Data: 18/05/2005
Numero: 5-04352
Soggetto: Ministri dell'Ambiente, della Giustizia, dell'Interno e della Salute
Data Risposta:
18/05/2005
Per sapere - premesso che:
si fanno sempre più insistenti le segnalazioni di cittadini residenti nella zona denominata Colombarola di Sordello di Gragnano Trebbiense (in provincia di Piacenza), legittimamente preoccupati del degrado ambientale in cui la zona in argomento versa;
dette segnalazioni evidenziano il pericolo dell'inquinamento ambientale della predetta zona, in ragione dell'avvenuta attivazione di industrie insalubri, con possibile conseguente danno per la salute dei residenti e riflessi economici negativi per le altre attività presenti sul territorio;
la denuncia della situazione rappresentata è nota alle autorità locali e regionali fin dal 2001, alle quali è stato partecipato che la zona che qui interessa è di particolare pregio ambientale, derivante dalla presenza di aziende agricole, con allevamenti di cavalli, nonché di alcune case coloniche, ubicate in prossimità del fiume Trebbia;
non a caso, successivamente a dette denunce, si ricorda l'intervento, risalente al giugno del 2001, del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, manifestatosi in una nota di chiarimenti inviata alla Regione Emilia-Romagna, alla provincia di Piacenza e al comune di Gragnano Trebbiense;
con delibera n. 437 del 5 novembre 2001 la giunta provinciale di Piacenza approva, ai sensi della disciplina urbanistica regionale previgente alla legge regionale n. 20/2000, la variante ordinaria al piano regolatore adottata dal comune di Gragnano con atto consiliare n. 14 del 10 aprile 2000, con le modifiche di cui all'atto di controdeduzione del consiglio comunale di Gragnano di cui alla delibera n. 12 del 18 giugno 2001 e con le ulteriori modifiche disposte con la predetta delibera della giunta provinciale di Piacenza;
nell'iter della approvazione del piano regolatore generale risulta accolta l'osservazione presentata da un cittadino volta al mantenimento dell'articolo 36, comma 2, delle norme transitarie di attuazione del piano regolatore, con conseguente divieto di insediamenti insalubri nella zona D (a prevalente destinazione produttiva);
in data 14 aprile 2002 viene rilasciata dal comune di Gragnano Trebbiense la concessione edilizia n. 23/02 e in data 30 gennaio 2003 viene approvata la variante presentata alla stessa: come risulta sia dal rapporto Arpa del 7 maggio 2003, sia dall'attestazione del Dipartimento di salute pubblica dell'azienda sanitaria locale di Piacenza del 27 febbraio 2003 (prot. n. 1655/VI) nell'immobile oggetto dei predetti provvedimenti autorizzativi di edificazione risulta trasferita l'attività di un'azienda (la ditta Civardi Srl) classificabile come insalubre di prima classe;
si rileva, inoltre, la presenza di due contenitori di cemento, ubicati al confine del perimetro dell'area che include l'attività di cui sopra, dai quali, giuste le segnalazione dei cittadini del luogo, verrebbero scaricati materiali di scarto nell'attiguo canale che serve per l'irrigazione dei campi coltivati nella zona;
oramai da tempo nella zona in questione si avverte un odore insopportabile e coloro che vi abitano denunciano vari tipi di malessere (forti bruciori alla gola, senso di soffocamento, difficoltà a respirare, asma, dolori addominali eccetera);
la zona in questione rientra nei progetti di tutela, recupero, valorizzazione ed ambiti di riequilibrio ecologico di cui all'articolo 39 del Piano paesistico regionale;
per contro, nella zona si sviluppa un'attività industriale qualificata come insalubre (vedi anche la scheda informativa per le richieste di concessione edilizia, rilasciata dalla Regione Emilia-Romagna che qualifica, in data 6 dicembre 2000, la ditta Civardi Srl come industria insalubre in base all'elenco 20-23/C classe I ai sensi del decreto ministeriale 19 novembre 1981);
la suddetta impresa si dota, in data 10 novembre 2003, di una cabina di verniciatura con un impianto di ossidazione solventi, diverso da quello indicato nell'istanza di autorizzazione presentata a suo tempo;
nonostante quanto fin qui illustrato, in data 15 giugno 2004 il Comune di Gragnano Trebbiense esprime parere favorevole sotto il profilo urbanistico sulla conformità delle modifiche apportate;
pur rientrando le attività industriali presenti nella zona tra quelle insalubri, e nonostante che la zona stessa è qualificata come protetta (con un preciso divieto di insediamenti di aziende insalubre), non risulta disposto alcun controllo concreto, o interventi, da parte degli enti locali (Comune e Regione) volti a garantire il rispetto della normativa citata, né tanto meno il diritto alla salute dei cittadini residenti nella zona che qui interessa -:
se i fatti sopra esposti siano noti al Governo;
se e quali verifiche, anche per il tramite del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Governo intenda disporre per garantire il diritto alla salute dei cittadini residenti nella zona in questione;
se risultino iniziati procedimenti penali al riguardo, anche in seguito ad una segnalazione dell'ARPA di Piacenza, nonché di privati cittadini.(5-04352)
