Camera

Lotta alla poverta' e reddito di cittadinanza; quali passi concreti ha fatto il Governo?

Data: 26/06/2018
Numero: 3-00037 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Data Risposta: 27/06/2018

Per sapere – premesso che: 

i recenti dati Istat rilevano un aumento della povertà assoluta, con un'incidenza del 6,9 per cento per le famiglie (era 6,3 per cento nel 2016) e dell'8,4 per cento per gli individui (da 7,9 per cento). Entrambi i valori sono i più alti della serie storica; 

si tratta di oltre 5 milioni di persone che vivono in situazione di indigenza in Italia ed è il valore più alto registrato dall'Istat dall'inizio delle serie storiche, nel 2005; 

è in aumento anche la povertà relativa, categoria in cui rientra chi vive nelle famiglie (3 milioni 171 mila) che hanno una spesa al di sotto della soglia di 1.085 euro e 22 centesimi al mese per due persone: una condizione che riguarda 1 italiano su 6; 

drammatica, in particolare, è la situazione al Sud, dove 1 abitante su 10 vive in indigenza, e tra i minori: sono 1,2 milioni i bambini e ragazzi in povertà; 

tra i punti qualificanti del « contratto di Governo » è previsto lo stanziamento di 17 miliardi di euro annui per il reddito di cittadinanza, che prevede la corresponsione di una cifra variabile fino a 780 euro al mese affinché ogni cittadino possa godere di almeno tale somma come reddito mensile; 

il Ministro interrogato, anche recentemente, a margine dell'assemblea di Confartigianato, ha dichiarato che il reddito di cittadinanza e la lotta alla povertà saranno le priorità del nuovo Governo; 

è stata anche annunciata un'accelerazione per attuare la citata misura entro il 2018 utilizzando i fondi dell'Unione europea; 

non si comprende come sarà attuata la riforma senza che la stessa si trasformi in una proposta assistenzialista senza controlli –: 

a che punto sia la prevista introduzione del reddito di cittadinanza e se non intenda renderlo operativo a breve.

Interrogazione co-firmata dai deputati: RAMPELLI, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, DEIDDA, LUCA DE CARLO, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LOLLOBRIGIDA, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

(Tempi e modalità di introduzione del reddito di cittadinanza – n. 3-00037)

PRESIDENTE. Il deputato Mauro Rotelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione Rampelli ed altri n. 3-00037, di cui è cofirmatario, per un minuto. 

MAURO ROTELLI (FDI). Grazie, Presidente. Ministro, ci ripetiamo, ci ripetiamo inevitabilmente, perché tra i punti qualificanti del vostro contratto, ci sono questi 17 miliardi di euro annui per il reddito di cittadinanza.

Lei, ultimamente, negli ultimi giorni, nelle ultime ore, è andato a un appuntamento di Confartigianato nel quale ha ribadito, come ha fatto poco fa, che vuole fare questa attività, la vuole mettere in piedi da subito e vuole portarla fino in fondo. È un progetto che, naturalmente, ci lascia sgomenti e ci lascia anche con molti interrogativi. Su alcuni, lei prova a sincerarci, ma rispetto a questo le vorremmo chiedere in maniera chiara: a che punto è la previsione, fino a che punto lei pensa di poterla concludere e portare in porto, quest'anno? L'ha messa nel cassetto? Pensa di poter fare in modo che tutto questo si realizzi nel più breve tempo possibile oppure no (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? 

PRESIDENTE. Il Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio, ha facoltà di rispondere. 

LUIGI DI MAIO, Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali. Guardi, è l'obiettivo principale di un Ministro del lavoro e delle politiche sociali che, in questo Governo, con questo contratto di governo, si è prefissato l'obiettivo di reinserire lavorativamente le persone. Perché questo strumento, che tra l'altro potenzieremo, quello dei centri per l'impiego, lo potenzieremo insieme al Ministro del lavoro tedesco che mi ha dato la sua disponibilità a trasferirci il know how sui centri per l'impiego. I centri per l'impiego - senza uno strumento di sostegno al reddito che ti consente, mentre ti stai formando, di avere un reddito per sfamare i tuoi figli - oggi, diventano degli strumenti sordi che non consentono alle persone di avere il tempo di riqualificarsi e di reinserirsi. Io accetto le preoccupazioni sulla natura assistenzialista, ma allo stesso tempo le chiarisco che questa non è una misura assistenzialista, sono altre le misure assistenzialiste, quelle che ci sono state in tutti questi anni e che hanno dato soldi alle persone per starsene sul divano. Noi non vogliamo far stare le persone sul divano, mente prendono il reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). Concludo, Presidente, aggiungendo un concetto importante; sono stato in Lussemburgo al Consiglio europeo dei Ministri del lavoro e tutti quanti sono consapevoli, anche gli Stati che hanno i livelli di occupazione più alti, che il mondo del lavoro nei prossimi 5 o 6 anni subirà uno shock per le nuove tecnologie e si trasformeranno tanti lavori e quando qualcuno, purtroppo, dei vecchi lavoratori perderà quel lavoro dovrà essere riqualificato e reinserito nel nuovo mondo delle professioni. E questo strumento di transizione si chiama, sì, reddito di cittadinanza, ma negli altri Paesi si chiama flexsecurity che consente di essere riqualificati quando si esce dal mondo del lavoro e di essere reinseriti. Noi ce la metteremo tutta e mi pare che i cittadini del Sud ci abbiano dato oltre il 50 per cento di consenso per realizzarlo (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). 

PRESIDENTE. L'onorevole Mauro Rotelli ha facoltà di replicare. 

MAURO ROTELLI (FDI). Come vi hanno dato questo 50 per cento di consenso, ve lo toglieranno a breve se non riuscite, Ministro, a fare quello che dite, nei tempi che (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)… io non ho sentito rispondere. Le dico sinceramente che pensare di poter non tenere le persone sul divano va assolutamente bene, ma pensare che otto ore a settimana siano un impegno, vuol dire tenere sempre le persone sul divano, né più, né meno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Le dirò di più, 780 euro al mese sono un mensile che chi lavora 21 giorni in un mese, spesso e volentieri, in questo momento, non ha, in Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e, quindi, non si riesce a capire per quale motivo una partita IVA, anche con il regime dei minimi, dovrebbe continuare a lavorare in quelle condizioni, invece, di preferire un'attività o una proposta come questa che lei vuole portare in porto. Io da questo punto di vista, le ribadisco l'assoluta non soltanto contrarietà, ma anche molto scetticismo. Lei ha sottolineato il fatto che non è una forma assistenzialista, ma la nostra paura è esattamente questa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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