Data: 07/02/2007
Numero: 1-00091
Soggetto: Al Governo
Data Risposta:
-
La Camera,
premesso che:
il Piano Energetico Nazionale adottato dal Governo nell'agosto 1988 ha definitivamente deciso in ordine al processo di chiusura degli impianti nucleari in Italia;
allo stesso tempo, con la mozione n. 1-00383 Bianchini, discussa nella X legislatura e approvata nella seduta del 12 aprile 1990, la Camera dei deputati ha confortato tale decisione con un preciso impegno al Governo, nel senso di prevedere la definitiva conclusione del «ciclo del nucleare» in Italia, avviando, in particolare, i piani di decommissioning delle centrali elettronucleari di Trino Vercellese e di Caorso;
la scelta adottata a quel tempo da Governo e Parlamento era, peraltro, frutto di una scelta, di natura fortemente emotiva, dettata dall'esito del referendum del 1987, promosso a seguito dei drammatici eventi di Chernobyl;
la realtà dei fatti che si sono succeduti dopo gli inizi degli anni '90 ha dimostrato, in modo inequivocabile, che numerosi problemi si sono aperti nell'attuazione pratica degli impegni derivanti dal referendum del 1987 e che la scelta di gran parte del mondo politico di procedere con i piani di smantellamento delle centrali, oltre a creare notevoli problemi in termini di gestione dei rifiuti radioattivi e di messa in sicurezza degli impianti da dismettere, ha anche evidenziato una drastica riduzione della capacità energetica del Paese, ormai sempre più dipendente dall'estero per quanto concerne le fonti di approvvigionamento e di produzione energetica;
basti pensare, al riguardo, alla dipendenza energetica dell'Italia dalla Francia, che - con impianti nucleari localizzati praticamente ai confini italiani - fornisce al nostro Paese energia nucleare pari all'incirca al 10 per cento del fabbisogno nazionale;
analogamente, non vanno trascurati i problemi derivanti dal forte condizionamento che i Paesi produttori di petrolio e di gas naturale possono esercitare, in termini economici e geo-politici, sull'Italia, la quale - non avendo creato valide alternative all'energia nucleare - si trova in costante deficit per quanto concerne i propri fabbisogni energetici;
occorre, pertanto, avviare una seria riflessione sulle scelte adottate tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90, evitando - peraltro - di considerare la scelta referendaria del 1987 come un vincolo insormontabile, attesa anche la possibilità di rideterminare, alla luce dell'evoluzione delle società contemporanee, una politica energetica nazionale che ponga l'Italia nelle condizioni di competere ancora sui mercati delle fonti di energia;
la stessa mozione n. 1-00383 Bianchini, citata in precedenza, invitava il Governo a mantenere l'impegno per la ricerca «nel campo dei reattori nucleari intrinsecamente sicuri nonché nella fusione nucleare»;
sono, dunque, numerosi i motivi che giustificherebbero una riapertura del confronto sui temi dell'energia nucleare per usi civili,
impegna il Governo:
a) ad intraprendere una decisa politica di ripresa degli studi tecnici finalizzati a verificare - in termini di prospettive energetiche, di costi e di rilancio economico - la possibile realizzazione di nuove centrali elettronucleari ad usi civili sul territorio nazionale;
b) a potenziare fortemente, nel frattempo, la ricerca scientifica - anche in collaborazione con organismi comunitari e internazionali - nel settore del nucleare, considerato che essa non risulta esclusa dalle norme vigenti ed è, allo stato, legittimamente svolta dagli enti preposti;
c) ad investire con determinazione sulla formazione tecnica e specialistica nel settore dell'ingegneria nucleare, in ambito universitario e post-universitario, anche al fine di non disperdere e, semmai, di rafforzare competenze e professionalità altamente qualificate, ormai sempre più rare nel nostro Paese ed a costante rischio di trasferimento in altri Paesi più all'avanguardia;
d) ad informare costantemente il Parlamento sulle tematiche in oggetto, anche mediante un periodico intervento di rappresentanti del Governo presso le Commissioni parlamentari competenti.
(1-00091)
«Foti, La Russa, Nespoli, Saglia, Airaghi, Migliori, Lamorte, Angela Napoli, Bellotti, Urso, Gamba».
