Camera

Visto turistico

Data: 21/07/2004
Numero: 4-10550
Soggetto: MInistro per gli Affari esteri
Data Risposta: 15/11/2004

Per sapere - premesso che:

il signor Can Pakdamar, nato a Mannheim (D), il 23 marzo 1973, di cittadinanza turca, residente a New York (USA) al 440 Broadway - 11211 Brooklyn, ha richiesto al Consolato italiano di New York il visto turistico, per poter trascorrere un periodo di vacanza massimo di tre mesi in Italia;

detto visto non risulta essere stato rilasciato, ricorrendo ad argomentazioni speciose, quali quella che il Pakdamar avesse un bilancio di conto poco elevato per ottenere un visto di tre mesi;

a prescindere dal fatto che lo stesso aveva a disposizione traveller's checks in misura sufficiente a far fronte a detto soggiorno, rimane il fatto che era stata prestata idonea fidejussione bancaria a favore del Pakdamar, per superare ogni qualsiasi obiezione -:

se e quali iniziative intenda adottare presso il Consolato italiano di New York, affinché la richiesta di visto turistico avanzata dal Pakdamar sia accolta con l'urgenza che il caso conclama. (4-10550)

RISPOSTA DEL GOVERNO


Il signor Can Pakdamar, cittadino turco, ha richiesto al consolato generale d'Italia in New York un visto turistico della durata di tre mesi.
Sulla base della documentazione prodotta, la sua posizione lavorativa, che, come noto, deve essere accertata al fine di valutare l'effettivo interesse al rientro al termine del periodo di validità del visto, è apparsa non definita, in quanto la lettera del datore di lavoro non specificava, come richiesto, l'ammontare annuo dello stipendio, il periodo di ferie concesse e la data di ritorno al lavoro.
Inoltre, al fine di documentare la propria disponibilità di adeguati mezzi economici di sostentamento per un soggiorno di tre mesi, il signor Pakdamar ha presentato solo alcuni estratti conto bancari, che sono risultati del tutto insufficienti. Egli non ha invece mostrato allo sportello i traveller's cheques, di cui al testo dell'interrogazione, limitandosi ad aggiungere di avere altri risparmi in contanti, senza peraltro fornire la relativa documentazione. Non è stata prodotta inoltre, inizialmente, la prescritta assicurazione sanitaria.
Alla luce di tale insufficiente documentazione, il consolato generale in New York ha dovuto rilevare i presupposti di un elevato rischio di immigrazione illegale e non ha pertanto potuto procedere al rilascio del visto richiesto.
Successivamente, la dottoressa Francesca Sofia Chiapponi, cittadina italiana, ha contattato il consolato generale in New York, impegnandosi a fornire le prescritte garanzie sul soggiorno in Italia del predetto cittadino turco. Sulla base di tale impegno, il consolato generale è pienamente disponibile a ricevere nuovamente il signor Can Pakdamar con la documentazione completa, al fine di procedere al rilascio del visto.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Mario Baccini.

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TommasoFoti
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