Numero: Seduta n. 440
Soggetto: Camera dei Deputati
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, in relazione all'informativa richiesta, premetto che darò conto di alcune iniziative che, peraltro, non sono assunte, come è noto, direttamente dal Ministero di cui ho delega, ma che vengono da altri Ministeri e per i quali in questa sede relaziono. Ovviamente, essendo presente il Ministro del Lavoro, onorevole Calderone, lascio poi alla stessa la possibilità di descrivere, invece, le misure che più strettamente interessano al Ministero che le è in capo, anche perché ritengo che, probabilmente, siano quelle che danno risultati più notevoli rispetto a quelli che sto per annunciare.
Come sapete, il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede l'inclusione sociale e, tra queste, la priorità è data dalla parità di genere, che rappresenta uno dei tre pilastri del PNRR. Questo è un obiettivo che in tutto il Piano, sia quello originariamente approvato che quello poi successivamente modificato, risulta trasversale e che vede una continuità con quella che è stata una decisione assunta dall'Italia quando ha adottato, in data 5 agosto 2021, la Strategia nazionale per la parità di genere. In due parole, dobbiamo dire che la Strategia è principalmente volta alla promozione delle pari opportunità e della parità di genere, rimuovendo tutta una serie di ostacoli che sono ovviamente presenti nella nostra società e che, con anche le risorse messe per il PNRR, si può cercare di attutire, se non di superare.
Una misura diretta nel PNRR, per quanto riguarda la parità di genere, la troviamo nell'ambito dei contratti pubblici, perché vi è l'obbligo in capo alle stazioni appaltanti di inserire, nei bandi di gara, negli avvisi e negli avvisi finalizzati alla sottoscrizione di contratti pubblici, clausole che siano specificatamente mirate alla parità di genere. La materia è controllata e verificata dall'Anac, che ha tra i suoi compiti, anche in questo caso, quello di verificare il rispetto della normativa per quanto riguarda la parità di genere.
Sulla base delle stime disponibili, risulta che il 60 per cento degli appalti pubblici di valore superiore al milione di euro rispettano le clausole sociali. Sotto questo profilo, è chiaro che la stima e il monitoraggio di cui disponiamo sono sicuramente forse limitati, perché, se è vero che a livello quantitativo gli appalti rappresentano una somma sempre molto rilevante nel nostro Paese, è altrettanto vero che questa stima è riservata a quelli di valore superiore al milione di euro e, quindi, sotto il milione di euro non sono in grado di potervi dare il monitoraggio perché non vi è uno strumento che lo verifichi.
Nell'ambito della missione 5, componente 1, del Piano, l'investimento 1.2 è dedicato alla creazione di imprese femminili, con la finalità precipua di incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La misura è in capo al Ministero delle Imprese e del made in Italy e ha una dotazione finanziaria di 400 milioni. Essa si avvale di tre strumenti per raggiungere l'obiettivo: il Fondo a sostegno dell'impresa femminile e due misure già esistenti, Nuove imprese a tasso zero e Smart&Start, integrati con risorse del PNRR.
Ad oggi, è stato conseguito il primo obiettivo previsto dal PNRR, che prevedeva il finanziamento di almeno 700 imprese femminili. In particolare, andando oltre a questo obiettivo minimo del PNRR, posso dire che sono stati adottati 925 provvedimenti di concessione di finanziamenti. Il prossimo obiettivo, che scadrà il 30 giugno 2024, prevede un obiettivo ancora più stimolante - direi - perché sono previsti finanziamenti per 2.400 imprese.
Alla data del 31 dicembre 2024, i provvedimenti di concessione adottati da parte del soggetto gestore, che è Invitalia, sono pari a 2.326, di cui 2.027 a valere sul Fondo a sostegno della imprenditoria femminile, che quindi, ad oggi, raggiunge quasi l'80 per cento dell'obiettivo cui facevo riferimento, 280 la misura Nuove imprese a tasso zero e solo 19 alla misura Smart&Start.
Un altro aspetto che viene affrontato nel PNRR è la certificazione della parità di genere. Al riguardo, nell'ambito della missione 5, componente 1, l'investimento 1.3 è dedicato, appunto, a questo sistema nazionale di certificazione della parità di genere. La titolarità della misura è in capo al Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il PNRR prevede l'ottenimento della certificazione della parità di genere da parte di almeno 1.000 imprese entro giugno 2026. L'obiettivo è già stato ampiamente raggiunto. Ad oggi, infatti, sono state ammesse a contributo 1.400 imprese, che sono chiamate a completare il percorso di certificazione entro il mese di maggio 2025.
Aggiungo che è stato emanato un secondo avviso per l'erogazione delle risorse rimanenti, che è stato pubblicato lo scorso 11 febbraio ed è destinato a tutti i soggetti destinatari di partita IVA. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 18 aprile 2025. Ad oggi, infatti, hanno ottenuto la certificazione 5.277 aziende di ogni tipologia e dimensione.
Alla luce del successo che è stato ottenuto in proposito, il Governo sta valutando, con la Commissione europea, la possibilità di aumentare il target, incrementando il numero di imprese da certificare entro giugno 2026.
Ho voluto specificare che non è una volontà unilaterale del Governo, ma questo atto, questa iniziativa sarà possibile se, come ritengo e auspico, la Commissione europea converrà nell'aumento di questo target.
Vi è poi, anche se non è strettamente materia neanche della mia delega, la riforma di coesione e del bonus donne. Il bonus donne è stato individuato nella ZES unica. È stato denominato appunto bonus donne e prevede sgravi contributivi che si vanno a dispiegare su quattro annualità: 7,1 milioni di euro erano riferiti al 2024 (ma la ZES unica è partita nel corso del 2024); 107,3 milioni di euro nel 2025; 208,2 milioni di euro nel 2026 e 115,7 milioni di euro per il 2027.
Cosa prevede, in definitiva, il bonus donne? Che, dal primo settembre 2024 al 31 dicembre 2025, gli imprenditori, che assumono lavoratrici di qualsiasi età che, da almeno sei mesi, siano prive di un impiego regolarmente retribuito, che le assumano a tempo indeterminato, che siano residenti nella zona della ZES unica e che siano impiegate in attività o professioni dove vi è una pesante carenza di rappresentanza femminile, con un tasso di disparità pari al 25 per cento, sono esonerati dal pagamento dei contributi per una misura massima di 650 euro.
Questa misura, che, ovviamente, dispiega gli effetti dal 2025 al 2027, è stata sottoposta alla Commissione europea per evitare la possibile contestazione dell'aiuto di Stato ed è stata valutata favorevolmente, tant'è che le disposizioni che essa prevede risultano non in contrasto col Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Queste che ho appena elencato sono le misure dirette previste nel PNRR.
Vi sono poi alcune misure indirette, che ritengo sia comunque doveroso menzionare. Nell'ambito della Missione 1, la Riforma 1.9 (Riforma della pubblica amministrazione), include specifici interventi in tema di accesso, reclutamento, competenze e carriere che, attraverso la valorizzazione del Piano integrato di attività e organizzazione come strumento di programmazione di ciascuna amministrazione, consentano di contribuire fattivamente alla riduzione del gap tra generi sul luogo di lavoro pubblico.
Vi è una misura indiretta che è il potenziamento dei servizi di asilo nido e per la prima infanzia e l'estensione del tempo pieno a scuola. Per quanto riguarda l'estensione del tempo pieno a scuola, il target a giugno 2026 prevedeva l'estensione graduale del tempo pieno a più di 1.000 istituti scolastici, per un importo complessivo di 1,074 miliardi di euro. Sono attualmente in corso 1.400 interventi su tutto il territorio nazionale.
Relativamente al potenziamento degli asili nido, l'obiettivo da raggiungere entro il 2026 è di 150.480 nuovi posti di asilo nido. Debbo qui ricordare che vi è stata una vexata quaestio con la Commissione europea, che non ha considerato di conteggiare, nell'ambito di questa misura, tutti quelli che potevano essere gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria nell'ambito degli asili, ritenendo che, anche se migliorano la condizione di chi li frequenta, non realizzano nuovi posti utilizzabili.
Allora, ad oggi, noi abbiamo 3.627 interventi autorizzati, ma direi che oltre il 90 per cento, esattamente 3.201, sono attivi, cioè si sta lavorando per realizzare l'iniziativa cui mi riferivo. Devo dire che, complessivamente, le risorse che sono state destinate a questa misura sono pari a 4,57 miliardi di euro.
Posso dire che, compatibilmente con un'ultima verifica che stiamo facendo con la Commissione europea, in ordine all'utilizzo delle economie, il Governo è in procinto di lanciare un nuovo bando per il complessivo valore di 800 milioni, al fine di poter raggiungere gli obiettivi di cui ho dato nota.
Infine, ritengo sia doveroso sottolineare all'Aula anche gli interventi che vengono favoriti in tema di potenziamento delle competenze STEM. Ciò può contribuire a favorire l'accesso delle donne a settori professionali storicamente caratterizzati da una ridotta partecipazione femminile.
In particolare, la misura "Nuove competenze e nuovi linguaggi", con una dotazione di 1,1 miliardi di euro, si pone l'obiettivo di garantire pari opportunità e uguaglianza di genere in termini didattici e di orientamento, rispetto alle materie STEM, alla computer science e alle competenze multilinguistiche.
Per quanto mi riguarda, anche se può sembrare scarna la relazione - ma mi è stato chiesto di riferire sul PNRR limitatamente a queste misure - queste misure sono state illustrate e su di esse penso si possa anche registrare, in linea di massima, un andamento del tutto soddisfacente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
