Numero: 5-04013
Soggetto: Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
Data Risposta: 22/02/2005
Per sapere - premesso che:
la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, come disciplinata dal decreto-legge n. 314 del 2003, convertito, con modificazioni, nella legge n. 368 del 2003, deve essere attuata, in base alla legislazione vigente, anche attraverso misure di compensazione territoriale stabilite, fino al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare (articolo 4, commi 1 e 1-bis, del citato decreto-legge n. 314);
in particolare, l'articolo 4, comma 1-bis, del decreto-legge n. 314 del 2003 dispone la concessione di un contributo «compensativo» ai territori interessati;
l'attuazione della citata disposizione, che risponde all'esigenza di compensare i territori interessati per l'onere della presenza di rifiuti nucleari e scorie radioattive, dovrebbe essere fortemente perseguita dai Ministeri competenti e, soprattutto, dal soggetto incaricato di gestire la complessa vicenda della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ossia la SOGIN SpA;
risulta tuttavia agli interroganti che - avendo l'articolo 1, comma 298, della legge finanziaria per il 2005 (legge n. 311 del 2004), previsto una significativa decurtazione del contributo «compensativo» - i soggetti competenti alla gestione delle scorie nucleari (e, in particolare, la SOGIN SpA) abbiano manifestato, in via informale, l'impossibilità di garantire l'utilizzo del fondo «compensativo» a disposizione dei territori;
non appare credibile che la SOGIN SpA, con l'ingente capitale di cui dispone in base alle norme vigenti (derivante dall'applicazione di un'aliquota della componente della tariffa elettrica), non sia in grado di garantire l'erogazione dei contributi e, più in generale, il finanziamento dell'attività di gestione, smaltimento e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi -:
se intenda provvedere all'adozione di ogni possibile misura di propria competenza, al fine di garantire continuità all'attività di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e delle scorie nucleari sul territorio nazionale.(5-04013)
Tommaso FOTI (AN) illustra l'interrogazione in titolo, rilevando che la sua finalità principale consiste nel chiarire le ragioni della mancata attuazione dell'articolo 4, commi 1 e 1-bis, del decreto-legge n. 314 del 2003, anche alla luce degli elementi forniti dal Governo in risposta all'interrogazione presentata dal deputato Stradella. In particolare, ritiene opportuno chiarire la questione della concreta distribuzione dei contributi compensativi agli enti locali nelle misure indicate in precedenza, anche a seguito della decurtazione operata con la legge finanziaria per il 2005. Al riguardo ritiene che, anche al fine di rispettare lo spirito della norma, si potrebbe stabilire una priorità a favore dei comuni che ospitano sul proprio territorio centrali e impianti nucleari, rispetto alle amministrazioni, generalmente quelle provinciali, che subiscono solo indirettamente gli effetti di tale presenza.
Ritiene, inoltre, che restino da chiarire i compiti e i limiti posti alla SOGIN, premesso che l'articolo 4 del decreto-legge n. 314 non ha attribuito a tale soggetto specifiche funzioni in materia di compensazioni territoriali. In tal senso, dalla risposta fornita in precedenza dal sottosegretario Tortoli sembrerebbe che parte delle risorse derivanti dai contributi compensativi sarà finalizzata anche al completamento delle attività di messa in sicurezza e di smantellamento delle centrali. Poiché, tuttavia, tali compiti rientrano tra le competenze istituzionali della SOGIN, che già gode di cospicui finanziamenti per porre in essere la propria attività, non si comprende in base a quale ragione il Governo intenda utilizzare i contributi compensativi, non solo a beneficio di misure in favore dei territori interessati, ma anche per finanziare interventi di smantellamento dei siti nucleari. A tale circostanza, si aggiunge il fatto che la SOGIN contribuisce, con proprie autonome iniziative sul territorio, a creare allarme in ordine ad una presunta mancanza di risorse necessarie a portare a compimento la stessa attività di decommissioning. Occorre, dunque, fare chiarezza e distinguere tra la questione della suddivisione dei contributi compensativi, destinati agli enti locali, e quella relativa alle ordinarie risorse spettanti alla SOGIN per l'adempimento dei propri compiti d'istituto.
Il sottosegretario Roberto TORTOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
L'interrogazione a risposta immediata degli onorevoli Foti e Ghiglia riguarda anch'essa l'attuazione delle disposizioni previste dalla legislazione per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, con riferimento alle misure di compensazione territoriale stabilite, fino al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti a ciclo del combustibile nucleare.
Ciò premesso, si sottolinea che da una parte la necessità e l'urgenza di gestire nella massima sicurezza gli esiti del nucleare, in particolare la sistemazione del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, dall'altra il verificarsi dei noti atti terroristici che hanno sconvolto la scena internazionale, hanno come conseguenza logica oltre che opportuna quella di inquadrare anche le misure economiche previste dall'articolo 4 della legge 368 nell'ottica della necessità ed urgenza delle attività per la messa in sicurezza e smantellamento degli impianti dismessi e per lo stoccaggio dei rifiuti pregressi nonché dei rifiuti che verranno prodotti.
In sostanza, dette misure devono essere considerate compensative dei disagi derivanti dalla effettiva esecuzione delle suddette attività e non per il mantenimento degli impianti dismessi e dei relativi rifiuti nelle condizioni in cui si trovano oggi, con il solo scopo di rendere più urgente la disponibilità di un sito diverso per la collocazione temporanea o definitiva dei rifiuti radioattivi.
Per ciò che concerne l'utilizzazione delle misuro economiche compensative messe a disposizione dalla legge, per promuovere e non per bloccare le attività di messa in sicurezza definitiva degli impianti nucleari dismessi e dei relativi rifiuti radioattivi, ho avuto modo di illustrare i criteri di ripartizione in risposta all'interrogazione degli onorevoli Stradella e Lupi.
Si sottolinea che non vi è collegamento tra le misure di compensazione territoriale, che non sono, come già ho avuto modo di segnalare di competenza della SOGIN, e il prosieguo delle attività di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e di smantellamento degli impianti nucleari svolti dalla SOGIN medesima.
La decurtazione, prevista dalla legge finanziaria per il 2005, colpisce soltanto il contributo compensativo e non le attività di competenza della SOGIN e dei fondi dei quali dispone grazie alle entrate derivanti dall'applicazione dell'aliquota sulla tariffa elettrica.
Tommaso FOTI (AN), replicando, si dichiara insoddisfatto dalla risposta del Governo, che sembra essere stata redatta dagli Uffici del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio in modo burocratico e, soprattutto, senza i dovuti approfondimenti sui contenuti delle norme. La risposta, infatti, pur rimarcando una generica differenza tra le competenze della SOGIN e i contributi compensativi destinati agli enti locali, genera comunque confusione sulla materia, effettuando sovrapposizioni tra risorse della SOGIN e contributi in favore degli enti locali, che, sulla base del dettato normativo, non avrebbero ragione di esistere. A questo punto, occorre che si dichiari in modo chiaro se si intende proseguire nell'erogazione dei contributi compensativi; in caso contrario, sarebbe più coerente procedere all'abrogazione della relativa norma, evitando di utilizzarla per finalità diverse da quelle per cui è stata definita dal legislatore.
Il problema oggetto dell'interrogazione, a suo giudizio, investe un profilo di natura tecnica, in quanto la decurtazione del contributo compensativo operata dalla legge finanziaria per il 2005 avrebbe dovuto comportare una pari riduzione dell'accantonamento derivante dall'applicazione della prevista aliquota sulla tariffa elettrica. La risposta del Governo descrive, invece, una situazione da cui risultano, non soltanto la riduzione del contributo, la permanenza dell'aliquota sulla tariffa elettrica e la mancata redistribuzione a favore dei destinatari previsti dalla norma, ma anche una inappropriata destinazione di parte delle cosiddette «misure compensative» in favore di attività, quali il completamento delle attività di messa in sicurezza e di smantellamento delle installazioni nucleari, che dovrebbero essere svolte dalla SOGIN con le proprie risorse ordinarie.
