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Provvedimento recante ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione

Data: 08/04/2026
Numero: Seduta n. 640
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Prendo atto che i relatori rinunziano alla replica.

Ha facoltà di replicare il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, l'onorevole Tommaso Foti.

TOMMASO FOTI - MINISTRO

TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, Presidente. Sì, Presidente, replico alle osservazioni che sono state mosse e ringrazio i pochi colleghi rimasti in Aula; a dire il vero, non è mai stata molto piena, ma diciamo che l'argomento, invece, penso che sia un argomento importante.

All'onorevole Viggiano che, Presidente, mi ha accusato di non aver risposto, in Commissione, agli emendamenti presentati o alle richieste specifiche presentate non contrappongo la mia tesi, ma contrappongo i numeri. Allora i numeri dicono che chi parla è intervenuto, esattamente, 24 volte mentre lei, onorevole Viggiano, 3 volte; ma, a dimostrazione che ho parlato e ho risposto - poi le risposte non si possono condividere e questo è un altro paio di maniche - faccio presente che… e cito testualmente dal bollettino delle Commissioni, perché bisogna parlare con gli atti e non con la fantasia dei popoli. Bollettino delle Giunte e delle Commissioni, mercoledì 1° aprile 2026, pagina 97: "Silvia Roggiani, intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 19.6, desidera in primo luogo ringraziare il Ministro Foti per la fattiva partecipazione ai lavori della Commissione e la proficua interlocuzione assicurata, circostanza non frequentemente riscontrabile nell'ambito delle attività svolte dalle Commissioni in sede referente". Questo, per la cronaca, e non per la storia. Potrei aggiungere, sempre per la cronaca e non per la storia che, analogo giudizio, martedì 7 aprile 2026, il Bollettino della V Commissione permanente , pagina 20, ha espresso l'onorevole Grimaldi, del gruppo AVS, dove dice: "nel ringraziare gli uffici della Camera per il lavoro svolto, nonché i membri del Governo, in particolare il Ministro Foti per la disponibilità dimostrata e la presenza costante nel corso dei lavori sul provvedimento in esame, preannuncia il voto contrario" così come, logicamente, si fa quando si è all'opposizione o quando non si condivide un passaggio o un emendamento o un provvedimento; ma, già questo, mi porterebbe a dire che, forse, sarebbe opportuno che, nelle critiche, vi coordinaste, oltre che nei cartelli del no. Perché, vede, onorevole, quando lei dice che questo decreto crea una burocrazia elefantiaca, si deve mettere d'accordo con l'onorevole Torto che, successivamente, ha detto che questo decreto, addirittura, spoglia, ai limiti della mancanza di trasparenza, tutta una serie di vincoli che, in realtà, servivano per la trasparenza. Allora, delle due, l'una: o è un decreto troppo burocratico o è un decreto troppo spostato verso una liberalizzazione; non può esserci la conciliazione degli opposti. E, poi, dice: "siamo ancora nelle vostre mani per poco", ma questo lo decideranno gli elettori, non lei, gentile collega.

Le faccio, però, presente un piccolo particolare che, quando parla di alcuni elementi, come l'assegno universale, dovrebbe avere l'onestà intellettuale di dire che il provvedimento, e l'emendamento presentato in questa Commissione, serve a colmare la procedura di infrazione aperta dall'Unione europea.

Addirittura, diciamo di più: siamo davanti alla Corte di giustizia europea per il precedente assegno universale che era stato approvato dalla sua maggioranza. Quindi, questo è un regalo che facciamo agli italiani, non che facciamo ovviamente ad altri, ma per mettere una toppa su quella che era un'inadempienza precedente e del Governo precedente, perché noi siamo andati in procedura di infrazione sulla base di una normativa non approvata da questo Governo. Lo dico per la cronaca e non per la storia.

Quando poi parla di uno strumento nazionale di 1 miliardo di euro riferendosi al settore idrico, guardi, qui bisogna forse coordinare un attimo le questioni, perché questo strumento finanziario è stato realizzato solo perché, diversamente, si sarebbero persi quei soldi, perché se lei andasse a vedere i provvedimenti, saprebbe che molte delle regioni che dovevano intervenire al riguardo, manco erano nella fase della progettazione esecutiva. E allora non si possono dire cose che non esistono. Bisogna andarli a vedere gli atti, possibilmente studiarli e, poi, commentarli, perché ragionare per sentito dire non porta bene.

Così come, quando ci ricorda che l'ex Ilva forse non è in una condizione salubre, a dire il vero l'ex Ilva ha avuto un parere di un'AIA positiva per il recupero al riguardo, poi c'è un intervento recente dell'Istituto superiore di sanità che ha proposto delle altre obiezioni e vedremo nel contraddittorio delle parti quali saranno. Ma bisogna chiedersi se lavorare perché l'ex Ilva torni a funzionare dà fastidio a qualcuno o meno, perché se si vuole la chiusura dell'ex Ilva bisogna avere il coraggio politico di dire che si vuole la chiusura dell'ex Ilva, non dire delle mezze frasi, messe lì e che, tra l'altro, con la vicenda PNRR non c'entrano assolutamente nulla.

Aggiungo che quando, a volte, si mettono così delle obiezioni, dove si dice, ad esempio, che noi avremmo aiutato i giudici a smaltire la giustizia civile con un trucco, ma a dire il vero, guardi, l'Europa non la pensa così. Tra l'altro, debbo dire che su questo PNRR chi l'ha votato evidentemente non l'aveva mai letto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché è un continuo ribadire luoghi comuni, senza sapere neanche di chi siano le competenze al riguardo. Allora, questi obiettivi, per raggiungere milestone, traguardi e quant'altro, non li ha stabiliti questo Governo. Questo Governo li ha modificati alcuni laddove era possibile, ma l'impalcatura di questo Piano tale è rimasta. Poi, capisco che oggi dobbiate cambiare il disco perché per due anni e mezzo avete continuato a dire che il Governo Meloni avrebbe bucato tutti gli obiettivi e dopo che abbiamo centrato 9 rate su 9 allora non sapete più cosa dire al riguardo e allora cambiate discorso (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Addirittura, avete fatto l'elenco delle revisioni del Piano. Andatevi a vedere gli altri Paesi. A parte che solo i paracarri sono immobili e non penso che nessuno abbia invidia per i paracarri, ma vorrei suggerire di andare a vedere come è cambiata la situazione sotto il profilo politico e geopolitico in questi anni di Piano e soprattutto - questo me lo consenta l'onorevole Grimaldi - la sua affermazione relativa ai fondi a fondo perduto che andrebbero persi: ma lei crede veramente che 194,4 miliardi siano a fondo perduto? No, perché lei il Piano l'ha votato. Allora, iniziamo a distinguere tra grants e loans, iniziamo a dire che 72 miliardi sono a fondo perduto e 122 miliardi sono a debito. Iniziamo a dire che non solo noi, ma l'Unione europea ha iscritto a bilancio 24 miliardi per 7 anni nel bilancio e nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034 per il rimborso dei fondi del Next Generation EU. Che adesso si voglia parlare di fondi a fondo perduto ci sta, tra l'altro le posso assicurare che, a differenza di altri, noi i grants li abbiamo curati, perché quelli sono i fondi a fondo perduto, e li abbiamo curati a tal punto che, le dico, noi raggiungeremo l'obiettivo di aver speso tutti i fondi a fondo perduto. Il ragionamento è un altro, il ragionamento è che, lo dico all'onorevole Torto, i 194 miliardi non ce li avete lasciati, erano assegnati, così come dimostra la Spagna che ha rinunciato, l'avete citata più volte, a 60 miliardi di euro del PNRR. Andatevele a vedere le revisioni. Noi non abbiamo tolto 1 euro dalle previsioni di spesa che erano state fatte (Commenti della deputata Alifano). Non abbiamo tolto 1 euro! Ma l'assegnazione è una cosa, la spesa e il passaggio di aver riconosciute le rate per poter liquidare le spese e, quindi, il raggiungimento degli obiettivi sono un'altra cosa, perché noi abbiamo ereditato, certo, 40 miliardi, di cui 20 miliardi erano d'acconto, non erano di raggiungimento di rate e di obiettivi, perché le rate raggiunte, prima di questo Governo, erano due, perché anche la terza l'ha dovuta contrattare il Ministro Fitto.

Se poi volete fare l'elenco delle altre rate, vi dico gli obiettivi e i soldi che sono arrivati: non a caso, nel mese di maggio verrà liquidata la nona rata e sulla decima, certo, è la più impegnativa, è la rata da 28,4 miliardi, è una rata da 150 e oltre obiettivi, lo sappiamo bene. Ma quando si parla di sanità - io ringrazio chi, ottimisticamente, come il collega Ottaviani della Lega, ha già detto che abbiamo raggiunto gli obiettivi - a dire il vero, gli obiettivi, ad esempio, nel settore delle case di comunità, degli ospedali di comunità e degli ospedali sicuri sono raggiunti in relazione alle conferme che ci hanno dato i presidenti di regione. C'è stata una conferenza apposta sul punto e abbiamo aperto un tavolo permanente che, mensilmente, monitora la situazione, perché le case di comunità, come gli ospedali di comunità, come gli ospedali sicuri, beh non è che li realizza il Governo centrale. Addirittura, dirò una cosa: la Conferenza Stato-regioni ci ha sollecitato un emendamento, che è arrivato come risposta da parte del MEF quando avevamo chiuso i lavori della Commissione, che non può entrare in questo decreto-legge non certo per colpa della maggioranza; lo metteremo in un altro provvedimento.

Io capisco le riserve, le posizioni singole che si possono avere; faccio presente che non stiamo parlando di interventi sulla sanità privata, cioè chi dovrebbe disattendere le leggi, se l'emendamento, come è stato scritto dalle regioni, perché ce l'ha mandato la Conferenza Stato-regioni testualmente, questo come quello che riguarda il Fondo per lo sviluppo e la coesione, se qualcuno ritiene che quell'impostazione è un'impostazione "troppo liberale", lo dico tra virgolette, o che lascia, legittimamente, troppi margini, sappiate, però, che il soggetto che valuta questo sono le Aziende sanitarie locali comunque denominate, non è il padrone delle ferriere. No, perché, a volte, bisognerebbe anche guardare a chi sono rivolti poi gli emendamenti. Io, tra l'altro, mi stupisco che si sia detto ciò che si è detto su questo decreto, perché, guardate, che questo decreto penso che abbia avuto un livello di modifiche e di accettazione di emendamenti che non so quanti altri decreti abbiano avuto, anche da parte dell'opposizione. Poi, si dice: ma ci sono degli emendamenti comuni. Ma, signori, se sono emendamenti comuni, non vorrei usare il termine che qualcuno ha usato ieri in Commissione per un emendamento, ma se sono emendamenti comuni vuol dire che c'era una visione comune che non dovrebbe fare scandalo nel momento in cui si dice che le misure vanno assunte nell'interesse del popolo italiano.

Quindi, se vi è una convergenza su 7, 8 o 6 emendamenti non credo che sia uno scandalo, penso che, indipendentemente da chi l'abbia presentato per primo o per ultimo, sia un merito da ascrivere alla logica parlamentare. Faccio presente che di modifiche ne sono state introdotte: sono stati approvati, non considerando le firme plurime, 47 emendamenti, di cui 16 dei relatori, 3 del Governo, ma 28 dei parlamentari e sono tutte qui.

Allora, in conclusione, perché non vorrei far ritardare la richiesta del voto di fiducia, faccio presente che la seduta non è iniziata alle 12; lo dico per la cronaca e non per la storia, quindi i tempi dovremmo averli a disposizione tutti. Dico soltanto che il nostro impegno è quello di concludere il PNRR, chiuderlo nel migliore dei modi, ma dico anche che non bisogna dire delle bugie, perché, quando si dice che abbiamo prorogato le strutture per tenere sulle poltrone certe persone, io vi sfido a dimostrarmi che ho mai assunto una persona nel momento in cui sono diventato Ministro o che ho implementato una struttura da quando sono diventato Ministro. Dico soltanto che - e forse qualcuno non lo sa - su quei fondi, proprio perché sono fondi che vengono dall'Unione europea, per cinque anni la Corte dei conti europea avrà costanti confronti con le task force dei singoli Ministeri per verificare che le spese rendicontate, così come le abbiamo rendicontate, abbiano effettivamente una risposta positiva anche da parte della Commissione, che lavorerà, certo, per campione, ma per le quali non possiamo pensare che non se ne occupi chi se ne è occupato nella fase di realizzazione di questo sistema.

Quanto ai comuni, non è vero che si è detto "no" a quelle strutture prorogate. Il problema vero è che le si voleva prorogare e anche qui è simpatica una cosa, perché se proroghiamo noi lasciamo sulle poltrone e se si prorogano in altri enti evidentemente si lascia sugli sgabelli. Ma, al di là di questa piccola definizione diversa, farei presente che le richieste di stabilizzazione che vengono avanzate sono esattamente in contraddizione con quando si contesta la proroga degli incarichi, perché, addirittura, mentre noi ci limitiamo a un necessario adempimento legislativo c'è chi, invece, sostiene che bisognerebbe direttamente metterli tutti in pianta organica e farei presente che, ad esempio, per quanto riguarda l'ufficio del processo 9.000 e più persone verranno, invece, stabilizzate. Anche questo non era previsto, tant'è vero che, come è noto, le risorse del PNRR non possono essere utilizzate per fini di spesa corrente se non nei casi legittimamente autorizzati e quella stabilizzazione avviene a carico del bilancio dello Stato per quanto riguarda il comparto del Ministero della Giustizia.

Dopodiché avrei ancora tante cose da dire e da replicare, ma capisco perfettamente che bisogna stare nei tempi e, quindi, altre risposte non ne posso dare sicuramente non per colpa mia, ma perché non ho utilizzato tutti i tempi che avevo a disposizione come Ministro (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).

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