Numero: 3-00879 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Data Risposta: 17/07/2019
Per sapere – premesso che:
la società Atlantia, holding di partecipazioni nel settore delle infrastrutture, delle reti dei trasporti e delle comunicazioni, controlla interamente Autostrade per l'Italia, concessionaria, tra le altre, della tratta autostradale Genova-Ventimiglia dove quasi esattamente un anno fa il crollo del Ponte Morandi ha causato 43 vittime, centinaia di sfollati e milioni di euro di danni;
subito dopo il crollo del Viadotto Polcevera numerosi esponenti del Governo annunciarono a gran voce la revoca della concessione alla società e che nei confronti della stessa sarebbe stata avanzata una richiesta di risarcimento per tutti i danni conseguenti al crollo;
in particolare, il Presidente del Consiglio dei ministri, il giorno dopo il crollo, disse « avvieremo la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade », perché « non c'è dubbio che ad Autostrade toccassero onere e vincolo di manutenzione del viadotto », come anche il Vice Presidente del Consiglio dei ministri Di Maio che dichiarò alla stampa, riferendosi ad Atlantia, « si dimettano, non hanno fatto manutenzione », mentre il Ministro interrogato affermò che « chi fa cadere un ponte con 43 morti non sa gestire un bene pubblico »;
appena pochi giorni fa la commissione indipendente istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per pronunciarsi sull'eventuale revoca delle concessioni ad Atlantia, nelle sue conclusioni ha rilevato che « il crollo lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale »;
è notizia delle ultime ore che Atlantia sarà la terza società, oltre a Delta airlines e Ferrovie dello Stato italiane, ad affiancare il Ministero dell'economia e delle finanze nell'operazione di salvataggio di Alitalia, per la quale serve circa un altro miliardo di euro;
suscita perplessità negli interroganti il fatto che la stessa società – Atlantia – ritenuta dal Governo incapace di gestire il bene pubblico e responsabile di un disastro gravissimo in termini di vite e anche in termini economici, sia all'improvviso ritenuta adatta per gestire la ex compagnia aerea di bandiera –:
quali siano i contenuti della trattativa che ha sostenuto l'ingresso di Atlantia nel salvataggio di Alitalia e sulla base di quali motivazioni il Governo abbia cambiato così repentinamente opinione sulla società in questione.
Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.
DIBATTITO IN ASSEMBLEA
PRESIDENTE. Il deputato Alessio Butti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00879 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.
ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Ministro Toninelli, Atlantia, che è una holding, controlla interamente società Autostrade, alla quale peraltro state cercando senza grandi successi di revocare anche la concessione dopo il tragico crollo del ponte di Genova che costò 43 vittime. E lei, proprio in quell'occasione, riferendosi ad Atlantia, dichiarò testualmente: "Chi fa cadere un ponte con 43 morti non sa e non può gestire un bene pubblico". Le do una notizia: Atlantia entra in Alitalia e farà volare milioni di persone in un servizio pubblico. E visto che andate in coppia, anche il Ministro Di Maio, creando peraltro scossoni anche in Borsa, ha dichiarato: "Atlantia è decotta", ma era un lapsus, ai quali peraltro siamo abituati, voleva dire Atlantia decolla, e lo fa con Alitalia, che sta mettendo a repentaglio il lavoro di centinaia di persone, che ha già drenato miliardi di euro degli italiani e che, soprattutto, versa in pessime condizioni. La domanda è molto semplice: come è possibile cambiare idea così repentinamente rispetto ad una società che, fino a qualche mese fa, secondo lei e secondo il Ministro Di Maio, non sapeva gestire un bene pubblico (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, ha facoltà di rispondere.
DANILO TONINELLI, Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. La ringrazio, Presidente e ringrazio anche i colleghi interroganti. Ovviamente, riprendo da quanto affermato da un'interrogazione medesima fatta dal Partito Democratico e da quanto appena detto su Alitalia sulla scelta di Atlantia da parte di Ferrovie dello Stato e aggiungo che l'operazione in atto ha il preciso scopo di rilanciare il vettore nazionale. Negli scorsi mesi, con diverse comunicazioni indirizzate a Ferrovie dello Stato, l'ultima in data 23 aprile 2019, Delta ha confermato la propria disponibilità non vincolante a partecipare all'operazione in qualità di azionista di minoranza al fianco di FS, con un investimento di massimo 100 milioni di euro. Poi, a seguito di contatti con possibili partner istituzionali e industriali, Ferrovie dello Stato ha ricevuto conferme di interesse da parte di Toto holding, Atlantia, Claudio Lotito e German Efromovich. Esaminate tali manifestazioni d'interesse, il Consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, lo scorso 15 luglio, ha dunque deliberato di avviare negoziazioni congiunte ai fini dell'eventuale offerta definitiva con Delta e Atlantia, sottoponendo quindi i termini dell'operazione al MEF. Dopo la lunga storia di Alitalia, cominciata con il commissariamento del 2017, inizia una nuova fase per la nostra compagnia di bandiera, ma voglio sia chiaro che non abbiamo cambiato linea su Alitalia. Neghiamo ancora una volta con forza qualsiasi ipotesi di baratto con le sorti delle concessioni autostradali. Infatti, il percorso amministrativo, che potrà portare anche alla revoca della convenzione ad Autostrade, i cui presupposti ricorrono chiaramente nella relazione giuridica recentemente acquisita dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, non confligge con l'intervento di Atlantia, che, peraltro, ha già concessioni aeroportuali - e lei lo sa perfettamente – e, quindi, svolge un'attività completamente coerente con Alitalia. Assicuro che la scelta di Atlantia e la revoca delle concessioni autostradali, sulla quale andiamo avanti senza fare alcun passo indietro, sono due strade totalmente separate che non si incontreranno mai. Quelle di Ferrovie dello Stato sono scelte basate su logiche di mercato, sulle quali il Ministero non può entrare, ma che certamente monitoreremo in futuro con molta attenzione e indipendentemente dal dossier Aspi.
PRESIDENTE. Il deputato Tommaso Foti ha facoltà di replicare.
TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, noi ringraziamo il Ministro perché per l'ennesima volta ha tentato di spiegarci quello che sapevamo, e cioè che Autostrade e la rete aeroportuale sono due cose diverse. Peccato che il soggetto è il medesimo: si chiama Atlantia. È il soggetto a cui voi avete fatto un processo a vittime neppure riconosciute ancora. Questo è capitato a Genova. Non si vanno a fare le passerelle elettorali con le vittime non ancora riconosciute e poi, con quella stessa società che voi avete ritenuto colpevole, la notte ci fate le società, perché questo sta capitando. E lei, signor Ministro, lo sa perfettamente, perché è un anno che la attendiamo, dopo quel mese di agosto quando si fece una riunione delle Commissioni appositamente dedicate alla vicenda di Genova, è un anno che l'attendiamo in Commissione lavori pubblici per sapere che cosa volete fare della concessione con Autostrade per l'Italia! Le dirò di più: non ha ancora risposto neanche questa volta all'avviso di convocazione. Non c'è solo quello che dice la sinistra, cioè Salvini, c'è lei che non viene a rispondere su queste cose che sono cose che interessano al Paese, all'opinione pubblica e, me lo si consenta di dire, anche e soprattutto ai parenti delle vittime. Noi non ci stiamo a questo gioco delle due strade: o Atlantia era una società affidabile allora, e lo è oggi, o se non lo era allora, non lo può essere oggi. Evidentemente, siete stati folgorati sulla via di Atlantia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
