Camera

Programma Marco Polo 2009

Data: 22/06/2010
Numero: 5-03101
Soggetto: Al Ministro degli affari esteri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta: -

Per sapere - premesso che:
Adriatic Lines spa, società di diritto italiano, è una delle 4 linee RORO inserite dalla Comunità europea nell'ambito del programma Marco Polo 2009 che ha come obiettivo il trasferimento di traffico dalla strada al mare, alla ferrovia o alle vie d'acqua interne, riducendo così la congestione stradale, migliorando le condizioni ambientali e contribuendo a un sistema di trasporti efficace e sostenibile;
Adriatic Lines spa gestisce con le motonavi Ropax 1 e Ropax 2, battenti bandiera inglese, un servizio di linea regolare tra l'Italia e la Grecia, sulla rotta Ravenna-Igoumenitsa-Corinto, dedicato al traffico merci, rappresentato da veicoli pesanti, camion e semirimorchi;
da mesi la gestione della detta linea è fortemente ostacolata da manovre poste in essere dall'organizzazione sindacale greca «PNO», che, tramite l'impiego di «manifestanti» presso lo scalo di Corinto, preclude il regolare svolgimento delle operazioni di servizio, con conseguenti serie ripercussioni ai danni della compagnia, del suo equipaggio e dell'utenza;
ad oggi non è stata data soluzione alcuna, nonostante l'intervento delle autorità diplomatiche - da ultimo, il segretario generale del Ministero degli affari marittimi greco Vlachos ha risposto di essere disponibile all'incontro con il nostro ambasciatore ad Atene solo dopo il 24 giugno 2010 - alla vicenda che vede coinvolte due navi della detta compagnia: dal 7 giugno 2010, infatti, 64 membri dell'equipaggio a bordo di Ropax 1 e Ropax 2 sono tenuti in ostaggio sulle navi, illegalmente sequestrate nel porto di Corinto, da attivisti del sindacato greco PNO che richiede l'assunzione di 110 marinai locali in sostituzione del personale rumeno attualmente in servizio;
la compagnia ha già ottenuto alcuni provvedimenti favorevoli dal tribunale del Pireo, tra i quali un'ingiunzione a carico del sindacato a liberare le navi e l'incriminazione dei rappresentanti sindacali per intralcio al traffico marittimo;
ciò nonostante il blocco delle navi continua ad operare, il che sta provocando ingenti danni economici, oltre che d'immagine, alla compagnia Adriatic Airlines spa quantificabili oramai in centinaia di migliaia di euro;
quanto sta accadendo a Corinto rappresenta una minaccia per la libera concorrenza in una Nazione che, oggi più che mai, ha invece interesse ad aprire le porte all'iniziativa e al mercato: non intervenendo per ripristinare la legalità, la Grecia rischia di avvalorare il pensiero di chi, nel recente passato, ha espresso dubbi sull'opportunità e l'utilità dell'intervento economico a suo sostegno deciso dall'Unione europea;
a nulla, come detto, è valso l'intervento delle ambasciate italiana e inglese ad Atene volto a chiedere al governo Greco un intervento d'urgenza per far applicare i provvedimenti del tribunale del Pireo;
per contro il Ministero degli affari marittimi greco, in un comunicato stampa, ha contestato alla compagnia in questione di aver celato la reale classificazione delle due navi, che sarebbero «traghetti passeggeri e non cargo»;
il contenuto del detto comunicato, utilizzato dal sindacato «PNO» per suffragare l'istanza dallo stesso presentata di revoca dell'ingiunzione allo sgombero, non ha sortito effetto alcuno avendo il tribunale del Pireo riconfermato l'ingiunzione e risollecitato le autorità competenti ad interrompere il blocco illegale delle navi e consentire il ripristino del servizio;
a detti provvedimenti non ha fatto seguito atto alcuno da parte della locale autorità di polizia e, comunque, da ogni altra autorità competente;
oltre che per il citato intervento delle ambasciate, la vicenda è nota al Governo Greco anche in ragione dell'interrogazione parlamentare rivolta il 14 giugno 2010 da Simos Kedikoglou (Nuova Democrazia) ai Ministri dell'economia e dell'ordine pubblico. Nel detto atto di sindacato ispettivo, il parlamentare greco, dopo avere evidenziato l'assonanza dei fatti che interessano Adriatic Aires Lines con quelli che hanno interessato la nave da crociera «Zenit», sollecita un intervento delle competenti autorità per il ripristino della legalità e la conseguente applicazione delle decisioni dell'autorità giudiziaria ellenica;
è fuori di dubbio che gli eventi di cui sopra si svolgono in piena violazione della normativa comunitaria applicabile (Council Regulation, 4055/86 del 22 dicembre 1986) che sancisce il principio della libertà di esercitare servizi marittimi tra Stati membri;
la vicenda appare sconcertante soprattutto in relazione all'impegno dell'Italia a favore della Grecia, attestato anche dalla conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2010, n. 67, recante disposizioni urgenti per la salvaguardia della stabilità finanziaria dell'area euro. Ordine di esecuzione dell'accordo denominato «Intercreditor Agreement» e dell'accordo denominato «Loan Facility Agreement» stipulati in data 8 maggio 2010 -:
se e quali urgenti ed immediate iniziative intendano assumere in ordine alla vicenda sopra descritta, eventualmente anche convocando l'ambasciatore greco a Roma, atteso che appare del tutto inconcepibile ed inaccettabile quanto sta accadendo nel porto di Corinto, con evidente riproposizione di vicende che si ritenevano oramai di solo interesse cinematografico.
(5-03101)

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TommasoFoti
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