Numero: 5-00021
Soggetto: Al Ministro dell'interno
Data Risposta: -
Per sapere - premesso che:
è in corso da anni una vertenza giudiziaria tra la Parrocchia di Vicobarone di Ziano Piacentino ed i proprietari di un vecchio fabbricato prospiciente una strada (iscritta nell'Elenco delle strade di uso pubblico fin dalla seconda metà dell'800) concernente il diritto dei parrocchiani di percorrere la stessa per recarsi alla chiesa parrocchiale;
la vertenza giudiziaria dovrebbe essere decisa a breve dal Tribunale civile di Piacenza;
tempo fa, i proprietari della casa di cui trattasi hanno ostruito il passaggio sia pedonale che veicolare sulla strada in questione;
con due distinte ordinanze (entrambe portate ad esecuzione coattivamente dall'Ufficiale giudiziario) il Tribunale civile di Piacenza ha ordinato la rimozione degli ostacoli al passaggio posti sulla strada in parola, per una ampiezza minima superiore, lungo tutta la strada, a metri 2,50;
proprio alla vigilia dell'emissione del primo provvedimento del Tribunale di Piacenza è stato dalla proprietà della casa più volte citata sollecitato l'intervento dei Vigili del fuoco di Piacenza, il cui Comando ha disposto il transennamento di larga parte del sagrato della chiesa parrocchiale, sulla base dei pericoli di crollo segnalati dalla proprietà interessata;
il transennamento è stato poi rafforzato (ed anche allargato) dal Comune di Ziano;
il transennamento disposto dai Vigili del fuoco e dal Comune di Ziano investe una proprietà privata (parrocchiale) diversa da quella dell'immobile dal quale proverrebbero pericoli di crolli ed è tale da inibire anche il solo passaggio pedonale per accedere alla chiesa parrocchiale, così che - di fatto - Vigili del fuoco e Comune hanno preventivamente messo nel nulla il provvedimento di riapertura della strada disposto dal Tribunale;
il transennamento che qui interessa è stato disposto addirittura alla fine dello scorso maggio e non risulta ad oggi ancora adottato alcun provvedimento - né contingibile, né definitivo - ad opera delle competenti Autorità, e questo sia sulla base del Testo Unico enti locali che del Codice della strada -:
se i fatti di cui sopra siano noti al Ministro interrogato e, conseguentemente, quali iniziative intenda assumere affinché i Vigili del fuoco di Piacenza, il Comune di Ziano e il Prefetto della provincia adottino i provvedimenti dovuti, ponendo così fine ad una vicenda che, per la sua esemplarità, e singolarità perfino grottesca, mina alla base - a giudizio dell'interrogante - ogni fiducia nelle istituzioni, atteso che autorità pubbliche hanno posto di fatto nel nulla provvedimenti del Tribunale salvo poi rimanere inattive, in siffatta situazione, da più di un mese.
(5-00021)
Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che le interrogazioni Foti n. 5-00021 e n. 5-00401, vertendo sul medesimo argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario Alessandro PAJNO risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati di seguito.
Vengo ora a rispondere alle interrogazioni dell'Onorevole Foti concernenti le vertenze relative alla via denominata «Strada della Chiesa» sita in frazione Vicobarone del Comune di Ziano Piacentino.
Debbo innanzi tutto precisare che la situazione segnalata dall'onorevole Foti si è andata sempre più complicando nel tempo, motivo per il quale partirò da una ricostruzione meticolosa dei fatti, scusandomi per l'eccessiva lunghezza dell'intervento.
La Prefettura di Piacenza ha comunicato che la via che conduce alla locale parrocchia, citata dalla S.V. onorevole, risulta inclusa nell'elenco delle strade comunali e di quelle private soggette a servitù pubblica.
Tuttavia l'uso pubblico della strada è stato contestato nel 1993 dai nuovi proprietari del castello adiacente alla chiesa, sottoposto alle disposizioni di tutela del decreto legislativo numero 42 del 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La destinazione d'uso della strada è quindi attualmente oggetto di un contenzioso civile promosso nel novembre 2002 innanzi al Tribunale di Piacenza da un Comitato di cittadini di Vicobarone contro i proprietari del castello, al quale ha aderito ad adiuvandum anche il Comune di Ziano Piacentino.
Sempre secondo quanto riferito dalla Prefettura di Piacenza, i Vigili del fuoco il 27 aprile 2006, procedevano ad una verifica di stabilità del castello accertando che l'immobile presentava parti di intonaco pericolante sulla facciata prospiciente il sagrato della Chiesa nonché una fratturazione nello sperone di base.
Per tali ragioni, gli stessi Vigili procedevano ad un transennamento provvisorio della «Strada della Chiesa» e, contestualmente; invitavano il sindaco a diffidare i proprietari ad eseguire le dovute indagini e le eventuali idonee «opere provvisionali» dirette a ridurre la pericolosità del sito.
Il Tribunale di Piacenza, dal canto suo, disponeva con ordinanza del successivo 4 maggio l'apertura al passaggio pedonale della suddetta strada. Per consentire l'esecuzione del provvedimento, il Comune, anche su invito della Prefettura, sollecitava più volte i proprietari dell'immobile ad adottare con urgenza le opere provvisionali necessarie alla messa in sicurezza del luogo. Ciò anche per definire l'area transennata in modo da riservare una zona destinata al passaggio per gli aventi titolo.
A seguito dell'inerzia dei proprietari, il Comune formalizzava le precedenti richieste nell'ordinanza contingibile ed urgente del 7 agosto 2006, ragion per cui gli stessi proprietari si attivavano per chiedere alla competente Soprintendenza informazioni sulle procedure di autorizzazione previste per l'esecuzione delle opere di messa in sicurezza.
La Soprintendenza di Parma e Piacenza - con nota del 16 dicembre 2006 indirizzata ai proprietari, al Comune ed al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco - rispondeva precisando che l'esecuzione di opere e lavori su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente, salvi i casi di assoluta urgenza nei quali, per l'esecuzione degli interventi provvisori e reversibili, è sufficiente la previa comunicazione alla Soprintendenza stessa.
La medesima Soprintendenza invitava, quindi, i proprietari a trasmettere il progetto definitivo delle opere di restauro per la necessaria autorizzazione.
Nel frattempo, le «opere provvisionali» non venivano eseguite dai proprietari del Castello poiché i legali del parroco di Vicobarone, con nota del 19 dicembre 2006, comunicavano che la parrocchia non intendeva concedere l'accesso al sagrato della Chiesa, sostenendo che i lavori avrebbero potuto trovare una più agevole esecuzione transitando dalla «Strada della Chiesa». Questi i fatti che hanno portato alla situazione di stallo rappresentata dall'onorevole interrogante.
Desidero aggiungere che la Prefettura di Piacenza continua a seguire gli eventi e che il Comune di Ziano, in data 18 gennaio, ha comunicato l'intenzione di procedere d'ufficio all'esecuzione delle opere necessarie nell'eventualità in cui perduri la situazione così determinatasi. Il Ministero dell'Interno, dal canto suo, ritiene di dover sensibilizzare il Prefetto di Piacenza al fine di avviare un confronto con le parti interessate per arrivare ad una definizione rapida della questione.
La Soprintendenza di Parma e Piacenza, con nota pervenuta alla Prefettura di Piacenza il 12 febbraio 2007, ha precisato di ritenere indispensabile un aggiornamento della progettazione delle opere provvisionali.
Per quanto concerne gli eventuali interventi prefettizi in materia di rovina di fabbricati e muri, vorrei precisare che l'articolo 30 del Codice della Strada, com'è noto, attribuisce al Prefetto il potere di disporre l'esecuzione delle misure necessarie ai fini della tutela della pubblica incolumità, facendo salvi «i provvedimenti che nei casi contingibili ed urgenti possono essere adottati dal Sindaco».
Allo stato, come già detto, l'Amministrazione comunale si è già attivata in tal senso.
Il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ha ribadito, con nota del 28 novembre scorso che non sono emersi aspetti sanzionatori di competenza del Comando stesso.
La Prefettura di Piacenza riferisce inoltre che risultano pendenti, nei confronti dei proprietari del castello, innanzi alla Procura della Repubblica di Piacenza, due procedimenti in ordine alla violazione, rispettivamente, dell'articolo 388, secondo comma, del codice penale che punisce la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice e del successivo articolo 650 che sanziona l'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità.
Presso la locale Procura della Repubblica, per i fatti rappresentati dall'Onorevole interrogante, è iscritto anche un procedimento penale finalizzato a verificare l'eventuale sussistenza di pericoli per l'incolumità pubblica, in particolare, per coloro che si avvicinino al fabbricato interessato ai lavori di restauro. A tale scopo sono in corso di svolgimento accertamenti delegati ai Carabinieri.
Giorgio CONTE (AN), cofirmatario delle interrogazioni in titolo, replicando ringrazia il rappresentante del Governo per aver fornito un quadro aggiornato della situazione relativa alla vertenza giudiziaria nel comune di Ziano Piacentino.
