Camera

Sulla messa in liquidazione della Iris Ceramica di Sassuolo.

Data: 15/01/2009
Numero: 5-00844
Soggetto: Al Ministro dello sviluppo economico.
Data Risposta: 14/05/2009

Per sapere - premesso che:

è di pochi giorni or sono l'annuncio della messa in liquidazione della Iris Ceramica: il marchio e l'azienda che per anni è stata (con quello della famiglia Marazzi) il simbolo del «made in Sassuolo» nel mondo;

con la annunciata chiusura dei tre stabilimenti (Sassuolo, Fiorano e Viano) della Iris Ceramica sono circa 780 i dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro;

Iris Ceramica aveva chiuso il bilancio 2006 con ricavi per oltre 236 milioni di euro (che erano 216 nel 2005) ed un utile netto di poco più di 16 milioni, il doppio di quello registrato dodici mesi prima, sicché nulla lasciava presagire una decisione così repentina -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti e quali urgenti iniziative intenda assumere al riguardo, al fine anche di verificare se la detta decisione di chiusura non possa essere rivista o comunque attenuata.
(5-00844)

Il sottosegretario Stefano SAGLIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

In relazione alla richiesta dell'onorevole interrogante, si ritiene necessario fornire, in premessa, una sintesi sullo stato del settore medesimo.
La situazione economica e l'andamento dell'occupazione nel settore ceramico accusano un complesso di elementi critici che stanno provocando da tempo la chiusura di aziende in tutto il territorio nazionale.
Ciò comporta la conseguente grave perdita di posti di lavoro e notevoli difficoltà nel tessuto socio economico delle zone di antica ed affermata tradizione ceramica. L'intero settore sta subendo ormai da anni, l'aggressività di operatori esteri, soprattutto dei mercati asiatici, che riescono sempre più a conquistare consistenti quote di mercato interno e internazionale, ricorrendo a bassi costi di produzione ed alla falsificazione degli stili tradizionali italiani.
Per questi ed altri motivi, si è recentemente insediato presso il Ministero dello Sviluppo Economico il nuovo Consiglio Nazionale della Ceramica, con il compito di tutelare la produzione e il patrimonio storico culturale della ceramica artistica e della ceramica industriale, particolarmente colpite dalla crisi dei mercati internazionali (il 72 per cento della produzione viene esportato).
In tale ambito è stato anche istituito un «Osservatorio permanente» per monitorare l'andamento del mercato.
Per quanto concerne, più specificamente, le vicende della società Iris di Sassuolo, al Ministero dello Sviluppo Economico non è stata sollecitata la convocazione di un «tavolo di crisi» per la società in questione.
Il MiSE, tuttavia, ha comunque seguito con attenzione le vicende relative alla Iris di Sassuolo.
La Iris Ceramica S.p.A. è l'azienda capogruppo di una multinazionale, leader mondiale nella produzione di ceramica e gres per l'architettura di interni ed esterni, con 3 stabilimenti situati a Sassuolo, Fiorano e Viano, con circa 780 occupati.
Il Consiglio di Amministrazione della azienda nel gennaio 2009 aveva deliberato la liquidazione della società. Tale decisione era stata motivata dalla proprietà, per lo stato di crisi del settore, e per la difficile congiuntura dell'economia mondiale e dell'edilizia in particolare.
Tale grave decisione ha provocato, l'impegno comune delle Istituzioni Nazionali e Locali e delle Organizzazioni Sindacali concordi ad evitare la chiusura di un'importante risorsa industriale del territorio e dell'intera economia italiana.
Sono state, pertanto, avviate a livello locale numerose consultazioni e incontri tra le parti coinvolte dalla vicenda: Regione Emilia Romagna, i Sindaci dei Comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Fiormigine e Viano, Provincia di Modena e Reggio Emilia, rappresentanti dell'impresa e delle OO.SS., RSU.
In data 27 febbraio 2009 presso la sede della Regione Emilia Romagna si è avuto un ulteriore incontro tra le parti. In tale sede è stato firmato un Accordo sindacale che prevede, tra l'altro, quanto segue:
la proprietà avrebbe proposto la revoca dello stato di liquidazione ai sensi dell'articolo 2487-ter c.c.;
la società ha presentato «le linee guida di un nuovo piano industriale». Tale piano di riorganizzazione e articolato per un triennio (2009-2011);
si sarebbe fatto ricorso alla CIGS per ristrutturazione, utilizzando la procedura di mobilità unicamente per quei lavoratori che nel periodo di vigenza della stessa avrebbero maturato i requisiti per il diritto alla pensione o ad altre forme di mobilità volontaria;
si concordava, sulla necessità di formazione professionale per gli occupati, al fine di acquisire agli stessi le nuove professionalità richieste;
che sempre in data 27 febbraio 2009 è stato sottoscritto con l'intervento della Regione Emilia Romagna il verbale di consultazione sindacale per la messa in CIGS dei lavoratori interessati ai piani di ristrutturazione.

Risulta, da notizie acquisite presso la Regione Emilia Romagna, che a seguito dell'accordo sopra citato del 27 febbraio, l'assemblea degli azionisti della Iris S.p.A. riunitasi in data 10 marzo 2009, ha provveduto a deliberare la revoca dello stato di liquidazione e a ripristinare, di conseguenza, l'operatività della società.
Nel frattempo la società ha posto in mobilità 49 unità lavorative che rientravano nei casi previsti dagli accordi sindacali.
Il Ministero del Lavoro ha comunicato, infine, che la società in questione, a provveduto a ritirare l'istanza di messa in liquidazione. Ha usufruito di un trattamento straordinario di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per ristrutturazione aziendale, per due unità produttive site in Fiorano Modenese (Modena) e per l'unità produttiva di Sassuolo (Modena), per il periodo 28 febbraio 2008 al 28 febbraio 2009.
Il Ministero dello sviluppo economico, continuerà a monitorare l'evolversi della vicenda, e dà la propria disponibilità, se richiesta e se necessaria, all'apertura di un «tavolo di confronto», al fine di contribuire al superamento dell'attuale momento di crisi di questa importante realtà produttiva.

Tommaso FOTI (PdL) si dichiara soddisfatto della risposta.

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TommasoFoti
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