Camera

Truffa nei servizi cimiteriali

Data: 30/09/2008
Numero: 5-00380
Soggetto: Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'economia e delle finanze.
Data Risposta: -

Per sapere - premesso che:

dalla lettura della stampa nazionale e regionale (La Gazzetta di Parma, La Cronaca di Piacenza) di queste ultime settimane, così pure come da alcuni lanci di agenzie di stampa (Ansa e AdnKronos), si è appreso della truffa (che attualmente vede imputate oltre 13 persone) realizzata nell'amministrazione dei servizi cimiteriali - in particolare, nella gestione del forno crematorio nel cimitero di Massa Carrara - a danno di molti cittadini di diverse città italiane;

solo a seguito dell'indagine aperta dall'autorità giudiziaria, il Comune di Fidenza (in provincia di Parma) ha rescisso il contratto a suo tempo stipulato con la ditta Euroservizi Srl (a cui è subentrata Attima Servizi di Modena), nonostante da tempo fossero state segnalate presunte gravi anomalie nella gestione del cimitero di quella città;

in particolare, in un atto di sindacato ispettivo presentato il 15 giugno 2007 e discusso nella seduta di consiglio comunale del 28 giugno 2007, il consigliere comunale Giuseppe Comerci aveva denunciato come la detta azienda sembrava essere «fuori controllo», agendo «a proprio piacimento», ed aveva richiesto, senza ottenere soddisfacente risposta, quali controlli fossero stati disposti dall'amministrazione comunale di Fidenza nei confronti della Euroservizi srl;

anche Parma ed altri Comuni della provincia, quali Collecchio, Montechiarugolo e Fornovo, risultano essere interessati dallo scandalo delle false cremazioni, stante le collaborazioni intercorse tra l'Euroservizi Srl e l'ADE (società che gestisce i servizi cimiteriali di Parma), ed altresì con la Sogeci (che si occupa di esumazioni nei comuni di Fornovo, Montechiarugolo e Collecchio);

secondo i resoconti di stampa, l'attività delittuosa si concretizzava in false certificazioni, sottrazione e dispersione di ceneri umane, sostituzione e cremazioni multiple, sottrazione di bare e loro riutilizzo (come i crocefissi apposti sui coperchi), consegna di urne contenenti ceneri avanzate da precedenti cremazioni, il tutto senza nessuna pietà per i morti e nessuno scrupolo per le famiglie dei defunti e con un evidente «danno morale ed esistenziale» per questi ultimi in ragione del mancato recupero dei resti dei propri cari;

l'inchiesta aperta dall'autorità giudiziaria, denominata Amen, che vede coinvolti funzionari della polizia mortuaria del comune di Massa, titolari di imprese funebri ed altri soggetti, ha portato all'arresto, tra gli altri, anche del responsabile dei servizi cimiteriali di Fidenza;

in generale i responsabili sono stati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del comune di Massa (almeno per ora), di peculato, di corruzione, d'abuso di atti d'ufficio, di sottrazione e distruzione di ceneri di persone soggette a cremazione;

la stampa locale riferisce che nel cimitero di Fidenza sono stati rinvenuti alcuni arti amputati, un tronco umano semi bruciato, due urne cinerarie con lo stesso nome, 60 sacchi neri, di quelli utilizzati per la spazzatura, pieni di ossa mescolate, 39 cassette zincate contenenti ossa di più persone e la bara di un bambino;

i fatti sopra descritti, oltre a configurare comportamenti penalmente rilevanti, rilevano anche ai fini igienico-sanitari, in ragione dell'abbandono di corpi umani e/o parti di essi in stato di putrefazione -:

se i fatti sopra descritti siano noti ai Ministri interrogati e se non intendano comunque chiedere informazioni sulla vicenda in premessa richiamata, in relazione a quanto disposto dall'articolo 14, comma 3-bis, del decreto-legge n. 152 del 1991, convertito con modificazioni dalla legge n. 203 del 1991, anche ai fini dell'esercizio degli ulteriori poteri di cui al medesimo articolo 14;

se e quali verifiche fiscali siano state disposte, nei confronti delle società coinvolte, dalla Guardia di Finanza e quali ne siano le risultanze;

se risulti confermata la notizia secondo cui anche la Procura della Repubblica di Parma abbia avviato indagini in merito ai fatti suesposti. (5-00380)

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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