pubblici, foglio n.9, su proposta del Ministro dei Lavori Pubblici vennero approvate le modificazioni allo Statuto della "Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza" in Piacenza, deliberate dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente in data 26 marzo 1983, di cui all'estratto della Delibera stessa, verbale n. 2 con autentica notarile del 18 aprile 1983, repertorio n. 48262 (Gazzetta Ufficiale 8 febbraio 1985, n. 34, pagina 994);
giusta la previsione statutaria il consiglio della Fondazione in questione era presieduto "di diritto" dal Presidente della Cassa di Risparmio di Piacenza, che ne assumeva la rappresentanza legale, ed era composto da altri quattro consiglieri nominati dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Piacenza, anche tra i propri componenti;
nell'ottobre del 1992, si aveva la fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Piacenza nella Cassa di Risparmio di Parma che subentrava, quindi, in tutti i diritti e gli obblighi della prima;
inspiegabilmente la Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza continuò ad avviso dell'interrogante ad operare come se la fusione di cui sopra non fosse avvenuta, senza quindi la sostituzione del suo presidente pro-tempore con il Presidente della Cassa di Risparmio di Parma e senza che il rinnovo del Consiglio di Amministrazione fosse delegato al Consiglio di Amministrazione della predetta Cassa di Risparmio di Parma;
ancora più singolare ad avviso dell'interrogante appare il fatto che alla Fondazione in questione siano stati erogati, nel quinquennio 1993-1998, contributi nell'ordine di oltre 200 milioni di vecchie lire da parte della Fondazione di Piacenza e Vigevano - istituita il 24 dicembre 1991 e che rappresentava la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano - il cui Presidente era anche Presidente della Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza nel cui Consiglio di Amministrazione sedeva anche il sindaco dal 1994 al 1998 di quella Città;
non è dato sapere a quale tipo di vigilanza sia stata sottoposta la Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza, atteso che, quanto meno dal 1993, nel consiglio di amministrazione della stessa avrebbero dovuto sedere amministratori nominati dal Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Parma. Per contro, invece, il consiglio di amministrazione della Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza, contrariamente alla disposizione statutaria che voleva nominati i componenti il consiglio d'amministrazione ogni tre anni, oramai da anni non risulta rinnovato, sicché lo stesso è composto da membri che operano in regime di prorogatio ai sensi e per gli effetti di quanto disposto dall'articolo 2385 del codice civile;
non è noto se i bilanci della predetta Fondazione siano stati regolarmente approvati dal Consiglio di Amministrazione della stessa;
di quali informazioni disponga il Governo in merito alla vicenda descritta in premessa;
se e quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro dell'Economia e delle Finanze (nell'ambito del potere di vigilanza allo stesso attribuito) e il Ministro dell'Interno (per il tramite della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Piacenza), in ragione di quanto disposto dall'articolo 5 del DPR 361/2000, quanto meno a fronte di quanto esposto nel presente atto di sindacato ispettivo.
(5-04503)
Tommaso FOTI (AN) rinuncia ad illustrare la propria interrogazione.
Il sottosegretario Maria Teresa ARMOSINO risponde all'interrogazione nei termini riportati di seguito.
Con l'interrogazione n. 5-04503 l'onorevole Foti pone quesiti in ordine alla Fondazione per gli interventi sociali della Cassa di Risparmio di Piacenza.
Al riguardo, occorre premettere, sulla base di quanto riferito dal Dipartimento del Tesoro, che la citata Fondazione, non essendo una fondazione bancaria, ma una fondazione di diritto comune, non è sottoposta alla vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze.
Sulla questione è stata, comunque, interessata la Segreteria del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, la quale nel precisare che le fondazioni non sono sottoposte alla vigilanza bancaria, ha provveduto ad interpellare tramite la Banca d'Italia, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, subentrata alla Cassa di Risparmio di Piacenza nel 1993.
La citata «Cassa» ha comunicato che, con delibera dell'8 luglio 2005, il Consiglio di Amministrazione ha nominato i nuovi Consiglieri della Fondazione con l'esclusivo mandato di procedere allo scioglimento e alla conseguente liquidazione dell'Ente. Conseguentemente, il 21 luglio 2005 il Consiglio ha deliberato lo scioglimento dell'Ente e la conseguente liquidazione.
L'istanza di scioglimento e la conseguente liquidazione, presentata ai sensi dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 2000 e dell'articolo 11 della d.a. al C.C., è stata accolta dal Prefetto di Piacenza, il quale, con provvedimento in data 22 agosto 2005, ha dichiarato l'estinzione dell'Ente in oggetto, dandone comunicazione al Presidente del Tribunale di Piacenza per la nomina del liquidatore, deciso con pronuncia del 19 settembre successivo.
Attualmente, sono in corso gli adempimenti finalizzati alla liquidazione, le cui formalità dovrebbero esaurirsi entro il corrente anno.
Si soggiunge che la Prefettura di Piacenza, interessata dal Ministero dell'interno, ha comunicato che dagli atti contenuti nel fascicolo risulta che la personalità giuridica dell'ente in questione è stata riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica 18 febbraio 1981, registrato alla Corte dei conti il 6 dicembre 1982, su proposta del Ministro dei lavori pubblici.
Gli atti inerenti la costituzione dell'ente e lo statuto, nonché il riconoscimento, giuridico, l'accettazione di carica del Presidente e dei componenti il Consiglio di Amministrazione sono stati depositati presso il Tribunale in data 6 dicembre 1992.
Inoltre, in data 21 febbraio 1985 l'Ente ha depositato al Tribunale la comunicazione della Prefettura di Piacenza di approvazione, da parte del Ministero dei lavori pubblici, delle modifiche statutarie deliberate dal Consiglio di Amministrazione del 26 marzo 1983 ed approvate con decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 1984.
In data 11 agosto 1987 è stato depositato in Tribunale il verbale del Consiglio di Amministrazione del 30 marzo 1987, dal quale risultava la composizione del Consiglio stesso. Dagli atti depositati al Tribunale in data 11 giugno 1990, risulta che i membri del Consiglio di Amministrazione, nominati con verbale di Consiglio del 19 aprile 1990, sono stati tutti riconfermati.
Dopo il passaggio delle competenze dal Tribunale alla Prefettura, non sono stati depositati presso la Prefettura di Piacenza altri atti inerenti i rinnovi delle cariche sociali. Pertanto, la Fondazione ha conservato il numero di iscrizione nel registro del Tribunale e non è stato attribuito un numero di iscrizione nuovo nel registro prefettizio, atteso che non vi erano modificazioni da registrare.
Tommaso FOTI (AN) in sede di replica si dichiara soddisfatto della risposta del Governo.
