Numero: Seduta n. 488
Soggetto: Camera dei Deputati
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. No, signora Presidente, non ripeto la frase di rito, anche perché ritengo che sono state poste delle questioni che siano meritevoli di una risposta da parte mia, essendovi stato un dibattito per il quale ringrazio, ovviamente, i due relatori, l'onorevole Mantovani e l'onorevole Candiani. Ringrazio anche tutti gli intervenuti e, da ultimo, il collega Giordano, che ha tracciato un po' alcune delle direttive e dei regolamenti che vengono oggi messi a terra e che quindi possono avere una funzionalità enorme nel collegamento tra quelle che sono le normative europee e quelle che sono le normative italiane.
Debbo dire, in termini di ritardo - l'ha sottolineato l'onorevole Prestipino, l'ha sottolineato l'onorevole Bruno -, vedete, questo è un po' un procedimento che diventa fatale: oggi sono già in ritardo rispetto alla presentazione della legge di delegazione 2025, ma mi chiedo se potevo presentare una legge di delegazione 2025 essendo in esame quella del 2024. Oltretutto, come sapete, in un principio di alternanza Camera-Senato proprio quest'anno è di turno la Camera per quanto riguarda la legge di delegazione 2025.
Non a caso quando mi è stato chiesto ieri di posticipare l'approvazione di questa legge, dal calendario prevista per il 10 giugno, ho fatto presente - poi non so quale sia stata la soluzione - che lo ritenevo del tutto inadeguato, perché se andiamo oltre certi termini poi diventa difficile poter esaminare i provvedimenti nei tempi idonei. L'ideale sarebbe arrivare all'approvazione della legge del 2025 entro il 28 febbraio, in modo tale da poter poi presentare correttamente il disegno di legge a valere sul 2026. D'altra parte non entro nelle valutazioni che faceva l'onorevole De Monte, potrei dire che le condividevo da capogruppo, da Ministro non posso sicuramente entrare nell'ambito di quella che è la procedura che la Camera ha per regolamento e per scelta. Però è indubbio che, se si vuole fare un ragionamento di produttività e di confronti più validi e meno sotto la mannaia del tempo, occorre, secondo me, che vi siano le possibilità tecniche per poter agire in tal senso.
Quindi, sotto questo profilo, voglio anche dire che è vero che in questo ramo del Parlamento sono stati espressi pareri negativi su tutti gli emendamenti; altrettanto vero è che se noi avessimo la possibilità di presentare in tempi adeguati la legge di delegazione 2025 questo ramo del Parlamento potrebbe contribuire in prima lettura in modo significativo a eventualmente implementare quello che sarà il disegno di legge che il Governo consegnerà alla Camera.
In tal senso, voglio anche far presente che, storicamente, sia la legge di delegazione ma, ancora prima, la legge comunitaria hanno sempre visto un ampio consenso sull'approvazione delle norme di riferimento, perché non si tratta tanto e molto spesso di scelte squisitamente politiche ma di poter adeguare il nostro ordinamento ai principi della legislazione europea. Debbo anche dire che, sotto questo profilo, è vero che vi è una fase ascendente e vi è una fase discendente nell'esame e nella struttura della normativa europea. È chiaro che la fase ascendente è quella strategicamente più importante perché è quella dove si può intervenire e che può essere oggetto e fase di trattativa.
La fase discendente è una fase dove sicuramente vi sono più difficoltà a poter intervenire con modifiche direi sostanziali sul punto. Quindi, sotto questo profilo, io dico che l'impegno da parte del Governo c'è - e vi chiedo anche di poter collaborare in tal senso, nel momento in cui il provvedimento sarà stato assegnato alla Camera e alla Commissione competente, sicuramente potremo discutere di tutti gli emendamenti che verranno presentati -, lo posso assicurare senza alcun pregiudizio di ordine politico o ideologico.
Aggiungo che effettivamente noi abbiamo due leggi importanti: sia quella di delegazione europea sia la legge europea. Ecco, sotto questo profilo, anche in questo caso, non è solo una questione di dare seguito ad adempimenti di legge; si tratta delle due leggi importanti che investono una materia che, spesso e volentieri, è sottovalutata, ma che diventa determinante, anche perché voi sapete che, poi, a livello costituzionale, è prevista la prevalenza della norma europea rispetto alla norma eventualmente nazionale. Quindi, diventa fondamentale non solo per evitare procedure di infrazione, che tra l'altro costano e costano pesantemente al nostro Paese, ma anche per evitare che tout court la legislazione italiana sia saltata a piè pari in quanto non ha recepito quelle che potevano essere direttive e regolamenti europei.
Voglio infine però fare anche un riferimento - è vero che non riguarda quest'Aula e di questo non posso altro che dispiacermene, essendo membro anche di quest'Aula - non solo quantitativo ma anche qualitativo. È entrato in Parlamento, ha iniziato l'esame in Parlamento, esattamente al Senato, nel mese di ottobre del 2024, un disegno di legge che era composto di 16 articoli. Usciamo con una legge che sarà composta di 29 articoli. È entrato un provvedimento che aveva 5 direttive; esce un provvedimento che ha esattamente 16 direttive. L'allegato A aveva 15 direttive: va a 25 direttive. I regolamenti previsti erano 9: vanno a 21.
Mi pare che vi sia stata, sia attraverso il contributo parlamentare, sia attraverso il contributo dei relatori, sia attraverso anche emendamenti del Governo, un'implementazione tale da poter, in tempo reale, adeguarsi anche ad alcune direttive o estendere il provvedimento ad alcune direttive che originariamente non facevano parte del disegno di legge e che, alla fine del percorso parlamentare, invece, faranno parte a tutti gli effetti di quella che è la legge di delegazione per il 2024.
Quindi, quando complessivamente possiamo dire che verranno recepite 41 direttive europee e 21 regolamenti troveranno fase di attuazione, penso che si possa dire che un passo significativo è stato compiuto. Verranno compiuti altri passi. Voi sapete che, anche sotto il profilo della risoluzione di alcune procedure di infrazione, vi è la massima attenzione. È chiaro che poi le procedure di infrazione si abbassano, ma non si esauriranno mai perché, una volta che ne hai risolte dieci, se ne aprono mediamente altre sette o otto. Però, ci sono il tentativo e l'impegno per ridurre un'esposizione notevole da parte dell'Italia sotto questo profilo e, dall'altra parte, anche per cercare di essere in una media dei maggiori Paesi europei per quanto riguarda le procedure d'infrazione. E quindi, sotto questo profilo, debbo dire che i pareri del Governo non potranno cambiare rispetto a quelli che sono stati espressi in Commissione nei giorni scorsi. Aggiungo, però, che sulla legge di delegazione del 2025 vi sarà piena apertura per la Camera dei deputati perché, soprattutto in sede di prima lettura, verranno esaminati - come ho già detto - tutti gli emendamenti senza alcun pregiudizio ideologico. Grazie comunque a tutti coloro che sono intervenuti, anche per le osservazioni che hanno fatto e che sono state comunque politicamente significative ed esposte in modo garbato, il che non può essere che apprezzato (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
