Numero: Seduta n. 427
Soggetto: Camera dei Deputati
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il deputato Giglio Vigna ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01733 (Vedi l'allegato A).
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA)
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie, signor Presidente. Ministro Foti, l'esplosione dello scandalo Timmermans riapre la polemica sul Green Deal e sull'operato del primo Esecutivo von der Leyen. La Commissione avrebbe finanziato segretamente decine e decine di associazioni turbo-ambientaliste per fare attività di lobbying, cioè contattare decisori politici e promuovere alcune politiche. Esisterebbero anche dei contratti riservati che prevederebbero, tra le altre cose, liste di obiettivi concreti da raggiungere in termini di persone da contattare con lo scopo di orientare il dibattito sull'agricoltura.
L'inchiesta del giornale olandese Telegraaf cita tra i contratti riservati uno da 700.000 euro, pagati per orientare, appunto, il dibattito sull'agricoltura. Per anni la Commissione ha sovvenzionato, tramite il programma Life, una rete di lobby ecologiste per fare pressioni a favore del Green Deal e a queste associazioni venivano addirittura dati dei target da raggiungere con vari obiettivi.
Ora questa interrogazione è per sapere se e quali iniziative di competenza intenda promuovere, anche in sede europea, il nostro Governo, affinché dietro il Green deal di Timmermans non si celi un'agenda politica a senso unico che penalizzi le nostre filiere in nome di cieche politiche ultra ecologiste messe in atto dall'Unione europea e se e come il Governo sta seguendo l'evoluzione di questo scandalo.
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, onorevole Giglio Vigna, grazie innanzitutto per il quesito. La premessa della sua interrogazione si basa su quella che è stata una notizia di stampa del The Telegraph che ha rilevato alcune situazioni che però meritano indubbiamente un conforto sotto il profilo di indagini concrete, perché, come lei sa, vi è una differenza tra il giornalismo d'indagine e quelle che poi sono le indagini nel concreto. Certo che questo Governo ritiene che si debba fare luce fino in fondo sulla vicenda, anche e soprattutto nell'interesse dell'istituzione europea, perché è evidente che sarebbe una caduta di credibilità della medesima della quale si dovrebbe necessariamente prendere atto.
Ma io voglio qui cogliere l'occasione per affrontare la parte del suo intervento relativo poi a cosa intende fare il Governo in relazione anche a quella che era stata la politica di Timmermans. Io penso di poter dire che dobbiamo partire da un dato, onorevole Giglio Vigna, che è quello delle emissioni nel periodo 2020-2023. Tra i primi sei Paesi metto l'Europa, che è un continente, nell'ambito dei Paesi per semplificazione; noi abbiamo un andamento di questo tipo: l'Europa diminuisce le emissioni di CO2 del 30 per cento, gli Stati Uniti diminuiscono le emissioni di CO2 del 21 per cento, il Giappone diminuisce le emissioni di CO2 del 24 per cento. Ma vi sono altri tre Stati che hanno un andamento diverso: la Russia aumenta le emissioni del 21 per cento, l'India del 197 per cento, la Cina del 262 per cento. Il globo mondiale aumenta le emissioni del 52 per cento.
Se vogliamo guardare tra i primi sei produttori di emissioni, l'Europa pesa per il 6 per cento. Allora, è evidente che o la politica di una riduzione delle emissioni impegna tutti i Paesi, soprattutto quelli industrializzati, o, evidentemente, si apre una disparità di trattamento che diventa incolmabile. È chiaro che il sistema industriale europeo, che dimostra di partecipare alla riduzione delle emissioni di CO2 come ho dimostrato, è del tutto disarmato rispetto a una competitività con altri Stati che, invece, tranquillamente continuano ad emettere CO2, quasi non fosse un problema al riguardo. E sotto questo profilo è evidente che l'impegno del Governo italiano è perché a neutralità di tipo ambientale si contrapponga e si bilanci con una neutralità di tipo tecnologico, perché se non vi è questo tipo di equilibrio, evidentemente, si va verso una decrescita felice che questo Governo ritiene, invece, infelice e che non vuol praticare perché vuole che uomini, donne e imprese in Europa possano essere alla testa di una grande sfida nel nome della competitività, ma partendo da parti e da punti uguali e non da punti differenti, come il caso che ho dimostrato per le emissioni attesta.
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il deputato Giglio Vigna ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA)
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie, Ministro. Sono e siamo assolutamente soddisfatti della sua risposta. È giusto ribadire ancora una volta in quest'Aula e al Paese la posizione dell'Italia: questa nostra posizione e idea di neutralità tecnologica e non di una transizione verde che vada solo ed unicamente verso l'elettrico con una gabbia di tipo ideologico. È giusto anche sottolineare come la transizione verde debba avere come obiettivo anche quello del rispetto del pilastro sociale, forse il più antico pilastro che regola i rapporti all'interno dell'Unione europea.
Nell'obiettivo di arrivare a un continente a emissioni zero, è anche giusto perseguire, contestualmente, un continente a disoccupazione zero. Sul caso TIM, ma su un cortocircuito europeo, quindi soldi della Commissione che potevano essere usati proprio per politiche per mitigare gli effetti di alcuni provvedimenti turbo-ambientalisti della Commissione stessa. Soldi che potevano essere usati in quella direzione, come ha detto lei, Ministro.
Anche noi, dal lato del Parlamento, seguiremo il caso, seguiremo l'evolversi delle indagini e affiancheremo anche noi il Governo. Io, per il momento, la ringrazio per queste risposte e, ovviamente, anche come legislativo, dobbiamo aprire un focus e tenere sott'occhio questa situazione e l'evolversi di queste indagini.
PRESIDENTE
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16,20. La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle 16,05, è ripresa alle 16,20.
