Camera

Salsomaggiore, vendita dello Stabilimento Berzieri; il Ministro chieda lumi sull'assenza del parere della Soprintendenza

Data: 30/12/2018
Numero: 4-01928 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
Data Risposta: 24/06/2019

Per sapere – premesso che: 

il 16 luglio 2015 Terme di Salsomaggiore e di Tabiano spa – società a partecipazione pubblica (comune di Salsomaggiore Terme, provincia di Parma e regione Emilia Romagna) – in persona del legale rappresentante, presentava innanzi al tribunale di Parma ricorso di accesso alla procedura di concordato preventivo ex articolo 160 e 161, comma 6 della legge fallimentare. Il piano concordatario veniva omologato con decreto del 29 maggio 2017, depositato il 7 giugno 2017 e passato in giudicato in assenza di controdeduzioni da parte dei creditori; 

in detto piano concordatario era – come è – incluso lo « Stabilimento Berzieri » (immobile di proprietà della succitata società, di pregio architettonico, in stile Liberty) sottoposto alle norme del codice dei beni culturali e del paesaggio, in forza del decreto del Ministero per i beni culturali e ambientali del 15 novembre 1993. Così anche per la « Palazzina Warowland, » sottoposta a vincolo ai sensi del decreto del 26 febbraio 1993; 

nella nota n. 1, pagina 4, lettera a), del decreto del tribunale di Parma (doc. 1 citato), titolata « Conclusioni relazione ex articolo 161, comma 3 legge finanziaria », si legge: « è di tutta evidenza che i valori dell'attivo patrimoniale indicati in domanda nella voce Immobili non coperti da offerta, per euro 15.295.000 (al netto del fondo svalutazione relativo stanziato per euro 9.500.000) rappresentano circa il 50 per cento dell'attivo totale della procedura. È indubbio che l'attivo patrimoniale come sopra indicato è in gran parte formato da beni molto particolari, in primis immobile "Berzieri", la cui vendita sebbene giuridicamente come indicato in domanda attuabile, è di difficile valutazione sia relativamente all'importo della vendita che ai tempi della stessa »; 

nella relazione depositata il 27 febbraio 2017 dalla consulente incaricata dal tribunale di Parma per « l'analisi degli aspetti legali connessi alla scissione del ramo miniere, nonché della cessione degli immobili sottoposti a vincolo della Soprintendenza », risulta che il decreto con cui lo « Stabilimento Berzieri » – ma lo stesso vale per la « Palazzina Warowland » – veniva dichiarato immobile di interesse particolarmente importante, ai sensi della legge n. 1089 del 10 giugno 1939, ne consentiva l'alienazione, previa richiesta di autorizzazione della proprietà alla Soprintendenza e accoglimento della stessa, con riferimento, quindi alla disciplina di cui all'articolo 55 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Del resto, la commissione regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, venne interessata del vaglio autorizzativo (e delle sue modalità attuative) anche quando il comune di Salsomaggiore Terme propose di concedere in comodato lo « Stabilimento Berzieri », il 30 settembre 2016; 

ritiene l'interrogante, stante quanto sopra esposto, che « l'autorizzazione a vendere » non è solo necessaria, oggi, nella fase liquidatoria dei beni tutti oggetto di concordato, ma dovesse essere propedeutica e condicio sine qua all'epoca (nel 2015) della formulazione della domanda del concordato e, quanto meno, al momento dell'accoglimento della stessa da parte del Tribunale di Parma, essendo presupposto fondamentale della sostenibilità formale e di merito del piano oggetto di domanda concordataria. È, infatti, possibile – non solo in astratto – che la « autorizzazione a vendere » non sia assentita o, in ipotesi migliore, sottoposta a condizioni stringenti e, quindi, non appetibili per compratore alcuno; 

risulta all'interrogante che la Soprintendenza di Parma – ad oggi – non abbia concesso (o quanto meno comunicato) l'autorizzazione a vendere né per lo « Stabilimento Berzieri », né per la « Palazzina Warowland » –: se quanto rappresentato sia noto al Ministro interrogato, quali siano le valutazioni in merito e quali – per quanto di competenza – le iniziative assunte al riguardo.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA

RISPOSTA. — Si riscontra l'atto di sindacato ispettivo in esame, con il quale l'interrogante ha chiesto notizie riguardo alla vendita dello « Stabilimento Berzieri » e della « Palazzina Warowland » entrambi sottoposti alle norme di tutela del codice dei beni culturali. Sulla base delle precisazioni fornite dalla soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Parma, si rappresenta quanto segue. L'immobile denominato « Stabilimento Termale Lorenzo Berzieri », identificato al catasto del comune di Salsomaggiore Terme al fg. 21, partt. 230, 338, 339, è stato dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge n. 1089 del 1939 con decreto ministeriale n. 1205 del 15 novembre 1993. Il complesso, come rappresentato dall'interrogante, comprende il Palazzo delle Terme Berzieri (part. 230), significativa testimonianza di architettura e decorazione di inizio Novecento improntata agli stilemi del liberty (progetto degli architetti Ugo Giusti e Giulio Bernardini e decorazione di Galileo Chini, grande pittore e ceramista toscano), l'edificio della centrale termica (part. 338) e il coevo Istituto Chimico (part. 339). Anche l'immobile denominato « Palazzina Warowland », identificato al catasto del comune di Salsomaggiore Terme al fg. 21, part. 231, è stato dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge n. 1089 del 1939 con decreto ministeriale n. 4355 del 26 novembre 1993. Evidenziato quanto sopra dal punto di vista giuridico vincolistico, si fa presente, riguardo alla procedura di autorizzazione all'alienazione, che né Terme s.p.a. né il tribunale di Parma hanno mai trasmesso alla predetta soprintendenza il piano di concordato preventivo, né, tanto meno, è stata inoltrata dalla proprietà richiesta di autorizzazione all'alienazione per entrambi gli immobili in questione. Il predetto ufficio è venuto a conoscenza del suddetto piano di concordato preventivo in maniera del tutto autonoma e per propria iniziativa. Precisato quanto sopra, l'unica transazione prevista all'interno del piano concordatario sopracitato ed autorizzata dal tribunale di Parma, di cui la soprintendenza ha curato l'istruttoria ex articolo 57-bis del decreto legislativo n. 42 del 2004, è stata quella relativa alla concessione in comodato d'uso del Palazzo Berzieri (part. 230), in quanto sede dell'attività del ramo d'azienda « Mari d'Oriente », piscine tematiche e centro benessere « Salus per Aquam » nonché annesse attività termali. La richiesta di autorizzazione avanzata da Terme Spa, è stata accolta positivamente dalla soprintendenza in considerazione degli obiettivi dichiarati di conservazione e salvaguardia del « Palazzo Berzieri » sanciti al punto 6 del contratto di comodato. Il predetto parere è stato confermato dalla commissione regionale per il patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna nella seduta del 29 settembre 2016 e recepito nel decreto n. A0091 del 30 settembre 2016, con le seguenti prescrizioni: 

mantenimento dell'attuale destinazione d'uso a stabilimento termale (e relativi servizi), attività ricettive e sanitarie; 

l'immobile non dovrà comunque essere destinato ad usi, anche a carattere temporaneo, suscettibili di arrecare pregiudizio alla sua conservazione o comunque non compatibili con il carattere storico artistico del bene medesimo; 

l'esecuzione di lavori, opere ed interventi di qualunque genere devono essere sottoposti a preventiva autorizzazione della competente soprintendenza. 

Il predetto decreto è stato trascritto presso i servizi di pubblicità immobiliare dell'agenzia del territorio di Parma ai numeri 21881/ 15878 del 28 novembre 2018. Con atto a rogito notaio Mario Rossi in data 30 settembre 2016 (numero repertorio 51769/9675) è stato stipulato il contratto di comodato di ramo d'azienda tra la società Terme di Salsomaggiore e di Tabiano S.p.A. ed il Consorzio Terme Berzieri (con sede in Salsomaggiore Terme, Piazzale Berzieri n. 7) per la durata di 36 mesi, eventualmente prorogabili, regolarmente denunciato alla Soprintendenza ai sensi dell'articolo 59 del decreto legislativo n. 42 del 2004. In data 25 gennaio 2017 l'avvocatessa Valentina Gastaldo, nominata, nell'ambito del concordato preventivo con provvedimento del giudice delegato dottor Rogato del tribunale di Parma quale consulente per l'analisi degli aspetti legali connessi alla scissione « ramo miniere », nonché della cessione degli immobili sottoposti a vincolo della soprintendenza, ha fatto richiesta di accesso agli atti ai sensi della legge n. 241 del 1990 e successive modificazioni e integrazioni, in esito al quale le sono state consegnate con nota protocollo n. 824 del 1° febbraio 2017: 

1) copia conforme in carta semplice del decreto di autorizzazione al comodato d'uso n. A009 del 30 settembre 2016, emesso ai sensi dell'articolo 57-bis, del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni, corredato della relativa nota di trascrizione presso il servizio di pubblicità immobiliare dell'agenzia del territorio di Parma reg. gen. 21881/reg. part. 15878; 

2) file Word relativo alle n. 491 schede di catalogo OA (opere e oggetto d'arte) redatte dalla professoressa Bonatti Bacchini, tra il 1995 e il 1997; le schede cartacee, di cui una copia è stata consegnata alla proprietà, mentre l'originale è conservato presso l'ufficio catalogo beni mobili, furono sottoscritte dall'allora presidente delle Terme Spa architetto Lino Gilioli. 

Si fa presente che la soprintendenza, proprio in considerazione della eccezionale importanza storico-artistica del complesso immobiliare delle terme Berzieri e della situazione fallimentare della società proprietaria, si è attivata a partire dal 2015 per avere informazioni in merito al patrimonio mobile di pertinenza delle terme ed in particolare relativamente a quel cospicuo nucleo (n. 491 unità) che è stato catalogato tra gli anni 1995 e 1997 dalla dottoressa Maurizia Bonatti Bacchini, su incarico e a spese dell'allora soprintendenza per beni artistici e storici di Parma, comprendente diverse tipologie di beni, tra cui, per citarne alcune, le opere di ebanisteria e gli arredi lignei della bottega Spicciani di Lucca, i pezzi erratici in gres, ceramica e scagliola della manifattura Chini (modelli e stampi di decorazione, decorazioni plastiche, formelle, fioriere, piastrelle, tegole, eccetera), gli arredi in ceramica (portaombrelli, lampade a muro, vasi), i salottini in bambù, i vetri (flaconi, imbuti, beute, densimetri, eccetera). Dal momento che sia parte di questo materiale, e precisamente la collezione « Ceramiche Chini », che le schede stesse erano state date in deposito al comune di Salsomaggiore, in data 10 ottobre 2016 il comune ha provveduto a riconsegnare il tutto alle Terme spa, che attualmente lo conserva nei locali del palazzo. La soprintendenza ha inoltre richiamato le Terme spa con note protocollo n. 235 del 15 gennaio 2016 e protocollo n. 2956 del 21 aprile 2016 indirizzate al suo presidente dottor Massimo Garibaldi e per conoscenza al sindaco del comune di Salsomaggiore dottor Filippo Frittelli al rispetto della normativa di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 relativa alla procedura di alienazione dei beni immobili pubblici. 

Il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali: Gianluca Vacca.

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl