Numero: Seduta n. 496
Soggetto: Camera dei Deputati
PRESIDENTE
PRESIDENTE. L'onorevole Antoniozzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02016 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.
ALFREDO ANTONIOZZI (FDI)
ALFREDO ANTONIOZZI (FDI). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, il tema è l'Unione europea e un po' anche la sua storia. Appare sempre più evidente che l'Unione europea, attraverso una regolamentazione troppo stringente, ha, di fatto, autolimitato il proprio potenziale produttivo.
Allora, l'Italia, in questo frangente, si è fatta portavoce di un processo, il cosiddetto shock di semplificazione, che rappresenta un punto importante per armonizzare quelle sovrastrutture che, da anni, si dice dovunque, lo abbiamo sostenuto in tanti momenti, soprattutto come gruppo di Fratelli d'Italia, è necessario che l'Europa avvii. Questo processo di semplificazione porterà sicuramente a un grande risparmio, ma, soprattutto, produrrà un nuovo incremento della capacità produttiva dei singoli Stati e, quindi, delle loro aziende.
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Concluda, per favore.
ALFREDO ANTONIOZZI (FDI)
ALFREDO ANTONIOZZI (FDI). Signor Ministro, quali iniziative, per quanto di sua competenza, intende adottare nel processo di semplificazione per lo sviluppo delle aziende italiane (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Antoniozzi per la sua interrogazione e per quella del gruppo di Fratelli d'Italia. È un tema, questo, che abbiamo discusso, oggi, con il Ministro degli Affari europei, Benjamin Haddad.
È evidente che l'Europa ha la necessità di avere e di acquisire competitività. Nell'ambito della competitività, uno degli elementi fondamentali - mi sia consentito di evidenziarlo - è avere un mercato unico dell'energia e superare l'attuale dipendenza in materia energetica del 55 per cento dall'estero.
Oggi, le importazioni di gas sono di 90 miliardi di metri cubi dalla Norvegia, ma, nel 2021, erano 150 miliardi di importazione di metri cubi dalla Russia, per dimostrare come, ancora oggi, l'Europa è fondamentalmente dipendente per quanto riguarda il settore energetico.
Aggiungo che uno degli elementi di competitività è sicuramente la semplificazione. La semplificazione, oggi, pesa all'incirca 600 miliardi di euro all'anno sulle imprese europee. È un dato clamoroso. È un dato che deve farci riflettere.
In questa legislatura, il Parlamento europeo, su iniziativa della Commissione, sta analizzando i cosiddetti omnibus. Si tratta di misure di semplificazione che, oltretutto, vanno ad investire tutto il paniere delle imprese - a differenza del passato -, anche delle piccole e medie imprese, anche delle imprese che potremmo definire medie.
È indubbio che nei procedimenti, che, oggi, sono all'esame della triangolazione Commissione-Parlamento europeo-Consiglio europeo, un posto privilegiato lo ha sicuramente quella che potremmo definire la semplificazione amministrativa. Ma vi sono anche interventi che ritengo siano importanti da dover rilevare, come: il miglioramento della qualità della regolamentazione; la politica di impatto delle norme sulle imprese, perché, molto spesso, vengono soltanto elaborate enorme, non verificati gli impatti che le stesse producono; la piena liberalizzazione della libera circolazione di merci e servizi; la semplificazione dei procedimenti di autorizzazione; e, ancora, più vastamente, la semplificazione della politica agricola comune, le regole della PAC; la semplificazione per quanto riguarda la materia della cybersicurezza. Sono tutti elementi che possono portare ad una maggior competitività dell'Europa e, al tempo stesso, ad una possibilità per le imprese di vedere, nella normativa europea, non un incubo, ma uno strumento di cui potersi avvalere.
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il deputato Caramanna, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
GIANLUCA CARAMANNA (FDI)
GIANLUCA CARAMANNA (FDI). Grazie, Presidente. Onorevole Ministro Foti, grazie per la sua risposta. Siamo soddisfatti, ma voglio anche ringraziarla a nome di tutto il gruppo di Fratelli d'Italia per il grande lavoro che sta facendo il suo Ministero, in continuità con il lavoro fatto dal Ministro Fitto, attuale Vicepresidente della Commissione europea.
Il Presidente Meloni lo ha detto e lo ribadisce costantemente: mentre cerchiamo un accordo soddisfacente sul tema dei dazi, l'Unione europea deve iniziare a rimuovere quei dazi interni, dati da una iper-regolamentazione che ha finito per mettere in grande difficoltà tutto il nostro sistema produttivo. Un appello, quello del Presidente Meloni, ribadito e voluto dalle più grandi associazioni di categoria, in rappresentanza di quelle centinaia di migliaia di imprese che hanno sofferto gli eccessi ideologici e burocratici che hanno caratterizzato la produzione normativa europea.
Un anno fa, i cittadini italiani e tutta Europa hanno deciso da che parte stare: se stare dalla parte di chi si è opposto a questa iper-regolamentazione o ovviamente di chi, in qualche modo, l'ha agevolata.
E allora ben vengano, caro Ministro, i segnali che finalmente cominciano ad arrivare da Bruxelles, dove, con il sostegno coerente del Governo italiano, la Commissione europea sta emanando una serie di pacchetti cosiddetti omnibus per semplificare normative obsolete e penalizzanti. Il Governo sta dedicando una parte importante dei propri sforzi per creare un quadro normativo adeguato allo sviluppo delle imprese, che favorisca la nascita e la crescita delle imprese in Italia. Il grado di ambizione è alto: innovazione, sostenibilità economica, sociale, ambientale e produttiva sono al centro delle azioni e delle misure adottate. Cito le principali: la prima legge annuale per le PMI o la legge annuale della concorrenza del 2023, con cui è stato ripresentato il quadro normativo per la nascita e lo sviluppo delle startup.
Insomma, la sua opera a Bruxelles, caro Ministro, oltre che nel ruolo decisivo che svolge nell'attuazione del PNRR, è centrale e fondamentale, affinché questo processo vada avanti, in costante coordinamento con gli altri Ministeri di settore e con i rappresentanti italiani al Parlamento europeo.
La prima cosa che dobbiamo fare è crederci. Lei ha dimostrato di crederci, Ministro, prima dai banchi del nostro gruppo e ora da quelli del Governo. Siamo certi che continuerà a rappresentare l'Italia nel migliore dei modi in tutto il mondo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
