Data: 29/06/2010
Numero: 5-03141
Soggetto: Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Data Risposta:
01/07/2010
Per sapere - premesso che:
nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 2010, si è verificato il grave disastro ambientale provocato dallo sversamento nel fiume Lambro di alcune migliaia di tonnellate di idrocarburi provenienti dalla raffineria Lombardi Petroli di Villasanta;
sin dalla scoperta dell'evento, la prefettura di Milano e la protezione civile della regione Lombardia hanno organizzato interventi finalizzati al contenimento delle sostanze inquinanti e alla loro rimozione dal fiume Lambro;
per far fronte all'emergenza ambientale causata dallo sversamento che ha interessato dopo il Lambro anche il Po, è stato quindi attivato un coordinamento tra le regioni interessate, anche attraverso le rispettive Agenzie regionali per la protezione ambientale, per monitorare lo stato di qualità delle acque e per definire una mappatura dei siti e degli habitat interessati dall'inquinamento, mentre il Dipartimento di protezione civile ha provveduto all'attuazione degli interventi urgenti necessari a favorire il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni ed alla bonifica delle aree interessate dall'inquinamento;
in data 1o marzo 2010, il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per lo sversamento di materiale inquinante nel fiume Lambro, con conseguente interessamento dell'asta principale del fiume Po;
l'ordinanza n. 3882, firmata dal Presidente del Consiglio dei ministri il 18 giugno 2010 - non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale ma consultabile sul sito internet del Dipartimento della protezione civile -, dispone lo stanziamento di 3 milioni di euro per assicurare alle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto il rimborso delle spese sostenute per fronteggiare l'emergenza ambientale;
in particolare, dei 3 milioni di euro stanziati con la citata ordinanza n. 3882, 1 milione di euro è stato attribuito alla regione Lombardia, 1,5 milioni di euro alla regione Emilia-Romagna e 500 mila euro alla regione Veneto -:
quali iniziative e provvedimenti si intendano intraprendere per assicurare il trasferimento urgente delle risorse stanziate con la citata ordinanza di protezione civile n. 3882;
quali risorse aggiuntive si intendano stanziare e in quali tempi per assicurare, da un lato, l'integrale rimborso delle eventuali e ulteriori spese sostenute dalle regioni coinvolte, nonché, dall'altro lato, per realizzare gli ineludibili interventi di bonifica dei siti inquinati e di ripristino e tutela del delicato ecosistema colpito dall'emergenza ambientale in questione.
(5-03141)
Il sottosegretario Guido BERTOLASO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
In relazione alla richiesta di elementi di risposta agli atti di sindacato ispettivo: n. 5-03141 dell'onorevole Foti e 5-03143 dell'Onorevole Bratti, concernenti lo sversamento di idrocarburi nei fiumi Lambro e Po, rappresento quanto segue.
Occorre premettere che, in questa sede, mi limiterò a rispondere ai quesiti specifici posti dagli interroganti, in quanto rammento che in data 4 marzo 2010 ho già fornito una informativa dettagliata sull'evoluzione dell'evento e sui relativi interventi disposti a ridosso del manifestarsi dello svernamento in questione, nell'Assemblea del Senato della Repubblica, il cui contenuto allego in copia (All. 1).
Come noto, infatti, in data 23 febbraio 2010 si è verificato uno sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro dai serbatoi della raffineria Lombarda Petroli, situata a Villasanta (Monza-Brianza), che ha interessato anche l'asta principale del fiume Po. In ragione di ciò, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o marzo 2010 è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 28 febbraio 2011.
Tale provvedimento, data la situazione di eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari determinata dallo sversamento di materiale inquinante che avrebbe potuto causare gravi danni alla salute delle persone, è stato preceduto, dalla dichiarazione dell'eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a causa dello sversamento di materiale inquinante nel fiume Lambro con conseguente interessamento dell'asta principale del fiume Po, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto legge 4 novembre 2002, n. 245, convertito con modificazioni dall'articolo 1 della legge 27 dicembre 2002, n. 286, emanato in data 25 febbraio 2010. Tale disposizione infatti prevede che in caso di eccezionali situazioni emergenziali, il Presidente del Consiglio dei ministri, prima della dichiarazione dello stato di emergenza, su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, sentito il Presidente della regione interessata, disponga il coinvolgimento delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile per fronteggiare gli eventi.
Il provvedimento in questione è stato adottato anche in considerazione del fatto che tale sversamento ha gravemente danneggiato l'ecosistema fluviale del Lambro e del Po, con possibili gravi ripercussioni per la flora e la fauna del Parco regionale della Valle del Lambro, del Parco di Monza nonché per il più ampio ecosistema del delta del Po. Tanto è vero che il Prefetto di Piacenza ha espresso preoccupazione in merito alla situazione di contaminazione del proprio territorio a seguito dell'evento in rassegna che ha interessamento anche l'asta principale del fiume Po.
Nei giorni immediatamente successivi il Dipartimento della protezione civile, in collaborazione con le Direzioni regionali di protezione civile, ha predisposto una bozza di ordinanza di protezione civile che prevedeva, tra l'altro, il rimborso delle spese sostenute dalle Amministrazioni regionali nella fase di prima emergenza.
Era stato, altresì, previsto che il Commissario delegato avrebbe effettuato, d'intesa con il Ministero dell'ambiente, la pianificazione degli interventi di bonifica del territorio interessato con l'indicazione delle occorrenti risorse finanziarie.
Per la realizzazione dei predetti interventi era stata stanziata la somma di 12 milioni di euro a valere sul Fondo di protezione civile che sarebbe stato, successivamente, integrato dal Ministero dell'economia e delle finanze.
Tuttavia con nota del 24 marzo 2010 il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze ha espresso parere contrario alla predetta previsione sostenendo che il Fondo di protezione civile non opera in via di anticipazione e non può essere, dunque, prevista dall'ordinanza la successiva reintegrazione da parte del Ministero dell'economia.
Giova segnalare, in proposito, che a fronte del predetto diniego formulato dal Ministero dell'economia e, posto che il Dipartimento della protezione civile era sprovvisto delle risorse finanziarie necessarie per far fronte alla integrale copertura degli oneri derivanti dai sopra citati interventi, nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3882 del 18 giugno 2010, attualmente in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stata inserita una disposizione con cui si provvede al parziale rimborso, pari a complessivi 3 milioni di euro, delle spese sostenute da codeste Amministrazioni regionali nella fase di prima emergenza.
Ciò detto, in merito a quanto rappresentato dal Prefetto di Piacenza, secondo cui con il sopraggiungere della stagione estiva si renderebbe necessario l'utilizzo dell'acqua del Po per fini di irrigazione e di pesca per cui sarebbe oltremodo opportuno procedere, nell'immediato, alle attività di monitoraggio delle sponde e dei manufatti siti lungo l'asta del fiume, questo Dipartimento con nota del 23 giugno 2010, ha invitato le Amministrazioni regionali coinvolte a porre in essere le attività di monitoraggio richiamate.
Per quanto attiene, invece, alle attività di bonifica dei corsi d'acqua interessati dal predetto evento, stante l'attuale indisponibilità del Fondo di protezione civile circa le risorse da destinare per tale emergenza, questo Dipartimento, nel rappresentare la piena disponibilità a predisporre un'ulteriore ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri con la quale consentire l'avvio delle iniziative di bonifica delle sponde e dei manufatti siti lungo l'asta dei fiumi Lambro e Po, con la medesima nota, ha invitato le Amministrazioni interessate a voler valutare l'opportunità di reperire risorse finanziarie da destinare alla realizzazione delle iniziative in questione.
Angelo ALESSANDRI (LNP), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, precisa che appare evidente come l'ordinanza di protezione civile in fase di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale non soddisfi di per sé le richieste degli enti locali, non solo con riguardo alle spese sostenute per la pronta emergenza, ma soprattutto per quanto riguarda l'indispensabile attivazione della fase di bonifica. Ritiene sotto questo profilo che, al di là di quanto altri enti (a partire dalle Regioni interessate) potranno stanziare, rimane urgente uno stanziamento da parte del Governo, essendo la situazione in alcune zone molto problematica, in particolare in provincia di Piacenza, laddove lo sversamento è stato quasi del tutto fermato in ragione dello sbarramento di Isola Serafini.
