Camera

Trenitalia: bandi di gara relativi a servizi di pulizia dei treni

Data: 22/10/2008
Numero: 4-01399
Soggetto: Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta: 23/03/2009

Per sapere - premesso che:

all'attività di Trenitalia Spa di pubblicazione di «bandi di gara» relativi a «servizi di pulizia del materiale rotabile e degli impianti industriali di Trenitalia» fa seguito - puntualmente - la pronuncia di organi amministrativi (Tar o Consiglio di Stato) - aditi dalle parti che ritengono di essere lese nei propri diritti - del tutto sfavorevole alla detta società;

non si capisce l'accanimento con cui si persegue a tutti i costi, da parte di Trenitalia Spa, la volontà di affidare un servizio cosi delicato sul territorio nazionale in ragione di un appalto diviso in più lotti, la qual cosa non risulta assentita qualora si verta nell'ipotesi di affidamento di un servizio rientrante nell'ambito dei settori cosiddetti «speciali»;

detta valutazione trova puntuale conferma al punto 6, lettera e) dell'allegato XIII del decreto legislativo n.163/06. In detto caso, infatti, non risulta possibile suddividere l'appalto in più lotti, mentre la possibilità di presentare offerte per una parte dei servizi va intesa come una facoltà per l'operatore economico interessato, concessa - se del caso - alla stazione appaltante, la quale ha come alternativa quella di esigere che l'operatore economico presti offerta per l'intero servizio -:

se non ritenga, a fronte di atti più volte censurati dal giudice adito, di dovere richiedere a Trenitalia Spa i motivi di una siffatta condotta superficiale, atteso che dette censure minano la credibilità dell'azienda e radicano il legittimo sospetto che - a parere dell'interrogante - dette gare si vogliano a tutti i costi celebrare solo per mettere in difficoltà gli attuali esercenti del servizio;

se non ritenga invece di intervenire affinché l'azienda valuti attentamente i rischi che si accolla passando da un numero ristretto di qualificati esercenti il servizio di pulizia ad una pletora di operatori che, proprio in ragione delle minori dimensioni delle proprie aziende, fatalmente finiranno per negativamente riversare sul servizio la modesta capacità di svolgerlo.
(4-01399)

RISPOSTA DEL GOVERNO

In riferimento all'interrogazione in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta.In premessa, si fa presente che gli aspetti riguardanti scelte gestionali ed organizzative dell'impresa ferroviaria, alla luce dei principi di autonomia recati dalle norme vigenti, non appaiono suscettibili di diretto controllo da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In particolare, si richiama l'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, che espressamente sancisce il principio di «autonomia e indipendenza gestionale amministrativa e contabile delle imprese ferroviarie». Tali scelte possono eventualmente essere soggette a valutazione nell'ambito dell'esercizio dei poteri dell'azionista della holding Ferrovie dello Stato.Al fine di fornire comunque le informazioni relative ai quesiti posti, è stata interessata la società Ferrovie dello Stato la quale ha fatto conoscere di aver lanciato nell'ottobre del 2007 l'operazione «Obiettivo treni puliti» attraverso la novazione dei contratti in essere con le imprese appaltatrici del servizio, l'inasprimento delle penali rivolte a quelle ditte che non avessero garantito gli standard prefissati e l'incremento dei controlli sulle prestazioni rese.A seguito dei rigorosi controlli di qualità eseguiti sia da Ferrovie dello Stato sia da una qualificata società di certificazione esterna al gruppo FS è stata confermata la non conformità dei livelli di pulizia con quelli stabiliti contrattualmente.Nel giugno 2008, Ferrovie dello Stato ha indetto una gara europea per individuare le nuove società a cui affidare questo delicato e fondamentale servizio.I primi lotti di gara riguardano la pulizia dei treni, sia regionali sia di media/lunga percorrenza, che dipendono dagli impianti ferroviari di Lombardia, Liguria, Lazio, Campania, Puglia, Molise e Basilicata ove è stato effettuato il sopracitato controllo di qualità.Seguiranno lotti successivi per tutte le altre regioni. I punti di maggiore rilievo del bando di gara sono:già in fase di prequalifica è richiesta ai partecipanti una elevata capacità tecnica e una adeguata solidità finanziaria;a gara sono stati posti soltanto i servizi di pulizia e non più anche le attività accessorie;il criterio di aggiudicazione non sarà quello del massimo ribasso ma dell'offerta economicamente più vantaggiosa;le tariffe delle prestazioni sono state adeguate con revisione prezzi e sulla base del costo del personale previsto dal contratto di settore;non si potrà partecipare a più di due lotti per ogni regione e a non a più di tre lotti distribuiti su diverse regioni;è prevista la clausola sociale a garanzia dei lavoratori oggi impiegati nel settore.Per quanto concerne specificatamente quest'ultimo aspetto, Ferrovie dello Stato evidenzia che la gara prevede la clausola sociale che, ai sensi dell'articolo 2 - appalti - dell'accordo di settore per la confluenza nel Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) delle attività ferroviarie del 19 novembre 2005, stabilisce: «...In caso di cambio appalto sarà garantito il passaggio diretto di tutti i lavoratori occupati all'atto della pubblicazione del bando di gara delle attività oggetto dell'appalto, dall'impresa cessante all'impresa subentrante. In occasione di tale passaggio diretto saranno garantiti i trattamenti normativi, retributivi e le anzianità possedute dai singoli lavoratori all'atto del passaggio. Nell'eventualità che siano intervenute modifiche alle condizioni di appalto, l'impresa subentrante e le organizzazioni sindacali si incontreranno per concordare le soluzioni possibili. I cambi di appalto si realizzeranno senza soluzione di continuità del rapporto di lavoro».L'obiettivo che Ferrovie dello Stato vuole perseguire con le nuove gare è soprattutto quello di aprire al mercato specializzato il settore del servizio pulizie del materiale rotabile al fine di elevare gli standard di qualità, attraverso capitolati rigorosi, prestazioni facili da verificare e da sanzionare in caso di risultati inadeguati.La selezione di una pluralità di fornitori affidabili e l'apertura del mercato, realizzata favorendo la partecipazione di una pluralità di aziende anche di media dimensione, può contribuire a migliorare il livello qualitativo del servizio e allo sviluppo delle imprese. L'adozione di criteri di partecipazione più restrittivi avrebbe invece limitato la concorrenza comportando il rischio della prosecuzione di situazioni di «oligopolio».
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Altero Matteoli.

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