Data: 13/05/2008
Numero: 5-00009
Soggetto: Al Ministro della difesa.
Data Risposta:
17/09/2008
Per sapere - premesso che:
l'entrata in vigore dell'articolo 1, comma 320, della legge n. 244 del 2007 riguardante il programma di razionalizzazione, accorpamento, riduzione ed ammodernamento del patrimonio in uso al Ministero della difesa, dovrebbe avere come logica conseguenza il superamento negli atti che impegnano il Ministero predetto a valere dal 1o gennaio 2008 delle procedure previste dall'articolo 1, comma 262, della legge n. 296 del 2006;
diversamente, per assurdo, si aggirerebbe la lettera della recente normativa che prevede che sia il Ministero della difesa, entro il 31 ottobre 2008, ad individuare - tra gli altri - quali siano gli immobili nei quali si svolgono funzioni che possono essere collocate altrove con processi di riallocazione;
ne è la riprova il contenuto dell'intesa sottoscritta il 3 aprile 2008 tra il Ministero della difesa, nella persona dell'ex sottosegretario Forcieri, ed il Comune di Piacenza avente per oggetto la razionalizzazione e la riorganizzazione delle infrastrutture dell'Esercito presenti nel territorio del Comune di Piacenza, laddove testualmente si legge «le procedure con cui si attua l'operazione sono quelle previste dal citato articolo 1, comma 262, della legge n. 296 del 2006. Ne consegue che gli immobili oggetto della presente intesa sono esclusi dalle diverse previsioni di cui all'articolo 27, comma 13-ter del decreto-legge n. 269 del 2003, come modificato dall'articolo 1, comma 320, della legge n. 244 del 2007 e quindi dal decreto da emanarsi entro il 31 ottobre 2008» -:
se e quali iniziative, anche alla luce dei fatti più sopra esposti, intenda assumere al fine di impedire che si svuotino dei contenuti essenziali norme che, come quelle introdotte dalla finanziaria 2008, paiono volte a dare un senso logico all'attività di razionalizzazione, accorpamento, riduzione ed ammodernamento del patrimonio in uso al Ministero della difesa.
(5-00009)
Il sottosegretario Giuseppe COSSIGA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Con l'interrogazione in esame l'onorevole interrogante chiede di conoscere quali iniziative il Ministro della Difesa voglia intraprendere «al fine di impedire che si svuotino dei contenuti essenziali norme che, come quelle introdotte dalla finanziaria 2008, paiono volte a dare un senso logico all'attività di razionalizzazione, accorpamento, riduzione ed ammodernamento del patrimonio in uso al Ministero della Difesa».
Al riguardo, per una miglior comprensione della complessa problematica, appare opportuno premettere un breve quadro di riferimento delle disposizioni normative regolanti la materia.
L'articolo 1 comma 262 della Legge n. 296 del 2006 (Finanziaria 2007), che integra quanto previsto dal decreto-legge n. 351 del 2001 (convertito in legge n. 410 del 2001), prevede l'inserimento del comma 15-ter, secondo il quale il Ministero della Difesa può individuare immobili di proprietà dello Stato, mantenuti in uso per finalità istituzionali, suscettibili di permuta con gli enti territoriali e che le relative procedure sono effettuate dall'Agenzia del Demanio d'intesa con il Ministero della Difesa.
L'articolo 1 comma 320 della Legge n. 244 del 2007 (Finanziaria 2008) ha invece modificato ed integrato quanto previsto dalla Legge n. 269 del 2003 in materia di dismissione degli immobili in uso al Ministero della Difesa.
In particolare tale disposto normativo, relativamente agli immobili in uso all'Amministrazione Difesa che si renderanno disponibili a seguito dell'adozione di un programma di razionalizzazione, riduzione e ammodernamento del patrimonio immobiliare, prevede che l'Agenzia del Demanio provveda alla loro valorizzazione in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 15-bis, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge n. 410 del 2001.
Al riguardo, tenuto conto che la Finanziaria 2008 non ha abrogato le previsioni del succitato comma 262, si opera nel senso che entrambi gli strumenti, le cui finalità sono volte ad ammodernare il parco infrastrutturale della Difesa, possano e debbano essere utilizzati contemporaneamente in quanto complementari e sinergici tra loro.
Nello specifico, relativamente al Protocollo d'Intesa sottoscritto con il Comune di Piacenza il 3 aprile 2008, si osserva che la proposta di stipulare un Accordo di Programma era pervenuta dal Comune stesso.
Tale Protocollo, in concreto, prevede la permuta di alcuni immobili in uso al Polo Mantenimento Pesante Nord con infrastrutture sostitutive, pronte all'uso, richieste dall'Amministrazione Difesa, da realizzarsi a carico del Comune su area di proprietà dello stesso, volte a preservare ed implementare la funzione industriale dell'Ente militare con la conseguente tutela delle maestranze civili impiegate.
Pertanto, si ritiene che lo strumento giuridico legittimamente individuato sia strettamente coerente con gli obiettivi della Difesa nello specifico settore, anche in considerazione del fatto che l'onere economico relativo alle nuove realizzazioni risulta, da una prima analisi, equivalente al valore degli immobili di prevista cessione e che, in ogni caso, in sede di stipula del relativo Accordo di Programma sarà ricercato l'equilibrio economico tra i beni da cedere e quelli da realizzare per le specifiche funzioni ivi riallocate.
L'iniziativa in argomento, quindi, non pregiudica ma affianca il processo di razionalizzazione previsto dalle disposizioni contenute nella Finanziaria 2008, atteso che la stessa tende alla riduzione, accorpamento, ammodernamento ed efficientamento delle strutture in uso alla Difesa.
Peraltro, nella città di Piacenza esistono altre infrastrutture in uso alla Difesa che saranno inserite nel programma di razionalizzazione previsto dal novellato articolo 263 della citata legge finanziaria 2007, ed ora ulteriormente ampliato e rafforzato con le previsioni dell'articolo 14-bis, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008, così come convertito dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133.
Tommaso FOTI (PdL), replicando, pur dichiarandosi soddisfatto dei chiarimenti forniti dal Governo circa la complementarietà degli interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi anni, si riserva una valutazione definitiva sugli interventi di razionalizzazione in corso all'atto della definizione dell'Accordo di programma con cui saranno concretamente individuati gli immobili oggetto di cessione e quelli da realizzare per consentire la riallocazione delle relative funzioni.
