Camera

Inps ed invalidita' civili; occorrono iter piu' snelli e tutelanti per gli interessati

Data: 17/05/2021
Numero: 5-06012 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

il comma 6-bis dell'articolo 25 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, inserito dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114, stabilisce che « nelle more dell'effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura » e che « la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell'Istituto nazionale della previdenza sociale »; 

con messaggio, n. 1835 del 6 maggio 2021, l'Inps ha, a giudizio degli interroganti arbitrariamente, interpretato il comma 6-bis dell'articolo 25 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, inserito dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114, prevedendo che, nel caso di invito per le visite dov'è prevista la revisione, « a prescindere dall'esito della comunicazione postale, l'assenza determinerà in ogni caso la sospensione cautelativa della prestazione economica »; 

in Italia nell'anno 2020 si sono registrate 3.338.162 persone con invalidità con percentuale tale da determinare un sostegno mensile di natura economica da parte dell'Inps o dell'Inail, quindi circa 188 mila unità in più rispetto a quelle dichiarate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza; in Italia sono circa 7,5 milioni le persone con forme di disabilità o non autosufficienza media o grave calcolata dalla soglia minima del 34 al 100 per cento (dati Inps, Inail, province autonome con gestione non in convenzione); 

gli attuali sistemi organizzativi (fase sanitaria in convenzione con Inps o in gestione da parte delle regioni) per il riconoscimento delle prestazioni d'invalidità civile non sono in grado di far fronte, in tempi congrui, al flusso delle domande, generando così un consistente arretrato; 

al 2020 le persone in attesa di visita erano 1.819.028, di cui 827.184 (45,47 per cento) di competenza Inps e 991.844 (54,53 per cento) di competenza delle regioni. L'arretrato delle pratiche non è imputabile solo alla emergenza sanitaria, ma si evidenzia la necessità di un efficientamento delle procedure di accertamento e revisione delle invalidità civili; 

gli effetti del messaggio n. 1835 del 6 maggio 2021, che in caso di assenza a visita di revisione del chiamato, produrranno, a prescindere dall'esito della comunicazione postale, una sospensione da parte dell'Inps della prestazione economica, rischiano di aumentare il contenzioso tra l'Istituto e gli assistiti con inevitabile aggravio dei costi legali a carico dell'Inps stessa; l'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) ha espresso, con un comunicato alla stampa, forte e decisa contrarietà alla nuova procedura introdotta dall'Inps; 

a giudizio degli interroganti, è indispensabile che prima di adottare qualsiasi provvedimento formale di sospensione e di compressione del diritto, l'Inps convochi gli interessati con raccomandata con avviso di ricevimento e acquisisca la prova del puntuale recapito dell'invito, o dello spirare del termine dell'eventuale compiuta giacenza, o delle ragioni del mancato recapito da parte del servizio postale, o della mancanza di idonea giustificazione dell'assenza da parte del chiamato a visita –: 

se il Ministro interrogato ritenga di adottare le iniziative di competenza, con la massima urgenza, per la revoca o la modifica del messaggio n. 1835 dell'Inps, facendo sì che quest'ultimo avvii un confronto continuativo con le Associazioni nazionali maggiormente rappresentative e territorialmente diffuse per la tutela delle persone con disabilità, in ottemperanza al disposto dell'articolo 4, comma 3, della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità ratificata con la legge 3 marzo 2009, n 18.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari Foti e De Toma.

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TommasoFoti
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